Noemi Durini/ Ultime notizie: immagini, presunti complici e l’odio social contro gli avvocati difensori

- Silvana Palazzo

Noemi Durini: le ultime notizie di oggi, 18 settembre 2017, e gli aggiornamenti. Il fidanzato resta in carcere. Intanto Mons. Paglia lo invita a convertirsi e chiede che venga aiutato.

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Noemi Durini

Il caso di Noemi Durini sbarca ancora a Pomeriggio 5, sempre con la doppia inviata da Specchia per tutti gli aggiornamenti sull’orrendo caso di cronaca della 16enne ammazzata: come anticipato già oggi, un presunto complice potrebbe spuntare dall’incrocio tra le immagini raccolte dagli inquirenti e le ultime parole del testimone a Quarto Grado. Non solo, in queste ultime ore a far discutere l’intera vicenda si sono messi anche gli insulti gravissimi e molto pesanti contro gli avvocati difensori del giovane reo confesso Lucio Marzo, tanto da far intervenire direttamente l’associazione dei giovani avvocati di Lecce presieduta da Andrea Conte. «la grave vicenda di sangue ce ha sconvolto il Salento, oltre a portare il naturale sconcerto e sofferma in ognuno di noi, sta nelle ultime ore assumendo delle derive populiste che meritano una stigmatizzazione unanime. La spettacolarizzazione delle vicende investigative e giudiziarie, montate ad arte da una stampa più sensibile allo share rispetto dei diritti dei cittadini ha riversato in quella terra di nessuno che sono diventati i social network, con una valanga di insulti e minacce che vede come unico obiettivo la negazione del diritto di difesa e quella logica conseguenza la gratuita offesa ai difensori dei soggetti coinvolti».

IL FIDANZATO TRASFERITO A BARI

ll fidanzato di Noemi Durini, assassino reo confesso della sedicenne, è stato trasferito questa mattina nell’Istituto penale per minorenni di Bari. Stando a quanto riportato dall’Ansa, si tratterebbe di una disposizione momentanea: la decisione è stata presa dalla struttura per minorenni di Monteroni, in provincia di Lecce, nella quale il 17enne si trovava dal momento del fermo per omicidio, insieme a quella di Bari. La destinazione finale potrebbe essere invece in Sardegna, ma per l’ufficialità si attende una risposta dal Dipartimento. Inoltre, è stato deciso che l’autopsia sul corpo di Noemi Durini si terrà domani. Prima ci sarà il conferimento dell’incarico da parte del pm minorile Anna Carbonara al medico legale Roberto Vaglio. Se non dovessero emergere nuove necessità medico-legali, la salma potrebbe essere restituita già nel pomeriggio ai familiari. Successivamente si svolgeranno i funerali, e per quella giornata il sindaco di Specchia, Rocco Pagliara, ha proclamato il lutto cittadino. (agg. di Silvana Palazzo)

IMMINENTE IL TRASFERIMENTO DEL 17ENNE 

Era stato annunciato nelle passate ore, in concomitanza con la convalida del fermo da parte del Gip ma ora appare sempre più imminente il trasferimento del 17enne assassino reo confesso di Noemi Durini fuori dalla Puglia. E’ quanto fa sapere il quotidiano online Il Tempo. Il giovane di Alessano, attualmente in una struttura protetta, è accusato di omicidio volontario premeditato aggravato dalla crudeltà e dai futili motivi. Presto sarà trasferito fuori regione, sempre in una struttura protetta per minori, così come concordano Gip e pm. Intanto per la giornata di domani si attende la conclusione dell’esame autoptico compiuto sul corpo della povera 16enne di Specchia, in provincia di Lecce. Successivamente la salma della ragazzina sarà consegnata alla famiglia che potrà così disporre i funerali. Per la giornata in cui si svolgerà la cerimonia funebre, in merito alla quale la mamma ha già fatto sapere l’intenzione di una celebrazione sobria, il sindaco di Specchia, Rocco Pagliara proclamerà il lutto cittadino. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

