Ylenia Bonavera/ 22enne bruciata dall’ex a Messina: Alessio Mantineo condannato a 12 anni per tentato omicidio

- Emanuela Longo

Ylenia Bonavera, bruciata viva a Messina dall’ex fidanzato Alessio Mantineo: condannato a 12 anni di reclusione, due in più rispetto a quelli chiesti dal pm.

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Ylenia Bonavera

Il gup di Messina si è espresso nella giornata odierna in merito alla posizione di Alessio Mantineo, il giovane che un anno fa diede fuoco, ustionandola gravemente, alla fidanzata 22enne Ylenia Bonavera. A dispetto dei dieci anni di carcere che erano stati chiesti dal pm Antonio Carchietti, il giudice Salvatore Mantineo ha deciso di condannarlo a due anni in più, 12, per il tentato omicidio della ragazza, sua ex fidanzata e che aspettava un bambino da lui. A riferirlo è l’edizione palermitana di Repubblica.it, che rievoca le conseguenze di quell’aggressione avvenuta nella notte a cavallo tra il 7 e l’8 gennaio di un anno fa, quando Mantineo la raggiunse a casa gettandole addosso una bottiglia di benzina dandole fuoco. Ylenia se la cavò fortunatamente con ustioni nella parte bassa del corpo ma perse il bambino che portava in grembo. Nonostante questo, tentò di scagionarlo anche se la madre cercò invano di farla ragionare sull’accaduto e sulle responsabilità del ragazzo. Il giudice non ha chiaramente creduto alla versione della Bonavera che proprio un mese fa si presentò in aula, nel corso del processo a carico di Alessio, tentando di scagionarlo e dichiarandosi ancora follemente innamorata di lui.

YLENIA BONAVERA, BRUCIATA VIVA DALL’EX: TENTÒ DI SCAGIONARLO IN AULA

Non bastò la violenta aggressione ad allontanare Ylenia Bonavera dal suo aggressore: la giovane, infatti, in aula smentì le responsabilità del ragazzo oggi condannato, asserendo, come riporta Repubblica: “Non è stato Alessio, non ho visto chi era, aveva un cappuccio, ma non era Alessio”. Eppure, subito dopo l’agguato fu la stessa 22enne a riferire alla madre ed ai vicini di casa l’autore dell’aggressione, descrivendo l’inquietante scena. Alessio Mantineo, secondo il racconto dell’ex, aveva bussato alla porta di casa e le aveva poi scagliato addosso una bottiglia di benzina addosso prima di darle fuoco. Ad incastrare Mantineo furono anche le telecamere di videosorveglianza di un distributore di benzina che immortalarono il giovane in piena notte, poco prima dell’agguato, nell’atto di riempire una bottiglia di plastica da un litro di benzina. Lui si giustificò asserendo che gli serviva per il motorino, ma l’episodio fu ritenuto troppo sospetto e poco credibile. Oggi, in seguito alla sentenza di condanna si è espressa anche la madre di Ylenia, Anna Giorgio, che ha commentato: “Penso che sia una sentenza giusta perché mia figlia è viva, sono soddisfatta”. La difesa di Mantineo, invece, auspicava in una sentenza di assoluzione ma alla luce degli esiti attende fiduciosa l’appello.



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