DOTTORESSA SEQUESTRATA E VIOLENTATA A CATANIA/ Video, “Profondamente sconvolta come donna e professionista”

- Emanuela Longo

Dottoressa sequestrata e violentata a Catania, la 51enne rompe per la prima volta il silenzio. Ecco come sta oggi e la sua proposta contro possibili aggressioni future.

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Firenze, tentò di violentare una ragazzina: denunciato (Pixabay)

La dottoressa 51enne sequestrata, aggredita e violentata da un 26enne mentre svolgeva il suo lavoro all’interno della guardia medica di Trecastagni, in provincia di Catania, ha rotto oggi il silenzio parlando per la prima volta dopo la terribile vicenda. La donna lo ha fatto ai microfoni della trasmissione Mattino Cinque, nell’ambito di una lunga intervista in cui ha ripercorso le tappe più dolorose di quanto accaduto ai suoi danni nei giorni scorsi. Ad aggredirla, un giovane di 26 anni, Alfio Cardillo, ora in carcere. Lo stupratore aveva assunto alcol e antinfiammatori per poi recarsi nell’ambulatorio medico nella notte tra lunedì e martedì scorso sostenendo di avere bisogno di cure. Una volta entrato però, avrebbe subito manifestato le sue vere intenzioni, rompendo il telefono fisso dell’ufficio e disattivando il pulsante che avrebbe permesso alla dottoressa di poter scattare l’emergenza alla sala operativa del 112 dando così l’allarme. La malcapitata avrebbe quindi assistito ad una scena di assoluta violenza nel corso della quale il 26enne avrebbe danneggiato alcuni arredi dell’ufficio, prima di sequestrarla per almeno 2-3 ore e violentarla “più volte”. La dottoressa sarebbe riuscita a divincolarsi ed a quel punto le sue urla avrebbero attirato l’attenzione di una vicina che dal balcone ha assistito alla scena choc allertando prontamente le Forze dell’ordine che, giunte sul posto, avrebbero trovato Cardillo ancora con i pantaloni abbassati.

“LACERATA” LA VITA DELLA SUA FAMIGLIA

Dopo essere stata ricoverata nell’ospedale di Acireale per tutti i controlli del caso, la dottoressa 51enne vittima di violenza ha rotto il silenzio raccontando ai microfoni di Mattino Cinque come vive oggi questa drammatica vicenda. “Sicuramente ho affrontato periodi migliori nella mia vita sia come donna che come medico”, ha esordito, replicando al giornalista. “Credo che una vicenda come questa non possa che ferire profondamente, indelebilmente sconvolgere una donna. Infatti sono profondamente sconvolta come donna ma anche tanto come professionista”, ha proseguito, lasciando trapelare quanto questo episodio l’abbia letteralmente sconvolta, “direi quasi umiliata”. Pur essendo una donna molto combattiva, la dottoressa ha sottolineato come ciò che oggi l’addolora particolarmente, oltre alla inaudita violenza subita, è il fatto che una vicenda simile abbia letteralmente “lacerato” la vita della sua intera famiglia, piombata in un incubo terribile.

PROPOSTA CONTRO LE AGGRESSIONI

La dottoressa non è ancora stata interrogata dai Carabinieri, ma la sua testimonianza a Mattino Cinque diventa importantissima in quanto racchiude la rabbia per il modo in cui lei e molti suoi colleghi sono costretti a lavorare. “Noi medici che ci prestiamo a lavorare la notte all’interno delle guardie mediche non possiamo essere più alla mercé del primo malintenzionato che decide di farci del male”, ha tuonato la donna. La 51enne ha quindi denunciato l’assenza di sicurezza negli ambulatori: “Abbiamo delle telecamere che praticamente sono a circuito chiuso, cioè sono ridicole. A che cosa servono? Solo ad avere delle prove… se è successo un delitto là dentro?”, si domanda. A sua detta, dunque, “basterebbe utilizzare dei mezzi come una telecamera, cioè ricollegare quelle telecamere invece di essere a circuito chiuso in un sistema con sorveglianza remota”. A sua detta già in passato lei ed i colleghi avevano “implorato” ciò senza che nulla cambiasse. Dopo il dramma vissuto e che certamente non passerà facilmente, ora la dottoressa chiede solo di poter svolgere il suo lavoro, “nel rispetto della mia e della dignità di medico, di tutti i medici”. Ad oggi, anche nel caso in cui dovesse essere introdotta maggiore sicurezza, non lo sa ancora se ritornerà o meno, in futuro, a lavorare all’interno di una guardia medica. CLICCA QUI PER VEDERE IL VIDEO (se non funziona copia incolla nella barra degli indirizzi http://www.video.mediaset.it/video/mattino_5/servizi/catania-dottoressa-violentata_756037.html)

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