LUPPOLO DELLA BIRRA PER CONTRASTARE IL CANCRO/ Merito di una molecola che “affama” il tumore: lo studio

- Emanuela Longo

Luppolo della birra per contrastare il cancro: la ricerca tutta italiana basata sulle proprietà benefiche dello Xantumolo, molecola che affama il tumore.

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Rinchiuso in frigo? Basta che c'è la birra...
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Le ricerche sulle possibili modalità da impiegare per contrastare il cancro, proseguono incontrastate e questa volta, protagonista indiscusso di un recente studio è il luppolo della birra. Secondo quanto emerso dall’inedita ricerca condotta dal dipartimento di Farmacia dell’Università di Pisa e che ha trovato spazio nella prestigiosa rivista medica, European Journal of Medicinal Chemistry, il luppolo permetterebbe la sintesi di alcune molecole dalle ottime proprietà benefiche in quanto capaci di contrastare i tumori “affamando” le cellule cancerogene e impedendo in tal modo la loro diffusione. Tutto ciò, come spiega il portale di SkyTg24, sarebbe possibile grazie alle straordinarie proprietà dello Xantumolo, molecola presente in discrete percentuali proprio nel luppolo e nella birra, e dotata di eccellenti proprietà benefiche.

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PROPRIETÀ BENEFICHE DELLO XANTUMOLO

Il professor Armando Rossello, docente dell’Università di Pisa, avrebbe posato gli occhi proprio sullo Xantumolo, punto di partenza dell’intero studio, per riuscire ad annientare le cellule cancerogene. Proprio questa molecola presa in esame, infatti, avrebbe dimostrato la sua capacità di ridurre l’angiogenesi tumorale, cioè il meccanismo che permette alle cellule tumorali di procurarsi ossigeno utile alla loro diffusione nell’organismo. Ciò significa che per mezzo della molecola presente in quantità discrete proprio nel luppolo, il tumore verrebbe “affamato” e non avrebbe possibilità di svilupparsi, di fatto contrastandolo. Dalla molecola principale, lo staff di ricercatori ha così proceduto allo sviluppo di nuove molecole basate sulla medesima struttura, al fine di incrementare le proprietà anti-angiogeniche, che risultano essere ad oggi tra le più diffuse strategie impiegate per combattere i tumori, spesso affiancate proprio alla chemioterapia. A tali risultati eccellenti si è giunti dopo una ricerca durata 4 anni. Dai test compiuti, è emerso come i derivanti dello Xantumolo sarebbero in grado di ridurre l’angiogenesi dell’80%. “Questi nostri risultati aprono la strada per lo sviluppo futuro su più ampia scala di analoghi sintetici dello Xantumolo da sperimentare come possibili agenti chemio-preventivi efficaci, alternativi e a basso costo”, ha spiegato il docente a capo della ricerca tutta italiana. In futuro lo studio si concentrerà su altri derivati del luppolo dai quali estrapolare non solo nuove strategie terapeutiche ma anche di prevenzione del cancro.

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