ASIA BIBI/ Vincerà il Premio Sakharov del Parlamento Europeo per i diritti umani?

- Paolo Vites

La donna pachistana condannata a morte per blasfemia, è tra i nominati al prestigioso premio del Parlamento euiropeo per la difesa dei diritti umani

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Asia Bibi, Papa Francesco incontra la famiglia
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Da quasi dieci anni soffre dietro le sbarre di un carcere pachistano, lontana dalla sua famiglia, dal marito e dai cinque figli. Vive con una condanna a morte sospesa sulla testa e continuamente rimandata, una agonia disumana. Asia Bibi è il caso più estremo dell’assolutismo islamista che in Pakistan ha facile dimora. Condannata per blasfemia per una accusa inesistente (già essere accusati di blasfemia è qualcosa che non dovrebbe esistere in nessun paese del mondo) la giustizia pachistana l’ha relegata in una sorta di limbo. Sa che se fosse eseguita la condanna a morte le reazioni internazionali sarebbero fortissime, ma sa anche che se venisse liberata gli islamici ammazzerebbero i giudici che l’hanno assolta. Una empasse che non vede una risoluzione. Adesso arriva la notizia che la donna è tra i nominati al prestigioso premio Sakharov per la libertà di pensiero del Parlamento europee, dato a quelle persone che hanno dato un contributo eccezionale nella lotta per i diritti umani, sottolineando l’attenzione per le violazioni dei diritti umani.

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Chi più di lei lo merita? Sarebbe anche un modo per “svergognare” il regime pachistano e tutti i musulmani radicali.  Asia Bibi e la sua famiglia erano gli unici abitanti di fede cristiana in un piccolo villaggio del Punjab. Per anni erano stati sotto pressione perché si convertissero all’Islam, poi un giorno alcune donne musulmane che lavoravano con lei si infuriavano perché Asia aveva bevuto dell’acqua dalla loro stessa tazza. Come cristiana, era una donna impura. Nella discussione che ne segui, secondo l’accusa. Bibi avrebbe detto: “Credo nella mia religione e in Gesù Cristo, che è morto sulla croce per i peccati dell’umanità. Cosa ha fatto invece il vostro profeta Maometto per salvare l’umanità?”. Tabnto è bastata per accusarla di aver insultato il profeta. Nel 2010 è stata condannata a morte per blasfemia, la prima donna pachistana condannata a morte per questo reato. A nominare Asia Bibi al premio il parlamentare europeo del gruppo conservatore e riformista Peter Van Dalen: “Il caso di Asia Bibi è simbolo di tutti coloro che soffrono per la mancanza di libertà religiosa”.

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