HO IL CANCRO, PERCHÈ NON MI CREDETE?/ Un anno per la diagnosi, le dicevano “ha una psicosi”

- Fabio Belli

Un anno senza accorgersi del cancro, medici denunciati a Benevento. Una 60enne lamentava sintomi ignorati all’ospedale Rummo: si trattava di un tumore della mammella

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Meningite batterica a Lavagna

Terribile disavventura medica per una sessantenne di Benevento: la donna si è presentata più di un anno fa, nel luglio del 2016, presso l’ospedale Rummo lamentando alcuni dolori alla colonna vertebrale, ma dopo un’ecografia viene rimandata a casa parlando di una patologia benigna. La 60enne viene invitata a ripetere i controlli a distanza di sei mesi per due volte, ma non arrivano ulteriori notizie. Se non che i dolori si fanno sempre più insopportabili, la schiena fa malissimo e la donna si fa accompagnare dai parenti di nuovo all’ospedale Rummo, dopo aver effettuato dei cicli di infiltrazioni ortopediche che non scaturiscono alcun beneficio. Una volta tornata nel nosocomio, al Rummo le prescrivono una visita psichiatrica, giudicando il malanno psicosomatico. E sarà proprio lo psichiatra, a un anno dal primo esame, a chiedersi come mai la signora non sia mai stata sottoposta ad una risonanza magnetica, per vedere finalmente chiaro sui sintomi che la affliggono da dodici mesi.

L’ESPOSTO ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA 

La risonanza magnetica viene effettuata ed il responso è tremendo: cancro avanzato della mammella con metastasi ossee. La 60enne inizia finalmente un ciclo di chemioterapia che avrebbe dovuto affrontare un anno prima, quando la malattia era solo agli inizi, mentre la famiglia ha presentato immediatamente un esposto alla Procura della Repubblica, per comprendere come sia stata possibile una negligenza del genere in un ospedale pubblico. Presso l’ospedale Rummo è stata avviata un’indagine interna per ricostruire tutta la vicenda e stabilire le responsabilità dei medici, che hanno continuato a ignorare i sintomi della paziente, sempre più invasivi, basandosi esclusivamente su un’ecografia dalla quale non emergevano patologie maligne, probabilmente perché al primo stadio la malattia richiedeva esami più approfonditi per essere diagnosticata. Un nuovo caso di malasanità, nella fattispecie eccezionale considerando la tempistica nella quale l’errore è stato reiterato.

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