Iran, materiale cristiano confiscato/ “Una trovata pubblicitaria, disprezzo verso la libertà religiosa”

- Emanuela Longo

Iran, materiale cristiano confiscato dalla Guardia rivoluzionaria iraniana: secondo un sostenitore della libertà religiosa si tratta di una “trovata pubblicitaria”

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La Guardia rivoluzionaria iraniana ha mostrato una serie di fotografie che immortalavano grandi quantità di materiale cristiano confiscato. A commentare quelle immagini è stato Mansour Borji, sostenitore della libertà religiosa, per il quale invece quel materiale fotografico altro non sarebbe se non una mera “trovata pubblicitaria”, chiaro segnale del timore del regime iraniano nei confronti del cristianesimo. Borji è intervenuto al portale World Watch Monitor spiegando come le immagini in questione fossero state rilasciate a luglio scorso ed avrebbero dovuto rappresentare il divieto di incontro nei mesi estivi tra cristiani, imposto dal regime. Una sorta di monito ma anche un chiaro esempio, dunque, di “disprezzo” nei confronti della libertà religiosa. Non solo la Guardia rivoluzionaria iraniana non avrebbe mai indicato il luogo in cui avrebbe messo in atto le confische documentate dalle foto, ma non sarebbero neppure stati fatti i nomi dei presunti arrestati. Per questo le immagini sarebbero state definite “intenzionalmente ambigue”.

ATTEGGIAMENTO ANTICRISTIANO ALLA BASE DI NUOVE VIOLENZE

Le confische e i successivi arresti, stando a quanto trapelato da Mohabat News, sarebbero avvenuti a Teheran e nelle vicine Rey e Pardis, ma il fatto che non siano stati rilasciati ulteriori dettagli avrebbe portato a far riflettere sulla veridicità della notizia. E’ possibile dunque che quelle foto siano relative a precedenti sequestri. C’è poi da riflettere sullo stesso organo che avrebbe diffuso le fotografie: non le autorità giudiziarie o il Ministero dell’Intelligence, ma un’organizzazione militare chiamata a mantenere la sicurezza nel paese. Ma perché allora avrebbe agito in tal modo dimostrando un certo “turbamento” di fronte alle sacre scritture? “Come possono rivendicare il rispetto dei diritti delle minoranze religiose, e poi sfilano la letteratura cristiana come prova di attività criminale?”, si domanda Borji. Lo stesso ha anche ipotizzato che le autorità iraniane quasi certamente avrebbero distrutto i materiali confiscati, come già accaduto due anni fa quando alcune scatole contenenti Bibbie andarono letteralmente in fumo. “Questo dimostra la loro mancanza di rispetto per i libri sacri cristiani”, ha aggiunto il sostenitore della libertà religiosa, citando il poeta tedesco Henrich Heine, il quale di fronte ai nazisti che bruciavano i libri disse: “Dove bruciano i libri, alla fine bruceranno anche le persone”. Non si esclude che proprio questo atteggiamento anticristiano sarà alla base di ulteriori violenze.



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