TERZA GUERRA MONDIALE/ Crisi Corea del Nord, ma Seul stanzia 8 milioni di dollari in aiuti umanitari

- Niccolò Magnani

Terza guerra mondiale, ultime notizie di oggi 22 settembre 2017: crisi in Corea del Nord, Trump taglia i fondi al regime di Kim, sanzioni Ue contro Pyongyang. La reazione coreana

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Donald Trump (LaPresse)

TERZA GUERRA MONDIALE. Nonostante la crisi nucleare, nonostante la mezza guerra mondiale in corso – a livello diplomatico – tra Usa e Corea del Nord, il governo di Seul ha deciso lo stesso di stanziare i propri aiuti umanitari alla popolazione di Pyongyang. Al netto delle grossissime difficoltà nel trovare un dialogo con il regime, il governo della Sud Corea ha deciso di stanziare ben 8 milioni di dollari in aiuti umanitari attraverso le agenzie dell’Onu: lo ha spiegato il ministero dell’Unificazione, in particolare 4,5 milioni di dollari sono destinati al World Food Program e 3,5 milioni all’International Children’s Fund. «I principi e i valori universali condivisi dalla comunità internazionale sono di gestire gli aiuti umanitari per la gente nordcoreana separatamente dalle sanzioni contro il governo di Pyongyang», spiega il ministro dell’Unificazione del Governo Moon. Una mossa magari piccola a livello mondiale ma che rappresenta in questo ultimo periodo l’unica reale apertura significativa dei Paesi in contrasto con la Nord Corea del tutto “gratuita”, anzi con ben 8 milioni di dollari devoluti per la causa del popolo affamato. 

TRUMP, “KIM È UN PAZZO E VERRÀ MESSO ALLA PROVA”

In una continua schermaglia da pre-guerra mondiale, non poteva mancare la contro replica di Donald Trump alla minaccia lanciata ancora una volta da Kim Jong-un: «Kim Jong-un è ovviamente un pazzo a cui non importa di affamare il suo popolo, verrà messo alla prova come mai prima d’ora», è il suo ultimo tweet pubblicato pochi istanti fa, a conferma della situazione di estrema fragilità per l’equilibrio sul Pacifico. Al momento a preoccupare ulteriormente sono i “silenzi” di Cina e Russia, elementi necessari e imprescindibili per arrivare ad una coordinata azione internazionale nei confronti di Pyongyang: con Trump e Kim che si danno del “pazzo e rimbambito” ogni due minuti, trovare una quadra che scongiuri lo scoppio di una crisi atomica globale non sarebbe poi una cattiva notizia…

“POSSIBILE BOMBA H NEL PACIFICO”

La Corea del Nord davanti al palazzo dell’Onu, rappresentata dal Ministro degli Esteri Ri Yong-ho, ha lanciato la sua ultima minaccia di guerra mondiale questa mattina: «la Corea del Nord è pronta a condurre un test con una bomba all’idrogeno (Bomba H) nel Pacifico». Apriti cielo, la terza guerra mondiale a quel punto sarebbe davvero ad un passo per le reazioni di Onu e soprattutto Usa, che con Trump ha già lanciato le ultime sanzioni durissime per tagliare tutti i fondi economici di Kim Jong-un. «Stiamo considerando azioni di più alto livello», spiega Ri citando il suo stesso presidente: «Potrebbe essere la detonazione più potente di bomba all’idrogeno nel Pacifico, ma non ho idea di quali azioni potrebbero esser prese dato che saranno ordinate dal leader Kim Jong-un». Il problema è sempre più serio e i tentativi di “negoziazione” di Cina e Russia per ora non funzionano.

TRUMP & UE, SANZIONI CONTRO PYONGYANG

Donald Trump ieri ha fatto l’ennesimo passo verso uno scontro sempre più irrimediabile con la Corea del Nord: la terza guerra mondiale sullo sfondo purtroppo non ha diminuito di timore dopo la settimana di colloqui all’Onu. Prima il discorso molto duro di Donald Trump, poi la replica di Pyongyang – che potete leggere qui sotto – poi lo strappo di ieri sera con la presentazione di un decreto dell’amministrazione Usa in cui di fatto vengono tagliati i fondi a tutti coloro che commerciano e fanno affari con la Corea del Nord. «Gli Stati Uniti, con una iniziativa singola, provvederanno a sanzionare ulteriormente la Corea del Nord»; con un decreto esecutivo, Trump decide così di attaccare le società finanziarie in affari con Pyongyang, in modo da tagliare tutti i fondi al regime di Kim. Mentre Trump attacca, l’Onu e l’Ue non stanno a guardare (almeno stavolta): le Nazioni Unite tentano in questi ultimi giorni di Assemblea Generale di disporre tutte le misure per evitare lo scontro militare sul Pacifico, e in questo senso Cina e Russia prima o poi dovranno porre la loro posizione sulla rinnovata emergenza nordcoreana.

L’Europa invece ha annunciato ieri sera nuove sanzioni nei confronti della Corea del Nord: secondo l’Ansa, «i 28 hanno raggiunto una bozza di accordo anche se manca ancora una formalizzazione che, secondo le previsioni, potrebbe arrivare alla prossima riunione del Consiglio Affari Esteri, in agenda il 16 ottobre». La conferma arriva direttamente dal ministro degli Esteri Angelino Alfano, in un punto stampa fuori dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite: «si sta considerando di imporre nuove sanzioni a livello europeo, c’è un consenso politico, si va avanti in questa direzione ma non è stata presa ancora alcuna decisione finale. Abbiamo tuttavia l’obbligo che non abbiano un impatto umanitario. Le sanzioni non sono contro i popoli».

PYONGYANG, “TRUMP È UN CANE CHE ABBAIA”

La Corea del Nord dopo due giorni ha risposto, a tono, alle accuse lanciate da Donald Trump durante assemblea Onu: il risultato è un inasprimento ulteriore in un clima ormai da guerra mondiale senza se e senza ma. Resta la paura per tutti gli attori protagonisti di “iniziare” lo scontro, che potenzialmente potrebbe davvero essere letale non solo per Pyongyang. «Il discorso del presidente degli Stati Uniti Donald Trump all’Assemblea generale delle Nazioni Unite è il rumore di un cane che abbaia ma c’è un proverbio che dice: ‘Anche se un cane abbaia, la parata va avanti’». Queste le durissime parole del ministro degli Esteri nordcoreano davanti al Palazzo di Vetro a New York con i giornalisti assiepati per sentire le reazioni del regime alle accuse di Trump. «Se Trump pensava di sorprenderci facendo il verso di un cane che abbaia, sta chiaramente sognando», spiega ancora il “diplomatico” che si dice dispiaciuto per chi “deve avere a che fare con lui”, dandogli sostanzialmente del “penoso”. Domani è atteso il discorso di Ri Yong Ho all’Onu, il primo vero proclama mondiale della Corea del Nord in questi mesi di sfida praticamente globale al mondo e all’Occidente.

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