LIDL & ISLAM/ La bomba di Londra nel nostro sacchetto? Se i terroristi hanno comprato da noi lo scopriremo

- Niccolò Magnani

Lidl e Islam, la bomba nella metro di Londra contenuta nel sacchetto del supermarket mondiale: indagine per scoprire chi siano i terroristi, l’aiuto e quel precedente delle croci…

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Londra, massima allerta dopo attentato sulla Metro

Non è esattamente un periodo “fortunato” quello per il supermarket Lidl: quando questa mattina tutto il mondo ha visto le immagini della bomba esplosa sulla metro di Londra non ha potuto non notare la marca del sacchetto che la conteneva. Esatto, proprio loro, gli stessi che pochi giorni fa sono finiti nella bufera per aver volutamente e coscientemente tolto le croci della basilica di Santorini su alcuni prodotti di cibo greco. Da qui il periodo non esattamente “fortunato” di cui sopra: per motivi diversi ovviamente, specie su Londra dove il terrorista ha probabilmente preso il primo sacchetto che ha trovato a casa dopo aver fabbricato l’ordigno che solo per la mancanza di abilità dell’attentatore non ha compiuto morti e vittime come già avvenuto in passato purtroppo recente. La Lidl però negli attimi subito dopo l’attentato a Parsons Green ha rilasciato una importante nota in cui annuncia ufficialmente di voler assistere e aiutare le indagini della polizia contro l’episodio terroristico, proprio perché si sono sentiti coinvolti in prima battuta avendo visto il “loro” sacchetto utilizzato per compiere una strage. «Siamo sconvolti e preoccupati di aver saputo di un incidente a Parsons Green questa mattina e i nostri pensieri vanno alle persone colpite e ferite», spiega la prima parte del comunicato di Lidl Uk. «Ovviamente, sosteniamo le autorità se necessitano della nostra assistenza nelle loro indagini. Stiamo monitorando attentamente la situazione mentre si sviluppa nel corso della giornata», conclude la nota dell’azienda.

IL CASO DELLA CROCE TOLTA

Una presa di posizione assai netta e molto dura che potrebbe iscriversi come una sorta di “risposta” alle critiche subite in queste settimane. Ci spieghiamo: di sicuro la reazione forte della Lidl è stata provocata proprio dall’aver visto una borsa del supermarket utilizzata per fini terroristici e, umanamente, hanno voluto subito dare il loro contributo eventuale alle indagini per risalire magari a chi ha effettivamente acquistato prodotti Lidl con quel sacchetto. Dall’altro lato in questi giorni le critiche alla catena mondiale di supermarket hanno visto a più riprese accuse di essere “pro-Islam” e discriminatori contro la religione cristiana: il caso della Chiesa di Santorini, che precede l’attentato di Londra, è emblematico. Come abbiamo raccontato nel nostro focus dettagliato, «La Lidl produce una linea di prodotti, Eridanous, contenenti cibo tipico greco come la Moussaka, patatine con l’inconfondibile olio di oliva greco e un po’ di tutto. Sulla confezione esterna appare la citata chiesa di Santorini, ma alcuni clienti si sono accorti di qualcosa di strano: sulla cima della cupola e in altri punti della foto sono “sparite” le croci cristiane con un abile colpo di Photoshop. «Vogliamo evitare l’uso dei simboli religiosi perché non vogliamo escludere dai nostri clienti nessun tipo di credente. Siamo una azienda che rispetta la diversità», si sono subito difesi i vertici Lidl, non esaudendo a pieno però le polemiche piovute, soprattutto da chi ha dimostrato che su altri prodotti di cibo islamici sono tranquillamente esposti simboli coranici e minareti. Che la reazione assai dura e “stravagante” di oggi dopo l’attentato – oggettivamente, chi potrebbe dare una qualche minima colpa alla Lidl dell’attentato perché presente un sacchetto del suo supermercato?? – sia in qualche modo “figlia” di quella bufera europea sullo scivolone – questo sì molto poco “ingenuo” – delle croci cristiane tolte dai prodotti greci?



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