TARSU, SCONTO DEL 40%/ Cassazione, emergenza rifiuti: tasse ridotte anche se il Comune non ha colpe

- Niccolò Magnani

Tarsu, sconto del 40%: sentenza Cassazione, su emergenza rifiuti tasse ridotte per cittadini e aziende, anche se il Comune non ha colpe della crisi per la raccolta rifiuti

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Tarsu ridotta con emergenza rifiuti (LaPresse)
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Da oggi la tassa sui rifiuti (Tarsu) potrà ricevere una riduzione fino al 40% per tutti i cittadini e le imprese che a causa dell’emergenza rifiuti, a prescindere dalla responsabilità o meno dell’amministrazione comunale, subiscono un grave disservizio nella raccolta spazzatura. La decisione della Cassazione dopo il ricorso accolto di un hotel di Napoli contro il Comune partenopeo, è destinata ad accogliere critiche e bufere dalle amministrazioni comunali, mentre è ovviamente stata accolta con pieno favore dalla popolazione, non solo quella napoletana: nel caso preso in esame dalla Cassazione – che rischia però di creare un forte precedente contro le Amministrazioni Comunali – il disservizio creato ha fatto scattare un allarme sanitario e la decisione dei giudici farà pendere la riduzione delle tasse sui rifiuti anche in pieno commissariamento della raccolta rifiuti, come successo a Napoli e in altre città italiane nel recente passato. «La Tarsu viene introitata, pur in regime di commissariamento del servizio, dall’amministrazione comunale», spiega la commissione del tribunale, rilevando che nei prossimi mesi anche la commissione tributaria potrebbe rivedere il “no” ad una mini-Tarsu.

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IL CASO DI NAPOLI E IL RICORSO

Il caso scoppia a Napoli dove l’hotel Britannique, uno dei più rinomati alberghi della capitale partenopea, aveva ricevuto la bocciatura dal Comune per la richiesta di riduzione della Tarsu durante la piena emergenza rifiuti che ha colpito negli scorsi anni la città napoletana. La motivazione addetta dal Comune spiegava come «il Comune non ha colpe delle note disfunzioni» avvenute durante il commissariamento della raccolta rifiuti. L’Hotel ha fatto ricorso e il Comune ha ripetuto, «il requisito della “imprevedibilità” del disservizio era evidente dato che l’intera materia e le connesse competenze decisionali erano in capo al commissario straordinario, articolazione della presidenza del Consiglio dei ministri, e che il Comune di Napoli certamente non avrebbe potuto prevedere che gli impianti di raccolta Rsu, di competenza del commissario straordinario, si sarebbero saturati a causa del mancato completamento del ciclo di lavorazione dei rifiuti alla termovalorizzazione», spiegano le carte sul caso Hotel vs Napoli, riportate dall’articolo odierno della Repubblica. Ma la Cassazione ha voluto andare oltre e dar ragione ai cittadini contro l’amministrazione comunale, spiegando che la tesi addetta dal comune non è convincente perché completamente incentrata su un requisito – «quello di ‘non prevedibilità’ e ‘non prevenibilità’ dell’evento costituito dalla protratta disfunzione» – che secondo i giudici è estraneo alla fattispecie. La riduzione della tassa dunque è legittima perché il cittadino o l’azienda non possono pagare un servizio che non hanno o che, peggio, provoca anche danni a livello di salute e simili. Le battaglie legali future si potrebbero già prevedere, con le amministrazioni comunali sul piede di guerra per la decisione della Cassazione.

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