RAGAZZINA TRANS CI RIPENSA/ La 14enne che ha chiesto di tornare a essere un maschietto

- Paolo Vites

Si era convinto di essere una femmina nel corpo di un ragazzo, così un bambino australiano si è convinto a cambiare sesso. Due anni dopo ha fatto marcia indietro

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Immagine di repertorio (Pixabay)

Se c’era bisogno di un esempio pratico per capire quanto i bambini non siano in grado di capire tutta la problematica relativa alla propria sessualità, e che cioè è normale in un adolescente in pieno sviluppo psicologico e fisiologico essere a volte confuso e non avere un chiaro rapporto con il proprio corpo, ebbene tale esempio viene dall’Australia. Il cosiddetto, dal punto di vista medico, disturbo dell’identità di genere, nei paesi anglosassoni è diventata pratica normale: qualunque bambino, anche all’età di 5 o 6 anni che lo si vede giocare con le bambole o viceversa, viene diagnosticato con tale disturbo. E si incoraggiano i genitori ad aiutarlo a cambiare sesso. Tale disturbo era stato diagnosticato a un ragazzino australiano di 12 anni, Patrick Mitchell che aveva deciso (o avevano deciso per lui, come succede spesso in questi casi) di sentirsi una femmina e quindi di voler cambiare sesso. Per due anni aveva preso estrogeni ormonali della madre e vissuto come una ragazzina. A 14 anni però ha cambiato idea: “Avevo cominciato a svilupparmi come una ragazza, che era quello che volevo ma non mi è stato di aiuto” ha detto in una intervista al programma tv 60 Minutes, aggiungendo che “si ha una idea di cosa sia essere un ragazzo o una ragazza, ma quando ne fai esperienza reale è una cosa molto diversa”.

“VOGLIO TORNARE AD ESSERE NORMALE”

Questa è la realtà: un conto sono idee e fantasie legate all’età dello sviluppo, un altro farne esperienza. Patrick aveva già sviluppato il seno quando ha detto alla madre che non era più sicuro di voler essere una femmina. Il ragazzino ha anche raccontato che “si sentiva una femmina intrappolata nel corpo di un maschio” cosa che gli causò uno stato di depressione quando arrivò alla pubertà. La madre decise di dargli dei farmaci appositi che sospendono la pubertà, bloccando la produzione di ormoni sessuali prima di permettergli di prendere i propri ormoni estrogeni cosa che fece quando ebbe 13 anni. Secondo la legge australiana, prima di iniziare una terapia ormonale bisogna attendere i 16 anni di età e avere l’approvazione di un tribunale. La madre invece, preoccupata che il figlio stava crescendo troppo in altezza, decise di procedere con gli ormoni al fine di bloccare il suo sviluppo fisico, troppo mascolino. Adesso anche la madre si è convita che i medici che avevano diagnosticato il disturbo dell’identità di genere del figlio, abbiano fatto una analisi troppo frettolosa e sbagliata. Adesso Patrick, visto che gli effetti degli ormoni sono permanenti, dovrà sottoporsi a operazione chirurgica per rimuovere il seno ormai sviluppato. “Sarà il passo definitivo per permettermi di tornare a essere normale” ha commentato il ragazzino (dovrà effettuarla in Corea del sud, unico paese al mondo che permette tale oeprazione ai minori di 16 anni).



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