PELLEGRINAGGIO SAN RICCARDO PAMPURI/ Milano-Trivolzio: la riflessione sul cristianesimo (9 settembre)

- Niccolò Magnani

Pellegrinaggio San Riccardo Pampuri, Milano-Trivolzio: domani 9 settembre la tradizionale camminata verso il Santuario. Orario, partenza, percorso e significato del gesto cristiano

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Pellegrinaggio Milano-Trivolzio verso san Riccardo Pampuri (Facebook)

Fedeli in cammino questa mattina per il pellegrinaggio San Riccardo Pampuri, partito da Milano e diretto a Trivolzio. Tante sono le occasioni di preghiera e riflessione, come quella sul significato del cristianesimo. Spesso viene vissuto come ricerca nei confronti di Dio, che può essere anche tentennante, ma in realtà è la ricerca di Dio nei nostri confronti. Lo ha spiegato Papa Francesco nell’udienza generale dello scorso 19 aprile, in un passaggio che verrà letto dai pellegrini: «Il cristianesimo è grazia, è sorpresa, e per questo motivo presuppone un cuore capace di stupore. Un cuore chiuso, un cuore razionalistico è incapace dello stupore, e non può capire cosa sia il cristianesimo». Bergoglio, dunque, ha spiegato che il cristianesimo è grazia che si può incontrare nello stupore dell’incontro, ma ha anche rassicurato i fedeli riguardo il legame indissolubile con Gesù, che «ci ha presi, ci ha afferrati, ci ha conquistati per non lasciarci più». (agg. di Silvana Palazzo)

LA SANTA MESSA DOPO UN CAMMINO DI PREGHIERA

Il giorno del pellegrinaggio di San Riccardo Pampuri è arrivato: gli organizzatori hanno fissato il ritrovo alle 6:00 per la partenza in Pullman per quanti avevano necessità di arrivare ad Assago, dove l’incontro è avvenuto all’incrocio Alzaia Naviglio Pavese con via Gran S. Bernardo. Il pellegrinaggio al Santo di Trivolzio ha mosso i primi passi alle 7, quindi queste sono ore di cammino e preghiera per i fedeli, che alle 12 parteciperanno alla Santa Messa a Trivolzio. Una mattinata, dunque, all’insegna della preghiera. Una lettura proposta è il messaggio di Papa Francesco in occasione della XXXII Giornata mondiale della gioventù: «Ci accompagnerà in questo cammino la Vergine Maria, colei che tutte le generazioni chiamano beata. Ci farà meditare sulla carità piena di coraggio con cui la Vergine accolse l’annuncio dell’angelo». Durante il pellegrinaggio di San Riccardo Pampuri, dunque, i fedeli avranno modo di meditare anche sul fatto che la vita possa diventare uno strumento per migliorare il mondo. Del resto è a questo che pone attenzione il Signore: «Quando ci chiama, non si ferma a ciò che siamo o a ciò che abbiamo fatto. Al contrario, nel momento in cui ci chiama, Egli sta guardando tutto quello che potremmo fare, tutto l’amore che siamo capaci di sprigionare». (agg. di Silvana Palazzo)

IL ROSARIO E LA PREGHIERA DEL PAPA

Durante il pellegrinaggio saranno molti i momenti di lettura, riflessione e preghiera scanditi dalla recita delle Decine del Rosario, strumento di ausilio all’invocazione e intercessione della Madonna per tutti i figli peccatori della Chiesa Universale. Tra le varie letture proposte per prepararsi al Pellegrinaggio al Santo di Trivolzio – come del resto anche per il cammino da Macerata a Loreto in corso ogni anno ai primi di giugno – gli organizzatori hanno proposto un particolare messaggio inviato da Papa Francesco per il pellegrinaggio di Loreto del 2013: rosario, cammino e l’invito alla preghiera, in quelle poche righe è espresso il grande cammino che ogni uomo e donna singolarmente possono far loro durante i 20 km verso San Riccardo Pampuri. «So che camminerete …, recitando il Santo Rosario, cantando insieme, guidati. È bello questo perché è il paradigma della vita. Tutta la vita è un pellegrinaggio. L’importante è l’incontro con Gesù in questa strada della vita, l’incontro con Lui, e questo ti dà la fede, perché è proprio Lui che te la dà. Lasciatevi guidare da Gesù, lasciatevi guidare da Gesù! Tante volte anche per noi la fede è un presupposto ovvio del vivere: diciamo “io credo in Dio” – e va bene –, ma come vivi tu questo nella strada della vita? È necessario che la fede diventi un’esperienza presente».

