NICCOLÒ CIATTI/ Firenze, zia Mariella vende il banco: “Troppo dolore, i soldi li useremo per il processo”

- Emanuela Longo

Niccolò Ciatti, ultime news: la zia Mariella distrutta dal dolore ha confidato di voler vendere il banco di frutta e verdura per poter pagare le spese legali e il processo in Spagna.

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Niccolò Ciatti (Facebook)

E’ passato più di un mese da quel tragico 12 agosto quando Niccolò Ciatti, giovane 22enne di Scandicci, in provincia di Firenze, veniva massacrato da tre ceceni. La tragedia si consumò in Spagna, a Lloret de Mar, dove il ragazzo si trovava in vacanza con alcuni amici prima di tornare al banco della frutta e verdura, al mercato di San Lorenzo, insieme alla zia Mariella. Dal giorno del drammatico pestaggio mortale però, la vita della donna si è fermata. Il banco di Nicco e zia Mariella è chiuso ed a ricordare quella morte ingiusta è un telo verde che copre il posto di lavoro del giovane e qualche cassetta della frutta capovolta con la scritta “Chiuso per grave lutto”. Per la donna, tornare in quel posto è diventato troppo doloroso. Non se la sente più di stare dietro all’attività commerciale ed a tutti gli impegni che questa comporta senza l’amato nipote. I ricordi sono diventati troppo difficili da superare. Ed al Corriere Fiorentino confida: “Per il momento ho chiesto la sospensione della licenza per quattro mesi ma ho deciso di vendere il banco”.

L’AFFETTO DI CLIENTI E COLLEGHI

Non riesce a trovare un solo motivo per fare ritorno al banco di frutta e verdura dove lavorava insieme al suo Nicco. E così la zia ha deciso di mettere fine alla sua attività e vendere tutto: “Con i soldi ci paghiamo gli avvocati e le trasferte in Spagna per seguire il processo. Sarà questo il mio contributo perché Nicco abbia giustizia”, ha dichiarato con la voce rotta dal dolore. Con la morte del giovane Niccolò Ciatti, si è interrotto anche il sogno di zia Mariella. La sua famiglia aveva aperto il banco di frutta e verdura al mercato di Firenze nel 1946 e la donna sperava di poter tramandare, un giorno, l’attività al nipote. Ora però, tutto è crollato e non avrebbe più senso, per la donna, proseguire nella sua attività. “Era lui che mi dava la forza di andare avanti, soprattutto dopo la morte di mio marito e di mio fratello”, ha confidato. Ad amarlo e stimarlo erano anche i numerosi clienti che ogni giorno lo incontravano. “Volevano essere serviti solo da lui”, ricorda la zia. Una vita di grandi sacrifici quella vissuta dal 22enne, nonostante la sua giovane età. A ricordarlo è stata proprio la donna che ha spiegato come si svegliasse alle 4:30 tutti i giorni, per poi recarsi al mercato alle 6:00. “A San Lorenzo era il fruttivendolo più giovane, e quindi era stato adottato dagli altri a cui chiedeva consigli e dava una mano”, ha raccontato Mariella. Ed anche ora che non c’è più, portato via da una morte assurda, in tanti continuano a volergli bene, al punto da aver organizzato una cena, in programma per il prossimo 2 ottobre alla casa del Popolo di Mantignano, al fine di raccogliere fondi per aiutare la famiglia ad affrontare economicamente il processo. Nonostante l’affetto dimostratele però, Mariella sembra convinta nel voler portare avanti la sua decisione: “Qui non ci torno. Ogni volta che rivedo questo banco è come se ammazzassero anche me”.



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