MARILENA RE/ Clericò confessa l’omicidio: “L’ho uccisa e decapitata, ho fatto tutto da solo”

- Silvana Palazzo

Marilena Re, l’amico ed ex vicino di casa Vito Clericò confessa l’omicidio: “L’ho uccisa e decapitata, ho fatto tutto da solo”. Le ultime notizie e gli aggiornamenti sul delitto

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Marilena Re, uccisa e decapitata: l'amico confessa

Vito Clericò avrebbe confessato l’omicidio di Marilena Re: lo riferiscono i carabinieri di Varese. Il pensionato di Garbagnate Milanese ha anche fornito nuovi particolari sulla vicenda relativa alla morte della promoter di Castellanza. Il 64enne avrebbe ucciso la donna da solo, usando degli utensili in corso di individuazione, e con gli stessi avrebbe poi decapitato la vittima. Le novità che emergono sulla vicenda sono a dir poco agghiaccianti. Quello che resta ancora da chiarire è il movente dell’omicidio e la ragione per la quale la donna lo avrebbe seguito sulla propria autovettura. Gli inquirenti stanno effettuando approfonditi accertamenti, intanto domani il personale specializzato dei Carabinieri del RIS di Parma si recherà presso le abitazioni dell’indagato e di Marilena Re per eseguire un approfondito sopralluogo alla ricerca di ulteriori indizi. Vito Clericò resta ovviamente in stato di fermo presso il carcere di Busto Arsizio.

LE VERIFICHE SULLA CONFESSIONE

Vitò Clericò era stato fermato lo scorso 11 settembre con l’accusa di omicidio e occultamento di cadavere di Marilena Re. Oggi ha confessato di aver ucciso Marilena Rosa Re, sua amica ed ex vicina di casa, che era scomparsa da casa il 30 luglio. Il cadavere della donna, decapitato, era stato trovato nel suo orto il 12 settembre scorso. Lo stesso pensionato aveva indicato agli investigatori dove scavare. Di fronte alla pm Nadia Calcaterra e ai Carabinieri ha dunque confessato: ha raccontato di aver ucciso la promoter e di averla decapitata. Finora aveva sempre parlato del coinvolgimento di altre persone del delitto, precisando di avere solo occultato il cadavere della donna, per questo ora gli investigatori stanno effettuando degli accertamenti anche per verificare la veridicità della sua confessione e quindi se ci si sia stato o meno il coinvolgimento di altre persone nel delitto. «Ho fatto tutto da solo», ma le indagini non si fermano.



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