OSPITA PROFUGHI, ANZIANA AGGREDITA DAI COMPAESANI/ Minacciata e insultata da 50 persone: la 59enne li denuncia

- Silvana Palazzo

Felino, dà casa ai profughi e viene aggredita: minacciata e insultata da 50 compaesani, la 59enne li denuncia. Le ultime notizie sul caso avvenuto nella frazione di San Michele Tiorre

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LaPresse

Una donna è stata minacciata, bloccata e insultata sotto casa dai compaesani: la sua colpa è aver deciso di affittare una casa ad una cooperativa che ospiterà una ventina di migranti. È accaduto a San Michele Tiorre, frazione del comune di Felino in provincia di Parma. Da giorni in paese stavano montando le polemiche per l’arrivo dei rifugiati, ma nessuno pensava si potesse arrivare a tanto. La signora di 59 anni è stata ovviamente costretta ad avvisare la prefettura di Parma e ha sporto denuncia ai carabinieri, ai quali ha raccontato di essere stata bloccata per un’ora e mezza mentre usciva dall’abitazione. La donna è stata affrontata da una cinquantina di persone, molti dei quali residenti del paese. La donna sarebbe riuscita a identificare alcuni di loro: nella denuncia avrebbe, infatti, indicato nomi e cognomi. Non sono ovviamente mancate le reazioni anche a livello politico: «Quanto è avvenuto è grave ed inaccettabile. Alla signora e a tutta la comunità, scossa da quanto avvenuto, va la nostra vicinanza e solidarietà», il commento in una nota dei parlamentari del Pd di Parma, Giorgio Pagliari, Giuseppe Romanini e Patrizia Maestri.

LA REAZIONE DEL MONDO POLITICO

Di parere diverso è la Lega Nord, che ha annunciato una manifestazione sabato mattina a Felino contro l’arrivo di 20 richiedenti asilo a San Michele Tiorre. «Si stanno creando le condizioni per lo scontro sociale e a poco valgono i nostri appelli, che ancora oggi ripetiamo con forza, alla calma e ad evitare episodi violenti», hanno dichiarato  Maurizio Campari, segretario Lega Nord Parma ed Emiliano Occhi, segretario provinciale. Su questo episodio è intervenuto anche il sindaco di Parma, Federico Pizzarotti: «Farsi dominare dalla paura, seguire chi grida alla pancia e non segue la ragione, pensare che la violenza verbale o fisica sia una soluzione sono il metodo per cadere ancora più in basso». La paura in effetti è un sentimento in grado di dividere: «Le soluzioni ci sono, ma noi dobbiamo avere un approccio istituzionale: ancora più legge, ancora più Stato. Solidarietà alla signora aggredita e vicinanza al sindaco Leoni che deve gestire questa difficile situazione».



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