15enne cristiano ucciso a scuola/ “Non accettava l’Islam”: ammazzato dai compagni islamici e bulli

- Niccolò Magnani

15enne cristiano ucciso a scuola perchè “non accettava e abbracciava l’Islam”: la truce strage in Pakistan compiuta dai compagni bulli e islamici, ammazzato perchè non voleva convertirsi

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Il Pakistan si rende protagonista di una storia agghiacciante sia per le conseguenze che per le origini del gesto: un 15enne cristiano, dopo mesi di vessazioni da parte dei compagni di classe islamici, è stato ucciso a scuola proprio in virtù della sua fede che pare non volesse per nulla abiurare. La violenza assume un lato ancora più inquietante dato il luogo dove è avvenuto, ovvero nel Punjab pachistano all’interno della comunità dove i cristiani sono presenti e non sono certo pochissimi. Stando a quanto ha raccolto e pubblicato l’agenzia internazionale Fides, il giovanissimo Sharon Masih sarebbe stato ammazzato proprio per la sua fede, un giovane martire morto per voler difendere Cristo di fronte alle offese e alle vessazioni dei compagni di scuola. Quanto viene raccontato da Fides dà però anche un contorno più completo all’intera tragedia: sarebbe il clima di intolleranza e impunità, prima ancora che eventuali differenza e divergenze di fede (anche perché si tratta davvero di giovani adolescenti pachistani, ndr), ad aver generato la strage che ha acceso di colpo i riflettori sul Pakistan. Il giovane 15enne frequentava la nona classe nella scuola pubblica di Burewala quando da mesi ormai era nel mirino dei compagni che lo prendevano a calci, pugni e insulti perché il ragazzo “non si convertiva e non voleva riconoscere l’Islam come sua religione”, spiega ancora l’agenzia Fides. Durante l’ultima aggressione il ragazzo non ce l’ha fatta e dopo aver di nuovo rifiutato l’invito forzato dei suoi compagni islamici, è svenuto a terra esanime per i troppi colpi subiti: è morto qualche ora dopo nell’ospedale di Burewala, scatenando la rivolta delle associazioni non islamiche in Pachistan.

L’ODIO A SCUOLA CONTRO “GLI INFEDELI”

La storia ha davvero un aspetto di inquietante attualità, nel tempo in cui il bullismo e le violenze anche tra i giovanissimi non sono opera solo dei Paesi disadattati ma riguarda anche l’Occidente “civilizzato”. Questa volta però il Pakistan “supera” i precedenti con un omicidio che assomma bullismo e odio religioso: «La violenza inizia tra i banchi di scuola perché i libri di testo usati fin dalle scuole primarie e instillano negli allievi odio e intolleranza verso i non musulmani», spiega sempre all’agenzia Fides Anjum James Paul, professore cristiano pachistano e presidente della Pakistan Minorities Teachers’ Association”. Sempre lo stesso professore spiega come in quasi tutti i testi scolastici in Pakistan si promuove l’Islam e la cultura coranica, e fin qui nulla di male in assoluto, se non fosse che si accompagnano il disprezzo e l’odio contro le religioni non islamiche, specie i cristiani che risultano i più vessati. «Bisogna fare ancora molta strada per rendere il Pakistan uno stato moderato, dove vige il rispetto dei diritti umani, della dignità umana, della diversità, della convivenza pacifica, delle minoranze religiose. Lo Stato dovrebbe agire per rendere le scuole pubbliche luoghi dove si costruisce la pacifica convivenza sociale e religiosa. In Pakistan le minoranze religiose come i cristiani sono ancora vittime dell’estremismo e della violazione dei diritti umani», conclude il presidente della PMTA.



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