Terza Guerra Mondiale/ Corea del Nord, idea-Trump: sanzioni più soft per trovare intesa con Cina e Russia?

- Niccolò Magnani

Terza Guerra Mondiale, ultime notizie di oggi 11 settembre 2017: Corea del Nord, Cina e Russia spingono per un accordo con gli Usa. Papa Francesco, “mai abituarsi al male”

papa_francesco_messa_croce_lapresse_2017
Veglia Pasquale, Sabato Santo (LaPresse)

La notizia del giorno potrebbe alla fine essere questa: per evitare la terza guerra mondiale, e per stringere soprattutto una maggiore intesa con Cina e Russia, Donald Trump avrebbero richiesto di ammorbidire la risoluzione Onu che risponderà a breve alle minacce del test nucleare lanciato dalla Corea del Nord. Le fonti diplomatiche che circolano nelle ultime ore vanno esattamente in questa direzione: in particolare, la nuova bozza manterrebbe il divieto di export tessili ma stralcerebbe la parte importante dell’embargo petrolifero (preferendo una semplice imposizione di quote). Da ultimo, spiega In Terris, «il mancato inserimento di Kim nella black list (che avrebbe comportato, il divieto di viaggi all’estero). Un punto, come spiegano diplomatici del Consiglio di Sicurezza, eliminato per assecondare le richieste di Russia e Cina, che hanno potere di veto».

MCCAIN FURENTE: “COREA DEL NORD? PAGHERANNO CON L’ESTINZIONE”

Kim Jong-un “chiama”, gli Stati Uniti “rispondono”: i toni sono da terza guerra mondiale, gli effetti speriamo di no. Dopo l’ultima minaccia lanciata da Pyongyang a fronte eventuali nuove sanzioni (che dovrebbero arrivare), arriva la risposta altrettanto piccata di un senatore repubblicano molto noto ai più, quel John McCain che perse la campagna elettorale contro il primo Barack Obama. Ebbene, non certo in prima linea con Trump da cui è invece molto ma molto polemico, McCain rappresenta il sentito dei Repubblicani e Conservatori contro la minaccia nordcoreana: «Kim Jong-un deve sapere che il prezzo di un’eventuale aggressione è l’estinzione sua e dell’intera Corea del Nord».  Non usa mezzi termini il senatore che in questo modo sicuramente non “invita” ad un maggiore dialogo e uno uso più largo della diplomazia: la situazione è delicatissima e l’intervento di McCain, il primo dopo l’operazione per il tumore al cervello. Molto più diretto del suo nemico interno Trump, McCain prosegue nella intervista alla Nbc: «L’opzione nucleare deve essere seriamente presa in considerazione. Il mio primo dovere come presidente del Comitato dei Servizi Armati è quello di garantire che i nostri militari abbiano a disposizione tutto ciò di cui possano avere bisogno. Le recenti scelte del presidente non soltanto non forniscono ai nostri uomini e alle nostre donne tutto ciò di cui possano avere bisogno, ma mettono addirittura a rischio le loro vite».

LA MINACCIA DI KIM, “GRANDI DOLORI PER GLI USA”

Cosa aveva detto ieri Papa Francesco? “Mai abituarsi al male..”, ecco sembra che la Corea del Nord non abbia la minima intenzione di seguire l’invito per scongiurare la terza guerra mondiale. Questa mattina, altro giro altra minaccia: stando al monito pubblicato dalla agenzia di regime, la KCNA, il ministro degli Esteri della Corea del Nord “avvisa” Usa e Onu. «Gli Stati Uniti pagheranno il prezzo necessario e sperimenteranno i più grandi dolori e le peggiori sofferenze se spingeranno per nuove e più pesanti sanzioni». La minaccia non è casuale, ma arriva a qualche ora dalla possibile votazione al Consiglio di Sicurezza Onu (su richiesta Usa) su una nuova dura risposta dopo il test nucleare potentissimo dello scorso 3 settembre. Nello specifico, il “messaggio” voluto e lanciato da Kim Jong-un suona così: «Se Washington metterà in campo questa ‘risoluzione’ illegale su un inasprimento delle sanzioni, la Corea del Nord farà in modo d’essere assolutamente certa che gli Stati Uniti ne pagheranno il prezzo. E le misure che saranno prese – conclude il comunicato – causeranno agli Stati uniti la più grande delle sofferenze e il più grande dei dolori della loro storia». C’è sicuramente molta propaganda, ma purtroppo il “filo” di verità aggressiva tenuto finora da Pyongyang è tutt’altro che falso. 