SPUNTA L’OMBRA DEL COMPLICE

Il caso della giovanissima Noemi Durini resta centrale nella cronaca nera nazionale. Nonostante la confessione del 17enne, infatti, ci sarebbero ancora molte ombre ed ora spunterebbe anche l’ipotesi di un possibile complice. Se ne è parlato nuovamente questa mattina a Mattino Cinque, trasmissione di Canale 5 che oggi ha ripreso il documento tratto da Quarto Grado con la testimonianza importantissima di un uomo che ha ammesso di aver visto un’altra auto la notte in cui Noemi fece perdere le sue tracce per poi essere uccisa dal fidanzatino. “Quella notte percorrevo quella strada. C’era appostato questo ragazzo alle ore 3 e mezza di notte a bordo di una 500 bianca. Stava da solo in macchina”, ha raccontato il testimone. “Andando verso l’incrocio sulla destra vedo sfrecciare una Seat davanti a me, Ibiza verdone vecchio modello”, ha poi aggiunto, lasciando trapelare un’informazione fondamentale ai fini delle indagini. A parlare alle telecamere di Mattino Cinque anche l’ex fidanzato della 16enne uccisa, che ha rivelato di aver visto anche lui i lividi della ragazzina: “Aveva detto che aveva avuto una discussione con il 17enne. Mi aveva mostrato graffi sulla gamba, l’addome, il collo. Non era più un rapporto era diventato una possessione”, ha rivelato. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

MINACCE ALLA DIFESA DEL 17ENNE

La tensione è alle stelle in Salento, dove tra Specchia ed Alessano, i due centri in cui abitavano Noemi Durini, la 16enne uccisa e il fidanzatino 17enne, ora in arresto dopo aver confessato il suo delitto le comunità sembrano essere realmente spaccate in due. Non solo, dunque, una faida in atto tra le due famiglie che continuano ad accusarsi a vicenda. Ora, come rivela Il Messaggero, minacce ed insulti avrebbero coinvolto anche gli avvocati del 17enne, attualmente in una struttura protetta ed in attesa di essere trasferito fuori dalla regione Puglia proprio per via dell’elevata tensione esistente attorno al caso di cronaca. Il popolo del web si sarebbe scatenato dopo aver appreso la notizia della nomina, da parte dei genitori del 17enne, dell’avvocato Paolo Pepe, in difesa del figlio. Da qui sarebbero sorte parole di offese compreso l’auspicio che certe cose accadute alla povera Noemi possano capitare anche alla sua famiglia. Al centro della polemica proprio la inopportunità di difendere un giovane che ha ammesso di aver ucciso la sua fidanzatina con un colpo di coltello alla gola ed un colpo di pietra alla testa. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

GIP CONVALIDA IL FERMO

Il fidanzato di Noemi Durini resta in carcere: il 17enne che ha ucciso la ragazzina di Specchia potrebbe provare a fuggire o essere pericoloso per se stesso e per i suoi familiari. Lo ha deciso Ada Colluto, gip del Tribunale per i minorenni di Lecce nel provvedimento di convalida del fermo per omicidio. Condivisa l’impostazione accusatoria e il pericolo di fuga del giovane, che in un anno è stato sottoposto a tre Trattamenti sanitari obbligatori (Tso), richiesti a quanto pare proprio dalla sua famiglia. Per non si sa quando il minorenne, che ha brutalmente ucciso la fidanzatina, sarà trasferito nell’Istituto protetto per minor fuori regione. Comunque verrà scelto, stando a quanto riportato dal Messaggero, sulla base di una valutazione attenta dei servizi sociali e degli psichiatri che lo hanno in cura. Intanto è stato accusato di omicidio volontario premeditato aggravato dalla crudeltà e da futili motivi. 

L’APPELLO CONTRO UNA DERIVA DRAMMATICA

Di Noemi Durini, e di quanto accaduto a Specchia, ha parlato Mons. Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la Vita. Le prime parole sono per il minorenne che ha ucciso la fidanzata: «Quel giovane va aiutato perché si converta, perché capisca ciò che ha fatto e non lo ripeta», ha dichiarato a Tgcom24 durante la trasmissione “Stanze Vaticane”. Commentando l’omicidio della sedicenne, Paglia ha spiegato che quanto accaduto in Puglia è un fatto drammatico, «frutto di una caduta di qualsiasi sentimento umano». Il rischio è che spirale di odio contro odio che questa vicenda ha innescato porti ad una deriva drammatica: «Quando l’uomo, minore o adulto, perde la dimensione umana, diventa peggio di una bestia», ha aggiunto Mons. Paglia, secondo cui bisogna immettere amore in questo contesto avvelenato. La giustizia, invece, deve fare il suo corso, «ma c’è anche un corso umano che deve essere irrobustito per aiutare a cambiare e trasformare la vita di quel paese ma dell’intera nazione italiana».

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