SI SVEGLIA DAL COMA/ I medici staccano la spina e lei comincia a parlare: “sono una combattente”

- Paolo Vites

Per i medici la donna non aveva alcuna possibilità di uscire dai macchinari e avevano convinto i familiari a staccare i macchinari che la tenevano in vita

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“Sono una combattente”, “I’m a fighter”. Sono le tre parole che familiari e medici sentono uscire dalla bocca di Lyndee Brown Pellettiere-Swapp, una donna americana di 47 anni, caduta improvvisamente in coma un giorno del 2015 mentre si trovava a casa. Parole che lasciano scioccati tutti i presenti, come una voce dall’oltretomba perché Lyndee, per tutti, era già morta. Parole pronunciate nel momento esatto in cui il macchinario che la tiene ancora in vita viene staccato. Sì, perché la donna, per i medici, in coma da dodici giorni per una serie di attacchi epilettici, aveva tutti gli organi interni ormai disfatti, cervello compreso. La cosa migliore, suggerirono ai familiari, era di toglierle il supporto vitale. Non sarebbe mai uscita dallo stato di coma vegetativo in cui si trovava, dissero al marito e ai figli, non c’era più niente da fare.

Il 29 ottobre 2015 si decide di spegnere il macchinario. Nel frattempo, il marito le sta seduto accanto e le sussurra all’orecchio: “Ho bisogno che tu combatta”. E lei risponde: “Sono una combattente” uscendo dal coma. In quei dodici giorni, ha raccontato la donna in seguito, poteva sentire e vedere tutto quello che accadeva intorno a lei, compresi i suggerimenti di lasciarla morire. Di fatto, la donna non era in coma, ma priva di ogni possibilità di muoversi, di parlare, di comunicare: bloccata dentro di lei. Non è la prima volta che succede: persone rimaste nel cosiddetto stato vegetativo e che ne sono uscite, hanno tutte testimoniato che durante quel periodo erano in grado di sentire e vedere ogni cosa. Soltanto, erano bloccate dentro al loro corpo. E’ successo in America, dove Martin Pistorius è stato in coma per ben dodici anni fino a quando si è risvegliato. Oggi è sposato e dirige una azienda. “Solo perché non sei cosciente non significa che non puoi sentire” ha spiegato Lynne. Purtroppo i medici di tutto il mondo sembra non accettino questo dato di fatto provato e comprovato e di fronte a uno stato di coma l’unica cosa che sanno dire ai familiari è: lasciatelo morire. Casi come questo raccontato dimostrano che tale scelta è omicidio. 



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