PIANGERE FA BENE/ I benefici delle lacrime emotive: “sono liberatorie e abbassano i livelli di stress”

- Emanuela Longo

Piangere fa bene alla salute ed abbassa i livelli di stress: ecco i benefici delle lacrime emotive spiegate da Melania Rizzoli. Perchè reprimerle può fare ammalare.

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Chi sosteneva che un vero uomo non piange mai, commetteva un errore gravissimo poiché, al contrario, trattenere volontariamente le lacrime porta ad ammalarsi. E’ quanto sostiene Melania Rizzoli su Libero, in un interessante articolo dedicato proprio ai benefici del pianto. L’esperta ha infatti sottolineato come scacciare volontariamente le lacrime possa portare ad una repressione delle emozioni e delle sofferenze così forte da farle manifestare da qualche altra parte e sotto differenti forme. Piangere in realtà fa bene, e le donna probabilmente sono pronte a confermarlo in quanto in tante hanno manifestato l’effetto liberatorio che ne deriva. La Rizzoli lo ha definito come “la naturale conclusione di un evento emotivo violento” capace di innescare “un meccanismo di autosollievo, poiché lo scorrere delle lacrime calde sul volto stimola il rilascio di endorfine”. Proprio gli ormoni che stabilizzano il nostro umore, infatti, sono presenti anche nelle lacrime.

LEGAME TRA LACRIME ED EMOZIONI

L’uomo è l’unico animale a piangere e ad esprimere con le lacrime il proprio stato emotivo. Non a caso, sin dalla nascita il piccolo di umano emette il suo primo pianto ma non è seguito dalle lacrime che invece si manifestano dopo il terzo mese come disagio del distacco dal seno della madre. Per intere generazioni il pianto umano è stato al centro di studi e ricerche che hanno stabilito un legame tra le lacrime, utili a lubrificare la cornea, e il sistema nervoso centrale. Una funzione fisiologica, dunque, strettamente connessa alle emozioni. Dalla lingua inglese emergono due termini che bene esprimono il legame tra lacrime e coscienza emotiva e razionale. Con “crying” viene descritta l’espressione del dolore o della rabbia in seguito ad una sofferenza fisica o psicologica, mentre con “weeping” si fa riferimento ad uno sfogo emotivo, una richiesta di aiuto che riesce a coinvolgere empaticamente chi ci è vicino. Quando si dice che gli occhi sono lo specchio dell’anima, dunque, tale espressione nasconde una grande verità. Spiega Melania Rizzoli: “Il pianto è uno stimolo non verbale potente, molto più delle parole, poiché esso è spontaneo ed è espresso dall’ occhio”. Piangere, dunque, non deve essere inteso come segnale di debolezza ma come “una forma molto molto raffinata di anti stress”. Addirittura alcuni studi acustici hanno evidenziato come il pianto abbia un protolinguaggio che varia a seconda della spinta emotiva.

I VARI TIPI DI PIANTO

Esistono differenti tipi di pianto: quello di un neonato, ad esempio, è differente rispetto a quello di un bambino più grande. Il primo è un lamento costante, acuto e ritmico, definito “a sirena”, segnale evidente di un dolore fisico. Il secondo è spesso accompagnato da singhiozzi, non ritmico, talvolta legato ad un capriccio ed in questi casi auto provocato. Ancora diverso il pianto di un adulto il quale, ha perso la spontaneità del pianto volontario ma piange con maggiore regolarità in riferimento al tono e che è regolato con la respirazione o la motricità. In seguito al pianto, dunque, i centri neuronali regolatori provocano un rilassamento muscolare del corpo che contribuisce a far diminuire la tensione fisica e psicologica. Ecco allora che piangere in occasione di un lutto sfinisce ma in realtà fa diminuire la disperazione della perdita e solleva lo spirito. Ma non solo: secondo altre ricerche le lacrime emotive hanno fatto rilevare maggiori livelli di proteine, elettroliti e ormoni. L’uomo, inoltre, tende a ricorre real pianto sia quando è felice che triste, in compagnia e soprattutto è la donna a piangere più del sesso forte. Ma perché si piange anche quando si ride o in momenti molto felici? “Forse perché ogni gioia contiene un dispiacere, cioè il presagio della fine imminente dell’evento lieto”, spiega Rizzoli. Respingere il pianto è certamente più semplice che provocarlo, e talvolta è bene lasciarsi andare alle lacrime liberatorie abbassando così il livello di stress accumulato, meglio se ad asciugarle c’è qualcuno in grado di offrirci la sua spalla.

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