TERZA GUERRA MONDIALE/ Corea del Nord, Trump minaccia: “Attaccare Pyongyang? Vedremo”

- Dario D'Angelo

Terza Guerra Mondiale: la Corea del Nord spiega il perché della provocazione al Giappone con l’ultimo test. Apprensione in vista dell’anniversario della fondazione della Repubblica…

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Kim Jong Un (LaPresse)

Il dialogo con la Corea del Nord non funziona: lo ha rivelando Donald Trump, che su Twitter ha commentato l’ennesimo test nucleare di Pyongyang. «La Corea del Sud lo sta realizzando, io glielo avevo detto», ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, secondo cui c’è una sola cosa che comprende il regime di Kim Jong-un, alludendo alla necessità di ricorrere alle maniere forti. Il rischio che scoppi la Terza guerra mondiale è alto: «Attaccare Pyongyang? Vedremo», ha aggiunto il tycoon. Intanto c’è stato un colloquio telefonico tra Emmanuel Macron, Angela Merkel e Paolo Gentiloni: Francia, Germania e Italia condividono la necessità di «una reazione internazionale forte di fronte al potenziale ulteriore sviluppo del programma nucleare nordcoreano». Il messaggio è rivolto al Consiglio di Sicurezza dell’Onu e all’Unione europea, che dovranno «adottare nuove sanzioni nei confronti di Pyongyang». (agg. di Silvana Palazzo)

GIAPPONE: “CINA E RUSSIA AIUTANO COREA DEL NORD”

Le condanne di Russia e Cina all’ennesimo test nucleare della Corea del Nord sono solo di facciata? È questo il sospetto del Giappone, che ha lanciato un duro attacco ad entrambi i Paesi. La tensione internazionale resta alta, il clima è sempre più incandescente. Il segretario generale del governo giapponese, Yoshihide Suga, ha dichiarato che sono Russia e Cina a fornire idrocarburi al regime di Kim Jong-un. «Il nostro paese segue attentamente questo processo, così come le azioni della Russia e la Cina influiscono sulle misure prese dalla comunità internazionale», ha dichiarato Suga, come riportato da Sputnik news, aggiungendo che il Giappone sta considerando seriamente la possibilità di rafforzare la pressione sulla Corea del Nord. Intanto il Tesoro americano sta lavorando ad un pacchetto di nuove sanzioni, più dure, contro la Corea del Nord. Lo ha annunciato Steven Mnuchin, segretario del Tesoro americano, giudicando «completamente inaccettabile» il comportamento di Pyongyang. (agg. di Silvana Palazzo)

L’ATTACCO DI TRUMP: “NAZIONE CANAGLIA”

Non si è fatto attendere il duro messaggio del presidente Usa, Donald Trump, dopo la violenta provocazione della Corea del Nord con il suo sesto test atomico a sorpresa. Tre messaggi chiari e precisi, quelli scritti su Twitter da Trump e che rappresentano il suo pensiero in merito al regime di Kim Jong-un. “La Corea del Nord ha condotto il maggior test nucleare”, scrive sul social, “Le sue parole e le sue azioni continuano ad essere molto ostili e pericolose per gli Stati Uniti”, ha aggiunto. Una condanna netta, quella avanzata da Trump che ha definito la Corea del Nord una “nazione canaglia” nonché “grande minaccia e fonte di imbarazzo” per la Cina, sebbene pechino abbia tentato invano di dare il suo aiuto. E se da una parte la Corea del Sud ha lanciato l’allerta avanzando la sua intenzione di chiedere sanzioni più aspre assicurando che farà tutta la massima pressione sull’Onu affinché si proceda all’isolamento totale di Pyongyang, è sempre Trump a rivolgersi a Seul sostenendo come il dialogo da loro auspicato con la Corea del Nord rappresenti solo una mera utopia: “Loro capiscono solo una cosa”, ha commentato il presidente Usa. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

LA CONDANNA DI CINA E SUD COREA

Il nuovo test atomico messo in atto dalla Corea del Nord ha accentuato ancora di più i timori di una Terza guerra mondiale. Il primo a reagire è stato il presidente Moon jae-in che ha immediatamente lanciato l’allarme a Seul convocando il Consiglio di sicurezza e l’esercito sudcoreano ed alzando il livello d’allerta con l’attivazione di un team di risposta alla minaccia atomica di Kim. L’ira del Giappone è altissima, tanto che il premier Shinzo Abe, come riporta Repubblica.it, ha già fatto sapere di non essere disposto a tollerare un altro test nucleare da parte della Corea del Nord. A tal fine ha già ordinato l’arrivo di jet per assicurarsi dell’assenza di possibili radiazioni provocate dal sesto test. Lo stesso avrebbe fatto anche la Cina con un gesto inedito. Per la prima volta, dunque, il Paese ha deciso di rispondere a Kim nel medesimo momento in cui il forte terremoto fa tremare anche il Nordest della Cina ed addirittura la Russia. Ma come hanno reagito, invece, gli Usa? La prima reazione degli americani è stata quella di alzare la stima del violento terremoto che i sudcoreani e i cinesi avevano inizialmente fissato a 5.3 (comunque potentissimo), passandolo a magnitudo 6.3. Intanto a tremare non è solo la terra in Oriente ma l’intero mondo dopo l’ultima grande provocazione a sorpresa del giovane leader di Pyongyang. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

