NADIA ORLANDO/ Francesco Mazzega, il fidanzato killer agli arresti domiciliari: la famiglia, “è inaccettabile”

- Niccolò Magnani

Nadia Orlando, la ragazza uccisa dal fidanzato killer Francesco Mazzega in provincia di Udine: agli arresti domiciliari, la famiglia è rassegnata “è inaccettabile e triste”

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Nadia Orlando e Francesco Mazzega
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Nella provincia di Udine la vicenda della povera Nadia Orlando torna a sconvolgere la comunità di Muzzana del Turgnano: dopo la novità di ieri, ovvero ia decisione del Tribunale del Riesame di Trieste di mandare agli arresti domiciliari Francesco Mazzega, il paese friulano è in subbuglio. La storia piuttosto è nota: la giovane fidanzata del killer la notte del 31 luglio è stata uccisa brutalmente e dopo l’insano gesto Francesco, con il corpo accanto nell’auto, ha guidato tutta la notte prima di convincersi a costituirsi alla Polizia di Palmanova, dicendo al citofono «temo di aver commesso un omicidio». L’arresto immediato e il processo che scatta, con la giovane Nadia uccisa «per un momento di alterazione dovuto ad una lite», spiega il 36enne agli inquirenti. A 57 giorni dalla confessione, Mazzega viene destinato agli arresti domiciliari a casa dei suoi genitori, scatenando l’autentica ira della popolazione compaesana.

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LA PROTESTA DELLA FAMIGLIA

Le motivazioni addotte dal Tribunale riguardano principalmente l’attenuante della confessione spontanea e la condotta prima del delitto “irreprensibile e da incensurato”: tanto è bastato per concedere i domiciliari, anche se forti rimangono le critiche pervenute dalla Procura di Udine che ha fatto ricorso in Cassazione per rivedere la decisione del Tribunale. Intanto però il dolore della famiglia di Nadia è alle stelle: «A distanza di neanche un mese dalla barbara uccisione della loro figlia i giudici potessero concedere all’assassino un simile beneficio. Lo stato d’animo che li pervade in queste ore è quello di rabbia e sgomento. Ma non di rassegnazione», spiegano i legali della famiglia Orlando. È inaccettabile quanto avvenuto e vi è assieme la triste rassegnazione che comunque nulla porterà indietro di nuovo Nadia: detto questo, la comunità intera di Muzzana del Turgnano chiede giustizia (anche se la decisione del Tribunale non è illegale, ma una normale procedura di arresti domiciliari, ndr), «È sconcertante e inaccettabile per una comunità ancora tramortita da un delitto così efferato, odioso e profondamente lesivo del nostro più profondo sentire», ha spiegato il sindaco Riccardo Zuccolo, destinando la preghiera e l’accompagnamento alla famiglia di Nadia colpita da questa orrenda tragedia.

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