BENVENUTI NELL’ERA DEL POST-CRISTIANESIMO/ Usa e Gran Bretagna, il declino religioso preoccupa la Chiesa

Benvenuti nell’era del post-cristianesimo: il declino religioso in Usa e Gran Bretagna preoccupa la Chiesa. Gli studi del Barna Group e del Centro Nazionale per la Ricerca Sociale

06.09.2017 - Silvana Palazzo
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Fedeli in preghiera, dettaglio (Pixabay)

Il cristianesimo è in declino? L’allarme è stato lanciato negli Stati Uniti da uno studio della società californiana Barna Group, secondo cui la partecipazione religiosa, la fede in Dio e la lettura della Bibbia stanno calando. L’influenza della religione nella vita pubblica sta lentamente diminuendo, quindi la Chiesa americana non sembra più avere quell’autorità culturale che aveva in passato. Si può dunque parlare di una nuova era “post-cristiana” per gli Stati Uniti. L’indagine è stata condotta dal 2011 al 2016 e ha coinvolto più di 76mila persone a livello nazionale: è emerso che in 10 città americane almeno metà popolazione è poco religiosa e seguace dei principi cristiani. Dalla ricerca sono emerse anche altre informazioni interessanti: c’è ad esempio un divario generazionale, per il quale i giovani hanno più probabilità di essere post-cristiani. Le preferenze politiche incidono comunque in maniera significativa: i conservatori sono più religiosi. Dati alla mano, il 48% degli intervistati del Barna Group sono post-cristiani. 

LA NUOVA MISSIONE DELLA CHIESA

La ricerca ha anche delineato una classifica delle 10 città entrate in questa nuova era post-cristiana: sono le aree geografiche di Portland-Auburn, Maine (57%); Boston, Massachusetts-Manchester, New Hampshire (56%); Albany-Schenectady-Troy, New York (54%); Providence, Rhode Island-New Bedford, Massachusetts (53%); Burlington. Sebbene le conclusioni dello studio non abbiano convinto le diocesi americane, perché le domande richiedevano un livello elevato di “alfabetizzazione religiosa”, hanno comunque riconosciuto che il cristianesimo è in declino anche a causa del fallimento dell’evangelizzazione da parte di tutte le confessioni. Per Maria Beth Coates, direttrice della diocesi di Buffalo, più che parlare della fine del cristianesimo si può parlare di una nuova era che propone alla Chiesa una nuova missione. La Chiesa deve quindi trovare modi pertinenti e più rapidi per trasmettere i valori del Vangelo alle nuove generazioni. Negli Stati Uniti, infatti, il post-cristianesimo è legato anche ai numerosi scandali che hanno coinvolto la Chiesa, a partire da quelli sessuali. 

CRISTIANESIMO IN CRISI: IL CASO BRITANNICO

Il fenomeno è diffuso anche in Gran Bretagna. Uno studio condotto dal Centro Nazionale per la Ricerca Sociale ha scoperto che più della metà dei britannici non si considerano religiosi. La ricerca ha coinvolto 2.942 persone: il 53% di loro ha dichiarato di non avere alcuna affiliazione religiosa. Il declino risulta più preoccupante tra i giovani di 18-25 anni: si arriva al 71%. Allarmanti anche i dati sugli anglicani: in meno di due decenni sono crollati del 50%. Solo il 15% si identifica come anglicano, contro il 30% del 2000. Tra i minori di 24 anni la percentuale è del 3% contro il 40% degli ultrasettantacinquenni. Il numero dei cattolici invece è rimasto stabile: al 10% come negli ultimi trent’anni. Il calo riguarda ogni fascia d’età. Anche la Chiesa britannica dunque si trova a dover affrontare questa sfida moderna: per il vescovo anglicano di Liverpool, Paul Bayes, bisogna parlare chiaramente della fede visto che questa epoca è dominata dallo scetticismo. 

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