“DIO VI AMA, POTETE CAMBIARE”/ Il perdono del vescovo copto ai terroristi Isis che hanno ucciso 100 cristiani

- Silvana Palazzo

Il vescovo copto Angaelos perdona i terroristi dell’Isis che hanno ucciso 100 cristiani che hanno ucciso 100 cristiani: “Dio vi ama, potete cambiare”. 

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Il vescovo copto perdona i terroristi Isis (Foto: LaPresse)

«Dio ti ama, il Creatore ti ha creato a sua immagine e somiglianza, e ti ha dato la vita per fare cose molto grandi». Così si è rivolto il vescovo copto Angaelos ai terroristi islamici che hanno ucciso oltre 100 cristiani egiziani nell’ultimo anno. Un messaggio di amore e speranza quello rivolto dal capo della Chiesa copta britannica. Il perdono può rappresentare un nuovo punto di partenza per chi ha commesso crimini atroci: «Siete amati da me e da milioni di persone come me, perché crediamo nel cambiamento», ha aggiunto Angaelos, che recentemente aveva ospitato il papa copto Tawadros II. Il mondo, secondo il vescovo copto, va guardato attraverso gli occhi di Dio. Quello che ha lanciato è sicuramente un messaggio molto difficile da condividere: è difficile perdonare chi sparge il terrore e commette delle atrocità. «Ma si può creare un’ombra di dubbio nella mente di coloro che vogliono infliggere dolore e causare danni», ha spiegato il vescovo copto Angaelos.

IL MESSAGGIO DI SPERANZA RIVOLTO AI TERRORISTI

Secondo la Chiesa copta ortodossa europea, da dicembre sono stati assassinati almeno 117 cristiani copti in tutto l’Egitto. Una campagna del terrore cominciata nel dicembre 2016 con il bombardamento della Chiesa di San Pietro nel Cairo, poi sono seguiti i bombardamenti  a Tanta e Alessandria durante la Domenica delle Palme, passando per l’attacco ai pellegrini che stavano visitando il monastero di Minya. Attacchi mirati contro i cristiani copti che sono stati rivendicati dall’Isis. Nonostante ciò il vescovo copto Angaelos ha dichiarato che «il dolore è per la perdita delle persone, per la mentalità che porta a compiere questi tipi di crimini». E poi ha evidenziato la reazione degli egiziani: «Storicamente dopo questi attacchi c’è rabbia, emergono proteste pubbliche, ma non ci sono state ritorsioni o vendette. E siamo molto grati per questo», ha spiegato  Angaelos a The Christian Post. «Il fatto che l’Isis abbia rivendicato questi attacchi non li rende più o meno dolorosi», ha concluso il vescovo copto.



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