Terza Guerra Mondiale/ Corea del Nord: Assemblea Onu e Usa vs Russia, Morgan Freeman attacca Putin

- Niccolò Magnani

Terza Guerra Mondiale, ultime notizie di oggi 20 settembre 2017: Corea del Nord vs Usa, il discorso show di Trump all’Onu contro il regime di Pyongyang e chi lo sostiene

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Donald Trump, presidente degli Stati Uniti - LaPresse

Mentre è in corso la seconda giornata dell’Assemblea Onu sui principali temi mondiali, con la testa ovviamente alla Corea del Nord e l’allerta di guerra mondiale da scongiurare, il rapporto-scontro tra Usa e Russia, dopo le parole di ringraziamento mosse da Trump ieri a favore di Putin, vive di un altro capitolo alquanto inusuale. Con un video lanciato su YouTube vero e senza risvolti cinematografici, il famosissimo attore Morgan Freeman prende posizione molto forte contro Russia e Putin in particolare. «Vladimir Putin è una spia e questo non è un copione cinematografico. Siamo stati attaccati e siamo in guerra. Attraverso la diffusione di false notizie sui social (Putin ndr.) ha convinto le persone delle società democratiche a distruggere i loro media, i loro procedimenti politici e persino i loro vicini. E ha vinto». Nell’ultima parte del video, l’attore afroamericano si rivolge anche a Trump: «Abbiamo bisogno che il nostro presidente parli direttamente con noi e ci dica la verità. Abbiamo bisogno che ci dica che durante le ultime elezioni siamo stati attaccati dal governo russo e che ci saranno delle indagini serie a riguardo».

PAESI ONU CONTRO LA COREA DEL NORD

Arriva dalla piccola Slovacchia l’ennesimo attacco dell’Onu contro la Corea del Nord: la “terza guerra” sempre più “mondiale” prende davvero i contorni della possibilità inquietante nei prossimi mesi: con un discorso accorato questa mattina all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il presidente slovacco Andrej Kiska ha spiegato come la minaccia della Corea del Nord non possa più essere tollerata dall’Onu. «Le azioni del regime di Pyongyang come una prova evidente del disprezzo dei diritti umani, che non può essere tollerata. Faccio appello al regime della Corea del Nord perché ponga fine ai programmi di sviluppo di armi di distruzione di massa e torni ad una posizione di dialogo e pacificazione nella Penisola coreana», conclude davanti ai colleghi nel Palazzo di Vetro il presidente Kiska. Mancano ancora all’appello le considerazioni e le reazioni ufficiali di Cina e Russia dopo il discorso-show di ieri sera tenuto da Trump, per comprendere come e se la Comunità Internazionale troverà un accordo sull’emergenza Pyongyang.

TRUMP ATTACCA, L’ONU MEDIA?

Se leggiamo le parole fortissime e molto dure che Donald Trump ha riferito ieri in Assemblea Onu non si può non pensare che la terza guerra mondiale sia una “forte” ipotesi per il prossimo futuro: la Corea del Nord e le loro minacce rappresentano per il presidente Usa un’insostenibile modalità di rifiutare ogni dialogo possibile. «Basta con le parole», con questo “modus operandi” Trump ha inveito contro Kim Kong-un e contro chi in questo tempo ha permesso a Pyongyang di fare il bello e il cattivo tempo (il riferimento alla Cina è abbastanza chiaro). «Se ci attaccano non c’è altra scelta che distruggere la Corea del Nord: è un oltraggio che ci siano Paesi che sostengono Pyongyang. La Corea del Nord deve realizzare che la denuclearizzazione è l’unico futuro. Rocket man è in una missione suicida per se stesso e per il suo regime». All’Onu Trump ha chiesto interventi decisi e ha però anche ringraziato Cina e Russia per aver appoggiato e sostenuto tutte le sanzioni contro la Corea del Nord.

È evidente ad una prima occhiata che Trump abbia deciso per la linea dura in modo da mettere alle strette Kim: il regime non intende “aprire” i fuochi per prima, anche perché sarebbe ridotta in breve tempo a “cenere” data la disparità di potenza militare e nucleare, dunque sfrutta la propaganda per provocare gli avversari. Ieri Trump ha fato il loro stesso “gioco” mettendo in un angolo Kim Jong-un: ora però l’Onu sarà in grado di mediare, di trovare quella quadra tra Cina, Giappone, Russia, Sud Corea e ovviamente Usa e Nord Corea? «Siamo in un mondo a pezzi, è la minaccia più grande dalla fine della Guerra Fredda», ha commentato il Segretario Generale Antonio Guterres, non propriamente “fiducioso” nella possibilità di trovare a breve una soluzione pacifica.

NUCLEARE DI KIM, LE PROVE DI SEUL

In questi giorni la Corea del Sud ha presentato in Parlamento, ed è pronta ad inviare il tutto anche all’Onu, le ultime prove della minaccia di guerra mondiale che i “cugini” di Pyongyang non intendono diminuire, anzi se è possibile intensificare. «Il regime di Pyongyang si avvicina “alla fase finale” dello sviluppo di un missile balistico intercontinentale, che potrebbe colpire il territorio statunitense», spiegano gli analisti di Seul che hanno allertato sia il premier Moon Jae-in e ovviamente il presidente Usa, Donald Trump. I due leader ieri si sono sentiti al telefono per un vertice sui prossimi scenari con i sudcoreani che allertano la comunità internazionale sulle mire del regime di Kim Jong-un per i prossimi mesi: «continuerà a realizzare provocazioni strategiche aggiuntive con nuovi test bellici e nucleari volti ad un attacco contro il popolo americano».

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