APPLE/ Siri e il nuovo psicologo artificiale che risponderà ai depressi di tutto il mondo

- Paolo Vites

Apple ha avviato gli studi per creare una intelligenza artificale che sia in grado di consigliare le persone su cosa fare, specie chi soffre di solitudine e depressione

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Foto LaPresse

APPLE SIRI. Che consigli “pratici” si possono dare a un depresso? Non tagliarti le vene, ad esempio. Non ubriacarti tutti i giorni, anche. Alzati dal letto e vai a lavorare, pure. Ricordati di prendere le pillole. Ma poi? Chiunque soffra della malattia più diffusa al mondo, da essere definita dalle organizzazioni mediche internazionali la vera emergenza del secolo, destinata ad aumentare anche perché oltre ai malati certificati in cura altrettanti non sono consapevoli di averla, sa che non esiste alcun consiglio pratico che possa far soffrire di meno. Anche chi ha coraggiosamente scelto di andare in terapia, sa che è un cammino lunghissimo e che non eliminerai mai definitivamente il trauma ma aiuterà solo a convivere con esso. Il che è già molto. Ma Apple ha piani diversi. Prima ancora giunge una notizia sconvolgente, frutto di uno studio risalente al 2016 da parte della Stanford University secondo il quale milioni di persone al mondo “chiacchierano” con Siri. Già, la simpatica applicazione dell’iPhone a cui fai una domanda e questa ti risponde a casaccio, tipo: Ciao, come andrà la mia giornata oggi? “Prendi a sinistra e svolta a destra”. Eppure sembra che la gente sia felice così, si rivolge alla vocina di Siri per avere compagnia, qualcuno che lo ascolti e risponda, non importa cosa dica. Perché, come dimostra il successo dei social network, la gente del terzo millennio è sola e disperata. Un mondo sull’orlo di una crisi di nervi. Apple, che è furba e sa fiutare quando c’è da fare soldi, perché dello stato di salute della gente gliene può fregare di meno, ha capito che c’era un business.

Così ha pensato bene di studiare uno “psicologo virtuale” che aiuti i depressi. Ha messo un annuncio di lavoro: si cerca un ingegnere con competenze in psicologia. Inquietante: cosa ne può sapere un ingegnere di psicologia e viceversa? Ma va bene così, perché l’intento, si legge nell’annuncio è “giocare un ruolo nella prossima rivoluzione dell’interazione tra esseri umani e computer. Creare una tecnologia innovativa per un sistema su larga scala, una intelligenza artificiale”. Capite no? Mai sentito parlare di Grande Fratello? “Creare una intelligenza in grado di assistere i milioni di persone a ottenere dei risultati, solo con una domanda”. Apple come Dio, insomma.  “La gente confida a Siri qualsiasi cosa, sia se ha avuto un giorno stressante, sia se ha qualche problema per la testa. Ci si rivolge a Siri nelle situazioni d’emergenza e se si vogliono consigli per vivere una vita più sana. Cerchiamo persone con la passione della programmazione di dati che possano essere trasformati in fonti intelligenti per portare Siri a un livello successivo” si legge ancora. Senza contare il livello di manipolazione, un autentico brainwashing, che si potrà ottenere con un sistema come questo che può indurre a qualunque cosa, soprattutto in una mente debole che sente il bisogno di rivolgersi a una macchina per avere risposte.

Blade Runner, Terminator: ci pensa Apple. Spazzando via l’interazione umana fisica tra le persone, l’unica che può aiutare davvero. E’ mostruoso, ma questo è il futuro, bellezza.

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