Papa Francesco in Colombia/ Video, il viaggio del “pellegrino di pace”: il Santo Padre è atterrato

- Niccolò Magnani

Papa Francesco, il viaggio in Colombia: dal 6 all’11 settembre 2017, il viaggio del pellegrino di pace verso il Paese della frattura con le FARC. Un ex rivoluzionario chiede il perdono…

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Papa Francesco (LaPresse)

E’ atterrato intorno alle 23 italiane a Bogotà Papa Francesco, arrivato in Colombia per la sua visita pastorale che durerà fino a domenica 10 settembre. E’ il ventesimo viaggio all’estero dall’inizio del suo pontificato, terzo Papa di sempre a visitare la Colombia dopo Paolo Vi nel 1968 e Giovanni Paolo II nel 1986. Il lungo viaggio renderà il primo giorno di permanenza in Colombia di Papa Francesco praticamente privo di eventi ufficiali, a parte la breve cerimonia di benvenuto andata in scena al momento dell’atterraggio dell’aereo. Dopodiché la strada che accompagnerà il Santo Padre verso la nunziatura apostolica sarà lastricata già da centinaia di migliaia di fedeli. Dopo la tappa a Bogotà, il viaggio di Papa Francesco in Colombia da qui alla fine del weekend toccherà anche le città di Villavicencio, Medellin e Cartagena. Al suo arrivo nel paese sudamericano, il Santo Padre è stato accolto dal presidente della Repubblica colombiano Juan Manuel Santos Calderon, celebre per aver ricevuto nel 2016 il premio Nobel per la Pace per l’accordo coi narcotrafficanti delle Farc. (agg. di Fabio Belli) 

UN VIAGGIO SPECIALE PER IL SANTO PADRE

Papa Francesco alle ore 23.30 in Italia (le 15.30 a Bogotà) sbarcherà in Colombia per il Viaggio Apostolico numero 20 del suo pontificato: oggi ci sarà solo una cerimonia di benvenuto mentre nei prossimo giorni fino all’11 settembre Bergoglio incontrerà le varie realtà sociali ed ecclesiali della Colombia, oltre ai decisivi vertici con il Governo nel tentativo di condurre più da vicino quel collante, quel ponte tra lo Stato e la presenza ancora forte dell’esercito “parallelo” delle Farc. Tra pace e riconciliazione, un viaggio nel viaggio per Papa Francesco che accanto al presidente della Repubblica Juan Manuel Santos Calderon (premio Nobel per la pace nel 2016, autore dello storico accordo con l’ex guerriglia delle Farc) proverà a valutare da vicino il livello reale del dialogo per la pace in questo Paese funestato dalla guerra civile e dai sequestri. Ai giornalisti del seguito subito papale, subito dopo il decollo, papa Francesco ha detto che questo viaggio è «un po’ speciale perché è un viaggio per aiutare la Colombia ad andare avanti nel suo cammino di pace. Vorrei dire che sul volo sorvoleremo il Venezuela: vi chiedo una preghiera anche per il Venezuela perché si possa fare il dialogo e perché il Paese ritrovi una bella stabilità con il dialogo con tutti. Grazie per il vostro lavoro».

L’EX FARC CHIEDE PERDONO

Qui sotto trovate il videomessaggio lanciato da Papa Francesco a tutto il popolo colombiano per il viaggio in vista nei prossimi giorni, dalla pace fino al fragilissimo dialogo tra Farc e Stato nazionale: «Verrò come pellegrino di speranza e di pace, per celebrare con voi la fede nel nostro Signore e anche per imparare dalla vostra carità e dalla vostra perseveranza nella ricerca della pace e dell’armonia. La pace è quella che la Colombia cerca e per il cui conseguimento lavora da molto tempo – aggiunge il Pontefice in spagnolo nel video inviato all’Arcivescovo di Bogotà – Una pace stabile, duratura, perché possiamo vederci e trattarci come fratelli, non come nemici». Secondo Francesco la pace non è solo un elemento “politico” o “sociale” ma trasmette il senso chiaro e concreto che siamo «tutti figli dello stesso Padre che ci ama e ci conforta. Il mondo di oggi ha bisogno consiglieri di pace e di dialogo. Anche la Chiesa è chiamata a questo compito, per promuovere la riconciliazione con il Signore e con i fratelli, ma anche la riconciliazione con l’ambiente che è una creazione di Dio e che stiamo sfruttando in modo selvaggio». In una bella intervista rilasciata ad Avvenire alla collega Lucia Capuzzi, ha parlato l’ex ministro degli Esteri (carica ovviamente simbolica e non ufficiale) delle Forze Armate Rivoluzionarie Colombiane (FARC) per raccontare la sua storia abusi, tragedie in cui chiede il perdono Santo del Signore. «Né io, né alcun esponente delle Farc porta o porteremo più armi: Eliminiamo le armi dalla politica. Smettiamo di alimentare la vendetta. Proviamo a convivere con gli stessi diritti e doveri in questa patria chiamata Colombia. È uno sforzo che esige grande coraggio. E richiederà decenni. Da qualcosa, però, dobbiamo pur cominciare. Perciò abbiamo riconosciuto le nostre responsabilità nei confronti delle comunità vittime di abusi da parte della guerriglia. Non era nostra intenzione arrecare loro dolore, non l’abbiamo fatto con premeditazione. Non possiamo, però, negare che ci siano stati episodi deplorevoli. Di questo abbiamo chiesto perdono e siamo disposti a continuare a farlo».



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