COREA DEL NORD, SESTO TEST DI UNA BOMBA ALL’IDROGENO

Una nuova sfida, quella lanciata nelle passate ore dalla Corea del Nord e che potrebbe contribuire ad alimentare ulteriormente una sempre più vicina Terza guerra mondiale. Questa volta Kim Jong-un ha deciso di fare le cose in grande e, come rivela Repubblica.it, ha lanciato il sesto test atomico, nonché il primo da quando Donald Trump è diventato presidente degli Usa. Si tratta di un test rivelatosi 5 volte più potente dell’ultimo e ben 11 del penultimo, tale da aver provocato un terremoto di magnitudo 6.3, seguito da una seconda scossa di 4.6. Secondo gli esperti si è trattato di un’esplosione da cento kilotoni, quasi cinque volte quella di Nagasaki. Alla tv di Stato, alle 3:30 di pomeriggio di domenica a Pyongyang (le 8:30 in Italia) ecco che arriva l’annuncio ufficiale del regime: “Abbiamo condotto con successo il test di una bomba all’idrogeno”. A seguire la canzone patriottica che racchiude un po’ il pensiero di Kim, al suono di “Se la Corea decide di fare qualcosa, la fa”. Sale dunque la tensione in Corea e ad appurare l’avvenuta esplosione del sesto test nucleare da parte di Pyongyang è stato anche il governo giapponese. Kim, tramite la tv di Stato, Kctv, ha fatto sapere che la bomba all’idrogeno testata con estremo successo servirà “ad armare un super missile intercontinentale”. Quale sarà la risposta di Trump? (Aggiornamento di Emanuela Longo)

NUOVE MINACCE A USA E GIAPPONE

Terza Guerra Mondiale? Arrivano nuove minacce da parte della Corea del Nord, il soggetto che sullo scenario geopolitico è attualmente il maggiore indiziato a fare scoppiare una potenzialmente disastrosa Terza Guerra Mondiale. Come riferito dall’agenzia sudcoreana Yonhap, il regime di Pyongyang ha tenuto a precisare le ragioni che l’hanno spinta ad effettuare un altro test missilistico sorvolando il Giappone. In un editoriale intitolato Military Collusion Prompting Self-destruction, il Rodong Sinmun ha spiegato che Kim Jong-un ha voluto replicare alle recenti esercitazioni militari Usa-Giappone, viste come un’alleanza ancora più pericolosa di quella siglata dall’allora segretario degli Stati Uniti alla Difesa William Taft e dal primo ministro giapponese Katsura Taro nel luglio 1905, quando Usa e Giappone firmarono un memorandum segreto che riconosceva la necessità nipponica di colonizzare la Corea, in cambio del controllo americano sulle Filippine. Nell’articolo si legge:”La nostra Repubblica sarà più dura, qualunque sia la sua azione, il lancio dell’icvm Hwasong-14 e dell’Irbm Hwasong-12 è un pesante avvertimento non solo per gli Stati Uniti, ma anche per il suo cieco seguace Giappone, in quanto rappresentano gravi minacce alla nostra sovranità e ai nostri diritti alla vita e allo sviluppo”. (agg. di Dario D’Angelo)

L’ANNIVERSARIO DEL 9 SETTEMBRE

La data cerchiata di rosso sui calendari degli strateghi del Pentagono – e non solo – è quella del 9 settembre. Esattamente fra sei giorni, infatti, ricorrerà il 69esimo anniversario della fondazione della Repubblica Democratica Popolare di Corea. Come riportato da Il Giornale, in patria questa festa è molto sentita, al punto che viene spesso salutata con maestose parate militari, in piena osservanza di quella linea megalomane che è uno dei tratti distintivi del regime di Kim Jong-un. La preoccupazione per una nuova prova di forza da parte di Pyongyang in occasione del 9 settembre poggia anche su un ricorso storico recente. Il 9 settembre 2016, infatti, la Corea del Nord effettuò il suo quinto ed ultimo test nucleare e appare quanto meno scontato che trovandosi impegnata in un’escalation di provocazioni verso Usa, Giappone e Corea del Sud, il leader nordcoreano non perderà l’occasione di celebrare l’ascesa del presidente eterno Kim Il Sung con una prova muscolare. Il timore degli analisti è che un eventuale sesto test nucleare inneschi un qualche tipo di risposta militare convenzionale da parte degli Usa e dei suoi alleati che farebbe sfociare il conflitto in quella che la storia ricorderebbe come Terza Guerra Mondiale.

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