MIGRANTI PER SALVARE LA SCUOLA/ Ventotene, l’appello del sindaco: “Fateli arrivare subito, qui pochi studenti”

- Silvana Palazzo

Ventotene, migranti per salvare la scuola. L’appello del sindaco: “Fateli arrivare subito, qui pochi studenti”. Le ultime notizie sulla proposta di Gerardo Santomauro e le reazioni

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Scuola (LaPresse)

I migranti possono essere una risorsa per l’Italia: ad esempio, possono salvare alcuni piccoli centri dallo spopolamento. Rappresentano un’opportunità concreta per il sindaco di Ventotene, che da un mese chiede l’invio di famiglie di stranieri per evitare che le scuole elementare e media chiudano a causa del numero troppo esiguo di alunni. Otto sono i bambini iscritti nella scuola elementare, solo due invece in quella media. Troppo pochi. L’isola, che durante l’estate arriva a ospitare anche cinquemila turisti, vanta poco meno di 600 residenti, che però nei mesi invernali si riducono a 200. «L’anno scolastico sta per iniziare e ancora non sappiamo se la scuola media resterà aperta. Non abbiamo avuto riscontri dall’ufficio scolastico», ha dichiarato il primo cittadino Gerardo Santomauro a Repubblica. Una famiglia si è trasferita sulla terraferma, a Formia, per permettere ai figli di continuare gli studi. Il sindaco ha quindi lanciato un appello al ministro Valeria Fedeli affinché garantisca l’istruzione a Ventotene fino ai 14 anni. «Per questo siamo pronti ad accogliere famiglie di migranti con bambini e orfani, sia italiani che stranieri. Possiamo mettere loro a disposizione la casa-alloggio per anziani, trasformandola in una casa famiglia», ha aggiunto il sindaco.

REAZIONI CONTRASTANTI ALLA PROPOSTA

Ventotene, isola culla dell’europeismo, si appena ai migranti per salvare il proprio sistema scolastico. L’idea sta facendo breccia, nonostante qualche resistenza da parte degli isolani. «Chi ci dice che gente verrà e se i nostri figli saranno la sicuro», dichiara qualche cittadino. La scuola si potrebbe salvare anche con lezioni in videoconferenza, ma il sindaco è invece pronto ad accogliere orfani e famiglie di migranti, un’occasione di apertura dell’isola al mondo esterno, «un modo per renderla di nuovo simbolo dell’Europa delle vere aperture verso i deboli che diventano risorse». A Ventotene ci sono già molti stranieri, romeni in particolare, che il primo cittadino considera una grande risorsa. Don Vincenzo Macera, parroco della chiesa di Santa Candida, approva l’iniziativa: «Va incoraggiata e ben organizzata. Può educare tutti a vivere insieme». Ora non resta che aspettare di capire se l’appello del sindaco di Ventotene verrà accolto o meno dal ministro dell’Istruzione.



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