LA STORIA DEL SANTO DI TRIVOLZIO

In vista del pellegrinaggio, approfondiamo la figura di questo straordinario Santo della Chiesa italiana nel Novecento: San Riccardo Pampuri, al secolo in realtà Erminio Pampuri, ha cambiato nome quando è divenuto parte dell’Ordine dei Fatebenefratelli, è divenuto uno dei santi più invocati e pregati per le guarigioni “impossibili”. Dopo la morte, la fama di santità, che riscuoteva in vita, si diffuse largamente in Italia, in Europa e negli altri continenti. Molti fedeli ottenevano da Dio grazie segnalate, anche miracolose, per sua intercessione. Approvati i due miracoli presentati, venne beatificato da sua Santità Giovanni Paolo II il 4 ottobre 1981. Poi, riconosciuta miracolosa la guarigione avvenuta il 5 gennaio 1982 ad Àlcadozo (Àlbacede, Spagna) per l’intercessione del Beato Riccardo Pampuri, venne approvato il miracolo. Nella festività di Tutti i Santi, 1° novembre 1989, è solennemente canonizzato: decimo di 11 figli, deve tutta la sua esistenza dedicata alla medicina e alla malattia per via del grande affetto che nutriva per suo zio Carlo, medico e tra i primi “maestri” del giovane San Riccardo. A soli 24 anni, è medico destinato alla condotta di Morimondo, 1800 abitanti, sparsi in cascinali di campagna, nella bassa milanese. E’ chiamato il “dottorino” e spesso non accetta nulla come onorario, anzi, porta ancora lui i medicinali e il denaro necessario alle famiglie più povere. Poi l’ingresso nell’Ordine per l’assistenza agli infermi e gli ultimi anni di vita tra malattia e sacrifici offerti alla sempre viva testimonianza del Vangelo di Cristo, il ‘medico” di anime cui tutto San Riccardo Pampuri ha dedicato e offerto, fino alla vita. Come ricorda anche il Vaticano nella sua pagina dedicata al santo di Trivolzio, «Ai giovani contemporanei egli rivolge l’invito a vivere gioiosamente e coraggiosamente la fede cristiana; in continuo ascolto della parola di Dio, in generosa coerenza con le esigenze del messaggio di Cristo, nella donazione verso i fratelli. Ai medici, suoi colleghi, egli rivolge l’appello che svolgano con impegno la loro delicata arte, animandola con gli ideali cristiani, umani, professionali, perché sia un’autentica missione di servizio sociale, di carità fraterna, di vera promozione umana».

“LIETI CAMMINIAMO PERCHÈ TU, CRISTO, VIVI”

“Lieti camminiamo perché tu, o Cristo, vivi”: domani 9 settembre 2017 si tiene l’ormai tradizionale Pellegrinaggio Milano-Trivolzio dedicato alla figura e alla preghiera di San Riccardo Pampuri. È il 15esimo anno consecutivo che la Comunità Cristiana nata dalla guida e testimonianza di Don Carlo Casati, a Milano quartiere QT8, si riunisce prima dell’inizio dell’anno scolastico per un pellegrinaggio a piedi fino alla terra natale del Santo vissuto e operante come medico proprio a Trivolzio (tra Milano e Pavia). Per la quindicesima volta quest’anno Don Carlo, i suoi parrocchiani e i suoi amici affronteranno i poco meno di 20 km che separano Assago da Trivolzio, col passo scandito dalla recita del Rosario, dall’ascolto delle intercessioni e delle testimonianze per dare «un nuovo slancio alla ripresa degli studi e all’attività lavorativa dopo le vacanze estive» come recita il portale online dedicato al Pellegrinaggio da San Riccardo. È una tradizione che si snoda ormai da tanti anni lungo le strade della Bassa Padana nata proprio con l’intenzione di offrire il sacrificio del cammino e dedicare la propria personale fatica quotidiana all’intercessione del Santo cristiano nato, vissuto e morto per testimoniare la fede al servizio dei più poveri e dei malati.

«Voglio servirti mio Dio, per l’avvenire, con perseveranza e amore sommo: nei miei superiori, nei confratelli, nei malati tuoi prediletti; dammi grazia di servirli come servissi Te», con queste parole Erminio Pampuri chiese nel lontano 1928 di entrare a far parte dell’Ordine per l’Assistenza agli infermi tra in Fatebenefratelli. Assume il nome di Riccardo in onore del parroco di Trivolzio sua guida spirituale: purtroppo ancora giovane diventa assai fragile di salute, divorato dalla pleurite e dalla febbre. Muore il 1° maggio 1930: da allora la Chiesa, dopo anche la canonizzazione voluta da San Giovanni Paolo II, Trivolzio è meta di pellegrinaggi grazie ai tanti piccoli o grandi miracoli che San Riccardo ha compiuto nel corso degli anni.

ORARIO, PARTENZA E PERCORSO

«Ci sono poi coppie che ottengono la nascita di figli, ci sono giovani e ragazze che non solo ottengono aiuto per gli esami o per il lavoro, ma anche per trovare il compagno o la compagna giusta per tutta la vita. In particolare moltissimi vengono a chiedere aiuto per capire il piano che Dio ha su di loro e corrispondere al suo disegno»: con questi obiettivi e con queste “offerte” nel cuore il popolo che si muove ogni anno da Milano a Trivolzio è sempre più numeroso. Sul fronte dell’organizzazione anche quest’anno il pellegrinaggio si snoderà con pochi e semplici gesti: si parte domani mattina alle ore 7 da Assago, all’incrocio con l’alzaia del Naviglio con Via San Bernardo. Il cammino durerà non più di 3-4 ore e dopo l’arrivo è prevista la Santa Messa conclusiva presso la Chiesa di Trivolzio, alle ore 12 in punto. A questo indirizzo online trovate poi tutto il libretto che servirà durante il Pellegrinaggio e dove troverete scandite preghiere, rosari e canti della tradizione cristiana con alcuni pensieri scritti in questi anni da Don Carlo Casati, parroco storico della comunità di QT8.

Qui invece si trova l’intero percorso di cammino che si terrà domani mattina lungo il tragitto di circa 20 km da Milano fino a Trivolzio: a tutti i partecipanti che si sono iscritti in questi giorni al Pellegrinaggio di San Riccardo Pampuri, la frase che è stata consegnata loro e che troviamo anche sul portale online dell’iniziativa, riguarda un pensiero di Papa Francesco rivolto proprio al tema importante del pellegrinaggio religioso. «Il pellegrinaggio é un simbolo della vita. Se una persona non cammina e rimane ferma, non serve, non fa nulla. Canta e cammina e se sei caduto, alzati: c’é la carezza della misericordia di Gesù che perdona tutto, e lì é la gioia, la gioia di quell’incontro con Gesù».

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