MORBILLO PARTY/ L’esercito dei No-Vax tra allarmismi e fake news: dai “bacilli santi” al “contagio naturale”

- Emanuela Longo

Morbillo Party: tra allarmismi e fake news, ecco come l’ercito dei no-vax sta intervenendo per tentare di boicottare la legge sui vaccini obbligatori in Italia.

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Morbillo party, il finto evento pubblicato su Facebook

In contemporanea al decreto legge dello scorso giugno sui vaccini obbligatori, su Facebook nasceva un gruppo privato che radunava circa 400 iscritti, tutti rigorosamente No-Vax. I membri, genitori di bimbi non vaccinati, erano partecipanti di chat private, presunti eventi pubblici e moduli fai da te, tutti orientati ad un unico scopo, come citava la descrizione stessa del gruppo sul celebre social network: “permettere incontri tra bimbi al fine di immunizzare in modo naturale e a vita il proprio figlio”, proprio “come una volta”. L’uso del passato è d’obbligo poiché, come scrive Davide Lessi per La Stampa, il suddetto gruppo Facebook sarebbe stato segnalato alla polizia postale dal Garante per l’infanzia e l’adolescenza delle Marche e da allora non è più attivo. L’idea centrale coltivata dai partecipanti di questa numerosa piazza virtuale, era quella di far incontrare i bambini tra loro al fine di far diffondere “naturalmente” il virus. Una sorta di “morbillo party”, dunque. Non a caso, oltre a scambiarsi informazioni, i vari membri erano soliti chiamare i batteri da sfruttare per il contagio con l’espressione “bacilli santi”.

LA PROMOTRICE DEL GRUPPO FACEBOOK: “DECRETO INCOSTITUZIONALE”

La segnalazione da parte del Garante marchigiano, Andrea Nobili, sarebbe partita lo scorso agosto dopo aver appreso dell’esistenza di questa comunità che mirava alla trasmissione di malattie infettive tra i bambini per farli immunizzare “naturalmente”. Da qui, la necessità di segnalare tutto alla polizia postale. L’ex promotrice del gruppo Facebook, Rosanna Ielpo, ha voluto chiarire la sua posizione ed ha spiegato cosa l’avrebbe spinta a chiudere il gruppo: “Mi era stato fatto notare (in modo orribile) che il mio gruppo poteva essere in contrasto con la legge sull’epidemia”, ha spiegato. “Io so che non è così, ma mi dispiaceva che lo si pensasse. Trovavo tutto molto ingiusto e violento”, ha aggiunto. Il riferimento è all’articolo 368 del nostro Codice penale che prevede addirittura l’ergastolo per chi cagiona un’epidemia. Lei tuttavia non sposa affatto questa lettura e contattata via chat privata ha ribadito: “Ho chiuso e chiesto scusa. Ma il decreto è incostituzionale”. A concordare con la sua posizione sarebbero in tanti nelle Marche, dove in sette anni, dal 2008 al 2013, la copertura vaccinale per morbillo, parotite e rosolia ha registrato un calo del 13%. I No Vax, intanto, proprio in questi giorni starebbero facendo sentire la propria voce, in vista della data termine del 10 settembre, fissata dal ministero per certificare la vaccinazione dei bimbi da zero a sei anni. In tutta Italia ci sarebbero ben 18 regioni con referenti di Comilva, l’associazione che si basa sulla libertà delle vaccinazioni e che sta diffondendo moduli contenenti allarmismi o fake news. Come quella del morbillo party, in programma per il prossimo 9 settembre a Roma e descritta su Facebook come “un’allegra serata no-vax all’insegna della salute e della libertà di parola”.



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