Terza Guerra Mondiale/ Corea del Nord: l’odio tra le due Nazioni deriverebbe dalla scuola coreana

- Niccolò Magnani

Terza guerra mondiale, ultime notizie di oggi 28 settembre 2017: Corea del Nord e rischio guerra fredda, Putin mette pressione agli Usa, “distruggeremo ultime armi chimiche”

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Vladimir Putin (Lapresse)
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Il conflitto tra il regime nordcoreano di Pyongyang e la democrazia autoritaria di Donald Trump si arricchisce di un altro interessante capitolo. Questa volta a sfondo storico, dato che tutto parte, secondo il giornalista Justin McCurry del ‘The Guardian’ dal conflitto che coinvolse le due Nazioni dal 1950 al 1953. Precisamente, alla base di tutto, si porrebbero gli insegnamenti scolastici nordcoreani, smaccatamente di parte (e non potrebbe essere altrimenti in un paese dove vige un regime dittatoriale e ogni libertà di dissenso è preclusa). Ma a cosa si riferisce la voce autorevole di McCurry? Secondo l’autorevole fonte, nelle scuole nordcoreane gli Stati Uniti verrebbero costantemente definiti come il nemico, insegnando in modo errato che furono proprio loro a dare inizio al conflitto del 1950-1953 poi terminato in una sostanziale parità. Oltre a questo falso storico il regime sottolinea con violenza gli attacchi aerei degli U.S.A. nei loro confronti. Tantissime città coreane vennero letteralmente rase al suolo dalle bombe americane ed è proprio per questo che per il regime di Pyongyang è di prioritaria importanza oggi abbattere i bombardieri americani. In Nord Corea, non dimenticano. (agg. Francesco Agostini)

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ANCORA RUSSIA-GATE

TERZA GUERRA MONDIALE. Prima Donald Trump e le sue “idee” non sempre chiarissime, poi il Russia-gate che prosegue con novità “fresche” di giornata: la terza guerra mondiale che rischia di scoppiare tra Usa e Corea del Nord non vede la giusta inclinazione globale ad accordi e incontri diplomatici se le due massime superpotenze continuano a vivere una situazione di imbarazzo/stallo che ne impedisce il pieno e proficuo scambio di informazioni e accordi per evitare quella che sarebbe una guerra globale dalle incalcolabili conseguenze. Intanto, notizia di stamane, Twitter, Facebook e Google dovranno comparire davanti alle Commissioni intelligence del Senato e della camera americani sulla possibilità di essere stati ‘usati’ dalla Russia per influenzare le presidenziali 2016, all’interno del filone Russia-Gate sempre più “social”. «Un esercito di ‘bot’ – gli account robotizzati – collegati alla Russia è stato mobilitato per le elezioni presidenziali americane del 2016 e in parte resta attivo, partecipando a campagne di opinione e polemiche varie, l’ultima quella sugli sportivi che si rifiutano di cantare l’inno Usa, con relativa furia del presidente Donald Trump», scrive il New York Times questa mattina alimentando quella che è a tutti gli effetti una vera e propria guerra cyber tra Mosca, Washington e tra pro-contro il presidente Trump. 

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PUTIN, “PRONTI A DISTRUGGERE LE ULTIME ARMI CHIMICHE”

La svolta di Vladimir Putin – che torna a parlare dopo settimane di silenzio in pieno rischio di terza guerra mondiale tra Usa e Corea del Nord – è di quelle fragorose, almeno a livello “mediatico” e strategico: intervenendo alla tv di stato russa, il presidente ha voluto emettere l’ultimo passo vero per la riduzione delle armi di distruzione di massa. «Oggi è un giorno molto importante, possiamo dire un evento storico. Perché oggi le ultime scorte delle armi chimiche dell’arsenale russo saranno distrutte»: si trattano infatti, come spiega Putin, delle ultime riserve di armi chimiche ereditate dall’era della Guerra Fredda. In un momento in cui le armi nucleari e le testate atomiche tornano di moda con una guerra fredda che si aggiunge a quella potenzialmente mondiale che potrebbe scatenarsi contro Pyongyang, la decisione di Putin intende in qualche modo “pressare” gli Stati Uniti in una sfida a distanza su chi investe più nella non proliferazione delle minacce militari. «Questo è davvero un evento storico, tenendo conto dell’enorme mole delle armi chimiche che abbiamo ereditato dai tempi sovietici, che era abbastanza grande – secondo gli esperti – da distruggere ogni cosa vivente più volte. Ci aspettiamo che gli Stati Uniti realizzino i loro impegni presi come parte di accordi internazionali, come altri paesi fanno». La Corea, il Medio Oriente, l’Iran, il Sud America: il mondo è una polveriera dove le armi, chimiche e nucleari, potrebbero in egual misura ridurre in cenere la popolazione umana. L’impegno per ridurre questa minaccia – anche se studiata e voluta per mettere pressione al rivale – non è un risultato da sottovalutare.

PARLA GUTERRES, SEGRETARIO GENERALE ONU

Interviene anche il segretario generale dell’Onu sulle notizie confermate dall’ultima Assemblea Generale di ulteriori passi verso il disarmo nucleare di Stati Uniti, Russia e altre superpotenze mondiali. In un momento in cui Iran e Corea del Nord rappresentano una forte minaccia per una guerra mondiale, Antonio Guterres osserva che il passo compiuto da Mosca e Washington rappresenta un punto “positivo” nell’immensa e delicata situazione internazionale: «Riconosco gli sforzi significativi che alcuni Stati — in particolare la Federazione Russa e gli Stati Uniti — hanno fatto in passato riducendo gli arsenali e il ruolo delle armi nucleari», osserva il segretario Onu, che poi aggiunge sempre alle Nazioni Unite, «Nel superare lo sviluppo delle norme, abbiamo bisogno di un dialogo inclusivo, di una rinnovata cooperazione internazionale e, soprattutto, di misure concrete per un disarmo nucleare irreversibile, verificabile e universale».

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