IL MONITO DI PAPA FRANCESCO

Mentre il mondo intero sta cercando di capire/intervenire per scongiurare la terza guerra mondiale tra Corea del Nord e “gli altri” legati all’Onu (Cina, Russia, Usa, ma anche Ue e Sud Corea), ieri Papa Francesco è tornato sul rischio di guerra nucleare e minaccia globale che attanaglia non solo il Pacifico ma l’intero globo. In un messaggio mandato ai partecipanti dell’incontro organizzato dalla Comunità Sant’Egidio a Munster (Germania), “Strade di Pace”, è stato una volta di più chiaro e netto: «Di fronte alla irragionevolezza di chi profana Dio seminando odio di fronte al demone della guerra, alla follia del terrorismo, alla forza ingannevole delle armi, c’è solo un’alternativa: la pace». Francesco cerca di risvegliare quel senso e spirito che ogni uomo ha, magari nascosto, al fondo del proprio cuore: «Mi rivolgo ai responsabili politici e civili, tenuti a promuovere la pace per tutti, oggi e nell’avvenire, ma soprattutto alle religioni chiamate con la preghiera e con l’impegno concreto, umile e costruttivo, a rispondere a questa sete, a individuare e aprire, insieme a tutti gli uomini e le donne di buona volontà, strade di pace, senza stancarsi».

Soprattutto la preghiera, perché essa è la radice della pace». Da ultimo, Bergoglio ricorda che l’idea di stessa di guerra è antitetica al desiderio umano di pace e tranquillità nel proprio cammino di vita, già piuttosto complesso e drammatico di suo: «Essere e vivere come gente di pace che testimonia e ricorda che Dio detesta la guerra, che la guerra non è mai santa, che mai la violenza può essere commessa o giustificata in nome di Dio. Quello che non possiamo e non dobbiamo fare è restare indifferenti, così che le tragedie dell’odio cadano nell’oblio e ci si rassegni all’idea che l’essere umano sia scartato e che gli vengano anteposti il potere e il guadagno»; e in chiusura, ancora, «sempre ascoltare il dolore dell’altro, farlo proprio, senza lasciarlo cadere e senza abituarvisi: mai al male bisogna abituarsi, mai ad esso bisogna essere indifferenti».

NUOVO AVVERTIMENTO A TRUMP

Con parole dure che suonano per l’ennesima volta come una minaccia – e che andrebbero lette più a fondo per comprenderle davvero – la terza guerra mondiale a parole è ancora più vicina: la Corea del Nord manda altri messaggi agli Usa, ma forse suonano più come un codice cifrato per gli “alleati” commerciali Cina e Russia. «Noi andiamo avanti e le sanzioni non ci “colpiscono”, voi che fate?», potrebbero suonare così le parole non dette dal regime. Le frasi invece vere e pubblicate dall’agenzia di stato KCNA sono suonate così ieri sera da Choe Hui-chol, vice ministro degli Affari esteri, nell’incontro con gli ambasciatori stranieri in Corea del Nord. «Ora gli Stati Uniti stanno ancora facendo osservazioni irresponsabili sul fatto che la Rpdc vuole una guerra e che ignori la volontà della comunità internazionale», spiega il ministro di Kim Jong-un. «Non faremo nemmeno un passo indietro dalla strada intrapresa, ma continueremo a rafforzare la deterrenza nucleare di autodifesa per difendere il nostro governo e il popolo dalla minaccia della guerra nucleare degli Stati Uniti (…) Gli Stati Uniti non dovrebbero mai dimenticare la posizione della Rpdc come potenza nucleare a pieno titolo (…) e la Rpdc continuerà a sorvegliare ogni movimento degli Stati Uniti» (fonte AgcNews). Insomma, un bel “chi va là” per Trump e compagnia che ora dovrà capire come reagiranno per davvero Pechino e Mosca che all’Onu hanno chiesto di non produrre sanzioni contro Pyongyang, ma neanche attacchi militari. Dunque, che fare? (agg. di Niccolò Magnani)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori