PAGHETTA TROPPO BASSA, 26ENNE FA CAUSA AL PADRE E VINCE/ Chiamato a pagare 500 euro al mese (Pomeriggio 5)

- Emanuela Longo

Paghetta troppo bassa: papà chiamato a pagare 500 euro al mese dopo che la figlia 26enne fuoricorso gli fa causa. La decisione dei giudici e le richieste della ragazza.

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Si parlerà dei rapporti tra genitori e figli nella puntata di oggi di Pomeriggio 5, che ospiterà nella seconda parte del programma un papà salito agli onori della cronaca per aver perso la causa contro la figlia sull’argomento paghetta. “Troppo bassa”, secondo la 26enne di Pordenone fuoricorso la quale riceveva dal padre solo 20 euro al mese. Assolutamente non sufficienti, a sua detta, a pagare università, bollette, alloggio e medicinali. Dietro la decisione del genitori di ridurre al massimo il budget mensile, il poco impegno nello studio dimostrato dalla figlia che, iscritta alla triennale, a 26 anni non ha ancora terminato. Ma la ragazza non cede e così stila una lista di cosa dovrebbe coprire la sua paghetta mensile ideale e che, compreso il denaro da utilizzare per lo svago ed i viaggi (rispettivamente di circa 400 euro al mese e mille euro all’anno) sarebbe di 2577 euro mensili. Non paga, la 26enne si sarebbe addirittura rivolta al Tribunale dopo aver constatato il taglio dei fondi da parte del padre e, a sorpresa, ha vinto la causa.

PAGHETTÀ SÌ MA DIMEZZATA

Oggi il papà racconterà a Pomeriggio 5 la sua curiosa quanto emblematica vicenda, ma intanto è stato Corriere.it a mettere in risalto quanto accaduto ad un genitore di Pordenone, denunciato dalla figlia perché non starebbe più rispettando l’impegno di provvedere al suo mantenimento, assunto in sede di divorzio dalla madre. Il padre non avrebbe problemi di natura economica e lei sarebbe troppo abituata ad un certo tenore di vita, da qui la richiesta ai giudici affinché il genitore possa continuare a garantirle quanto avuto finora. A detta del padre, la ragazza poteva godere sì di una paghetta settimanale di 20 euro ma anche delle spese mediche, quelle legate al carburante ed all’abbigliamento. Alla fine, i giudici hanno comunque dato ragione alla ragazza che ha così vinto la bizzarra causa, pur fissando la paghetta mensile a 500 euro, utili a coprire “le spese personalissime e ludico-ricreative, anche straordinarie”, fino al 30 giugno 2019. Se quindi hanno riconosciuto valide le richieste della giovane, dall’altra hanno anche riconosciuto il diritto del padre ad educarla, pur abitando sotto lo stesso tetto.



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