LE MUTANDE (USATE) DI HITLER/ 7mila dollari per l’intimo del Fuhrer: la folle asta “vietata ai neonazisti”

- Paolo Vites

La biancheria intima di Adolf Hitler è stata messa all’asta dopo che i proprietari di un albergo austriaco in cui il dittatore aveva soggionrato l’hanno tenuta fin dal 1938

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Adolf Hitler

Di questi tempi, in cui sembra che il nazismo stia tornando prepotentemente di moda (c’è chi urla all’allarme per l’ingresso nel parlamento tedesco del fantomatico “partito neonazista” dopo le ultime elezioni) ecco un’occasione interessante per i fan di quell’epoca storica. I cimeli del periodo hitleriano in realtà non sono mai passati di moda per un motivo anche semplicemente di interesse storico e hanno un valore notevole. Un paio di anni fa ad esempio in Argentina, dove le fantaleggende dicono che il Fuhrer fosse riuscito a fuggire fingendosi morto a Berlino sono stati trovati in una stanza segreta di un appartamento di Buenos Aires numerosi di essi, tra cui alcuni oggetti che si dice appartenessero personalmente a Hitler. Il più grande collezionista di oggetti nazisti è considerato l’inglese Kevin Wheatcroft che cominciò la sua passione alla tenera età di 5 anni. Figlio di un miliardario, l’uomo nel corso della sua vita si è comprato ad esempio la Mercedes G4 che Hitler usava per i suoi viaggi e per le sue manifestazioni. E’ un mercato, quello dei cimeli nazisti, che ha un giro di circa 45 milioni di euro all’anno anche se in paesi come Germania, Francia, Austria, Israele e Ungheria è fatto assoluto divieto di farne commercio.

Sarà stato il miliardario inglese l’acquirente dell’ultima asta di cimeli hitleriani? Mica un’asta qualunque: è il cimelio che permette di essere vicini al Fuhrer quasi in carne e ossa, come nessun altro: la sua biancheria intima. La si potrà indossare e dire: sono dentro alle mutande di Adolf Hitler! E’ stata battuta in questi giorni per un prezzo piuttosto basso, circa 7mila dollari all’Alexander Historical Auctions di Chesapeake City, in Maryland. Il compratore è anonimo. Mutande, calzini e canottiere sarebbero stati dimenticati da Hitler nel 1938 al Parhotel di Ganz in Austria dove alloggiava in quei giorni di aprile. Tale biancheria venne mandata alle lavanderie dell’albergo ma restituita dopo che il dittatore era già andato via (senza mutande? si spera ne avesse un paio di ricambio). Da allora sono rimaste di proprietà della famiglia proprietaria dell’albergo, fino ad adesso, quando il nipote del proprietario ha deciso di venderle. Commenta il direttore dell’asta: «Le persone sono strane, vogliono comprare gadget che rappresentano Hitler come un tremendo dittatore, oppure cose che lo fanno sembrare un buffone. Per minimizzare un mostro, devi far sì che la gente si beffi di lui. Avevamo già venduto biancheria intima di Eva Braun, la moglie, ma mai cose che sono appartenute direttamente a Hitler». Asta che era severamente vietata a simpatizzanti del neo nazismo: chissà che avrebbero potuto fare con le mutande di Hitler: «È affascinante, è la cosa più vicina a Hitler che si possa avere, letteralmente» ha commentato ancora il direttore d’asta. Certo se non fossero state lavate magari conservavano ancora l’odore del Fuhrer…



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