“GUARITA DAL CANCRO AL CERVELLO CON LA DIETA”/ Era falso: condannata a 400mila euro di multa

- Emanuela Longo

“Guarita dal cancro con la dieta”: la blogger australiana, Belle Gibson, condannata al pagamento di 400 mila dollari per essersi inventato tutto e mentito sulla destinazione degli introiti.

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Belle Gibson
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Aveva detto di essere guarita dal cancro al cervello grazie ad una dieta vegetariana, ma era tutta una bugia. Non solo la guarigione ma anche la stessa malattia. Una menzogna lunga due anni, quella sostenuta dalla blogger e modella australiana Belle Gibson, che però le aveva fruttato non poco in quanto l’aveva portata alla pubblicazione di un suo libro dal titolo “The Whole Pantry” ma anche ad un’app da lei realizzata e che le aveva fruttato almeno 500 mila dollari. Alla fine però, la modella-guru era stata costretta a dire la verità e questo le era costato caro. Non quanto il conto che le è stato di recente presentato e che ammonta a 410 mila dollari. E’ questa la condanna a cui è andata incontro per aver mentito per lunghi mesi. A fare non poco indignare, però, non era stata tanto la sua menzogna su una presunta guarigione da attribuire alla sua alimentazione vegetariana, quando piuttosto alle bugie in merito agli introiti del libro, la quale asseriva di aver destinato interamente in beneficienza. Questo l’aveva fatto approdare in un’aula di Tribunale prima della condanna pronunciata da una corte di Melbourne.

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DIMEZZATA LA RICHIESTA DI RISARCIMENTO

Ci sono voluti mesi di lungo dibattimento prima della sentenza con la quale è stata condannata al maxi pagamento la blogger bugiarda. Oltre 400 mila dollari: è questo il costo delle sue bugie, anche se l’accusa ne aveva chiesti oltre il doppio. La sua difesa, però, si era opposta sostenendo che non vi fossero evidenze che Belle potesse pagare la somma di un milione di dollari come rimborso. A darle ragione, come rivela Corriere.it, era stata proprio la Corte che ha deciso di dimezzare la richiesta di risarcimento. Le bugie della bella blogger, iniziate nel 2013, non erano affatto passate inosservate. E se da una parte la sua popolarità aumentava sui social, complice anche il libro e l’app omonima, dall’altra la stampa aveva iniziato ad indagare sulle sue dichiarazioni secondo le quali parte degli introiti sarebbero stati donati in beneficienza. Ad accrescere il suo successo online era stato l’annuncio di una guarigione dal cancro grazie all’uso di terapie alternative, unite ad un corretto stile di vita e ad un’alimentazione vegetariana, ma priva di caffè, glutine e latticini. Alla fine però, messa di fronte all’evidenza delle sue bugie, Belle aveva ammesso di essersi inventata tutto ed in una intervista esclusiva rilasciata all’Australian Women Weekly aveva vuotato il sacco: “Non voglio il perdono penso solo che parlarne fosse la cosa più responsabile da fare. Soprattutto mi piacerebbe che la gente dicesse, “Okay, lei è umana””. Quel “mea culpa” però, era apparso fin troppo tardivo e solo ora ne pagherà realmente le conseguenze.

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