NAPOLI, SOLDATI ACCERCHIATI DALLA BABY-GANG/ I militari:”Sono peggio dei camorristi”

- Dario D'Angelo

Napoli, soldati accerchiati dalla baby-gang: sabato sera sul lungomare 3 ragazzi hanno provato a rifugiarsi in una camionetta dei militari ma il branco non si è fermato neanche così..

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Per rendersi conto dell’emergenza baby-gang a Napoli basta prendere conoscenza delle impressioni dei militari schierati per l’operazione “strade sicure”, i soldati che ogni giorno si trovano a fronteggiare bande di ragazzini, spesso bambini, finendo per essere accerchiati e impotenti come accaduto sabato sera. Il Corriere del Mezzogiorno, che ha riportato il pestaggio da parte del branco ai danni di 3 giovani avvenuto sul Lungomare, ha raccolto le testimonianze di un militare che pattuglia proprio quella zona. Ecco cos’ha raccontato:”Sanno bene cosa fare quando ci vedono, conoscono alla perfezione le nostre regole di ingaggio: sanno che non potremmo mai arrestarli. Noi siamo addestrati per affrontare terroristi, abbiamo fatto scuole nelle quali ci hanno insegnato a mantenere la calma in situazione di estremo pericolo, ma qui a Napoli ci vogliono leggi speciali. Questi ragazzini sono peggio dei camorristi e adesso qui comandano loro”. (agg. di Dario D’Angelo)

SOLDATI ACCERCHIATI A NAPOLI

Non si fermano neanche in presenza dello Stato le baby-gang che negli ultimi mesi stanno tenendo Napoli sotto scacco. Ne è la prova quanto accaduto sabato sera sul Lungomare, quando 3 amici di San Giovanni a Teduccio, periferia est di Napoli, sono stati picchiati selvaggiamente dal branco nonostante fossero riusciti a rifugiarsi nei pressi di una camionetta occupata da due soldati dell’operazione “strade sicure”. Secondo quanto riportato da Il Corriere del Mezzogiorno, tutto sarebbe nato da uno sguardo di scherno di troppo lanciato da uno dei 3 giovani all’indirizzo di una ragazza sul lungomare, definita la “regina del gruppo”, che in quel momento indossava una pelliccia fucsia. Proprio lei avrebbe richiamato l’attenzione degli amici della sua compagnia, fomentando gli animi al punto che in 30 si sarebbero lanciati all’inseguimento dei 3 ragazzi con l’intento di regolare i conti. Quel che colpisce, però, è che non si siano fermati neanche dinanzi ai soldati che, in minoranza, hanno finito per essere accerchiati da alcuni componenti della baby-gang, mentre gli altri continuavano a picchiare i malcapitati.

PICCHIATI SENZA MOTIVO

Il racconto di quanto accaduto sul Lungomare di Napoli pochi minuti prima della mezzanotte di sabato sera è a dir poco agghiacciante. Secondo Il Corriere del Mezzogiorno, la baby-gang era composta da una trentina di elementi di età compresa fra i 10 e i 15 anni, non di più. Il loro modus operandi è quanto di più simile ad una strategia militare: si colpisce in tanti per fare più male e soprattutto per sgattaiolare e disperdersi più facilmente quando arrivano le forze dell’ordine. Un po’ come avvenuto sabato: quando i militari sono riusciti a chiedere rinforzi via radio, all’arrivo dei carabinieri un elemento del branco rimasto di vedetta ha fatto scattare il rompete le righe e tutti si sono dati alla fuga. Questo, però, soltanto dopo aver picchiato i 3 amici, mentre altri due tenevano a bada i militari – armati di kalashnikov – consentendo agli altri di effettuare il lavoro sporco. Al sentire delle sirene dei carabinieri, questi malviventi in erba si sono dileguati. E lasciano un senso di impotenza le parole delle 3 vittime:”Erano tanti, non abbiamo fatto niente, veramente non abbiamo fatto nulla“.

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