FIGLIO DEL BOSS UCCISO A NAPOLI/ Agguato nella notte, Nicola Notturno freddato con 10 colpi di pistola

- Emanuela Longo

Figlio del boss ucciso a Napoli: il 21enne Nicola Notturno freddato con vari colpi di pistola. Un vero e proprio agguato in piena notte forse legato a una vendetta.

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71enne morta assiderata coi polsi legati

Un nuovo fatto di sangue si è consumato nella notte a Napoli, nel difficile quartiere Scampia. A darne notizia è Corriere.it, che sottolinea come il nuovo agguato abbia riacceso nuovamente i riflettori sulla faida di camorra in atto nel capoluogo Campano. Nel mirino dei killer, Nicola Notturno, il 21enne figlio del boss Raffaele, a capo degli scissionisti di Scampia. Un vero e proprio agguato in piena regola, quello che si è consumato intorno alle 3:00 in via Ghisleri, dove il giovane è stato raggiunto dai suoi killer che lo hanno freddato esplodendo una decina di colpi di pistola. La polizia avrebbe rinvenuto sul terreno almeno sette bossoli e un’ogiva. Secondo una prima ricostruzione, il figlio del boss sarebbe stato affiancato da un’auto a bordo della quale vi erano i sicari che avrebbero aperto il fuoco prima di darsi alla fuga. Inutili i soccorsi dei sanitari del 118 che hanno prontamente trasportato in ambulanza Notturno, poi deceduto ancor prima di arrivare all’ospedale San Giovanni Bosco. Dopo il fatto, è intervenuta la polizia Scientifica che si è occupata di eseguire tutti i rilievi del caso. Sul delitto compiuto in piena notte sono in corso le indagini della mobile di Napoli e degli agenti di Scampia che stanno ricostruendo gli ultimi istanti prima del tremendo agguato.

SI SEGUE LA PISTA DELLA VENDETTA

Nicola Notturno era già noto alle forze dell’ordine per via di alcuni precedenti penali. Figlio del boss Raffaele Notturno, 43enne finito in manette nel 2012 dopo un periodo di latitanza, quest’ultimo è considerato insieme al fratello Vincenzo a capo di un clan nella zona di Scampia. Stando alle informazioni in possesso degli inquirenti, il gruppo farebbe parte di un cartello nel quale rientrerebbero anche i clan Abete e Abbinate che da tempo sono in guerra per il controllo delle piazze di spaccio della città napoletana. Il 21enne era anche nipote di Gennaro Notturno, ora pentito e che da qualche settimana aveva iniziato a collaborare con i magistrati. Anche per tale ragione la pista maggiormente battuta dagli inquirenti è quella della vendetta legata presumibilmente proprio alle rivelazioni dello zio, divenuto collaboratore di giustizia. Gennaro, detto “o’ sarracino”, starebbe contribuendo a ricostruire, con le sue dichiarazioni, alcuni omicidi di camorra avvenuti nella zona Nord di Napoli tra il 2004 e il 2005. Due anni terribili in cui furono registrate 80 vittime della faida tra clan, tra cui Antonio Landieri, ucciso per errore e che non riuscì a scappare alla scia di fuoco a causa dei suoi problemi di deambulazione, trovando la morte a Scampia.



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