SACRA SINDONE/ Lo scienziato: “ha avvolto un uomo torturato che potrebbe essere risorto”

- Niccolò Magnani

Sacra Sindone, la scoperta scientifica e i dati dello scienziato Giulio Fanti: “il telo ha avvolto un uomo torturato”. La datazione è dell’epoca di Gesù Cristo e sulla Risurrezione..

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La Sindone

L’ultima scoperta scientifica eseguita sulla Sacra Sindone – secondo la tradizione cristiana, il telo che servì per avvolgere il corpo di Gesù Cristo nel sepolcro dopo la crocifissione e durante la Resurrezione – è sconvolgente e aggiunge un punto forse davvero storico attorno alle grandi discussioni sull’autenticità o meno del presunto sudario di Gesù: «L’uomo che fu avvolto nel lenzuolo di lino noto come Sacra Sindone fu sottoposto a tortura», ad affermarlo è lo scienziato Giulio Fanti, docente di Misure meccaniche e termiche al Dipartimento di ingegneria industriale dell’Università di Padova, e autore dello studio che fa risalire la Sindone al I secolo dopo Cristo. Il professore ha reso pubblici in questi giorni i risultati delle due nuove analisi scientifiche su quel lenzuolo di lino tessuto a spina di pesce che contiene la doppia immagine accostata per il capo del cadavere di un uomo. La tradizione dice che quel corpo è quello di Gesù, e le varie prove scientifiche in tutti questi lunghissimi 2mila anni al momento eliminano di volta in volta le varie contestazioni, pretestuose alle volte, sulla non autenticità del telo di lino. Ancora non si può ovviamente dire con certezza se l’origine della Sindone sia sacra oppure no, ma finora non vi sono prove scientifiche contrarie, anzi con queste ultime due si aggiungono due tasselli davvero importanti.

LE DUE NUOVE SCOPERTE

Giulio Fani, il docente responsabile dei nuovi esperimenti sulla Sacra Sindone, in una recente intervista al Quotidiano.net ha risposto e spiegato nel dettaglio in che cosa consistono le due nuovo scoperte effettuate in questi ultimi mesi: «Le novità sono due, frutto di due analisi diverse condotte su campioni prelevati nel 1978 da Raymond Rogers, che mise dei nastri adesivi a contatto con la Sacra Sindone e poi sigillò tutto su dei vetrini. Io recentemente ne ho avuti a disposizione due: uno corrisponde a una ferita del polso, l’altro riguarda l’immagine dei piedi insanguinati. Quest’ultimo è quello che ha dato i frutti più interessanti, con fibre contenenti materiali che ho fatto studiare al Cnr di Trieste e in Francia». I risultati trovati e pubblicati da Fanti e dalla sua equipe sono finalmente accessibili: «i risultati sono convergenti: l’uomo avvolto nel telo fu sottoposto a violentissime torture». In questo senso, resta in piedi l’ipotesi che avvolto in quel telo possa effettivamente esserci stato il Cristo, morto in croce a Gerusalemme intorno al primo secolo d.C., la stessa datazione fatta dagli scienziati sull’origine della Sindone. Sul fronte ulteriore della datazione, vi sono poi altre novità molto importanti spiegati sempre nella medesima intervista di Fanti: «In un importante convegno sulla Sindone negli Stati Uniti ho presentato una datazione numismatica basata su monete bizantine coniate a partire dal 692 dopo Cristo. La coincidenza fra il volto di Cristo raffigurato sulle monete e il volto della Sindone è strabiliante: un’analisi statistica dei dettagli di una moneta dice che ci sono 7 probabilità su un miliardo di miliardi che il volto coniato sia stato ottenuto senza aver visto la Sindone. Quel volto sindonico all’epoca era conosciuto ed era considerato un modello iconografico».

TRA SCIENZA E RESURREZIONE

La Sindone è dell’epoca di Cristo, ma questo a livello scientifico ovviamente non basta a confermarne l’autenticità, come aggiunge il docente italiano: «Quello che possiamo dire, da un punto di vista scientifico, è che il telo ha avvolto un uomo che fu duramente flagellato, inchiodato a una croce, coronato di spine e in condizione di rigidità cadaverica. I nuovi elementi si sommano a molti altri e indicano una notevole coerenza fra gli indizi raccolti e quello che dice la religione cattolica». Secondo il professore infatti, ad oggi negare la datazione e quelle stesse immagini in rilievo sul telo della Sindone sarebbe alquanto “pretestuoso”, «io sfido chiunque a confrontarsi sui dati scientificamente accertati». A questo punto però la scienza si ferma dato che non è in grado di dire oltre rispetto a quel misterioso telo che da oltre duemila anni viene studiato e venerato nella Chiesa Cattolica: ma su un punto ancora, il docente spiega come il sudario non solo non si pul negare essere nella stessa epoca del Cristo, ma non si può non notare una tanto strana quanto eloquente anomalia: «La scienza si ferma di fronte al fatto che l’immagine corporea non è spiegabile né riproducibile. Non sappiamo come si sia potuta formare. Un’ipotesi scientifica è quella che fa riferimento a un’esplosione di energia estremamente breve ed intensa proveniente dall’interno del cadavere, che potremmo anche pensare fosse correlata alla Risurrezione».

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