MALTRATTAMENTI SU DISABILE/ Schiaffi e umiliazioni su 23enne: il video che incastra gli OSS

- Dario D'Angelo

Maltrattamenti su disabile: Livorno, due operatori socio sanitari erano stati arrestati a marzo. Oggi i carabinieri hanno diffuso il video di quel che facevano ad un povero disabile 23enne

disabile_maltrattamenti_livorno_carabinieri
Il giovane disabile maltrattato (Foto da Carabinieri)

Di quel ragazzo sfortunato avrebbero dovuto occuparsi con cura e pazienza, ma i due operatori socio-sanitari della cooperativa di Livorno che hanno maltrattato un disabile di 23 anni prima di essere arrestati dai carabinieri, mancavano forse della sensibilità e dell’umanità necessaria a comprendere il delicato ruolo che erano chiamati ad interpretare. Non si può spiegare altrimenti il comportamento che un video diffuso oggi dai carabinieri ha definitivamente messo in luce. Botte, schiaffi, spintoni, umiliazioni: i due OSS chiamati ad assistere il giovane disabile nel suo appartamento di Livorno per conto di un’associazione convenzionata con il Comune, al 23enne non hanno risparmiato niente. Nelle immagini choc diffuse dai carabinieri, si vede il povero disabile mentre viene sballotato da una parte all’altra, ripetutamente colpito con schiaffi anche alla testa, perfino costretto a leccare la suola delle scarpre dei suoi aguzzini, un OSS di 28 anni e la sua collega di 58. Messi di fronte a queste immagini dovrebbero provare vergogna, ma non siamo certi ne saranno in grado. Cliccate qui per il video dei maltrattamenti su disabile.

“SALVATO” DALLA MADRE

E chissà quanto ancora sarebbero proseguiti i maltrattamenti sul disabile di Livorno se la mamma del 23enne, che pensava di avere messo in buone mani il proprio figlio, non si fosse accorta della presenza di alcuni segni comparsi sul corpo del ragazzo. I carabinieri, dopo essere allertati dalla donna, hanno posizionato delle microspie nell’appartamento e, dopo aver assistito alle violenze quanto bastava ad incriminare gli OSS, hanno arrestato il 28enne e la 58enne in flagranza di reato. I due nei giorni scorsi hanno chiesto il patteggiamento: due anni di reclusione e pena sospesa. Nella vicenda, come riporta l’Ansa, è coinvolta anche una terza operatrice, anche lei denunciata, che ha deciso di essere giudicata con il rito ordinario per dimostrare la propria estraneità ai fatti. Nel frattempo la speranza è che il giovane disabile abbia trovato la tranquillità di cui la sua situazione necessità.



© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori