ANTONELLA LETTIERI/ Salvatore Fuscaldo condannato a 30 anni, sguardo basso in aula durante la sentenza

- Emanuela Longo

Antonella Lettieri, oggi la sentenza a carico di Salvatore Fuscaldo: condannato a 30 anni al termine del processo di primo grado con rito abbreviato. Le parole delle sorelle della vittima.

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Antonella Lettieri

Le sorelle di Antonella Lettieri, intervenute oggi a Pomeriggio 5, si sono dette soddisfatte per la sentenza di condanna a 30 anni di carcere a carico di Salvatore Fuscaldo, sebbene avessero preferito di gran lunga l’ergastolo. La condanna è giunta al termino del primo grado con rito abbreviato e, per legge, non poteva contemplare il carcere a vita. In aula, in attesa della pronuncia della sentenza da parte del giudice di Crotone era presente anche l’assassino reo confesso il quale, secondo il racconto della sorella di Antonella, non avrebbe rivolto neppure uno sguardo ai parenti della vittima. “Non ci ha guardato neanche in faccia, era passivo, lì con gli occhi bassi”, ha dichiarato. La famiglia naturalmente ancora non riesce a darsi pace per quanto accaduto e per la violenza che Fuscaldo ha scaricato sulla 42enne, massacrandola in modo incredibile. Dopo aver letto le carte, le stesse sorelle hanno appreso la verità sulle ferite inflitte dall’uomo, il quale l’avrebbe colpita persino sulla bocca pur di non farla parlare: “Non si riconoscevano nemmeno le mani”, hanno raccontato. In una intervista a Silvia, sorella gemella di Antonella, la donna ha continuato a domandarsi: “Perché tutta questa crudeltà su questa povera ragazza?”. Rita ha infine concluso: “la sentenza è giusta, Fuscaldo l’ha massacrata in modo crudele 30 anni per me sono pochi perché mia sorella non me la ridarà più nessuno. Però ringraziamo l’avvocato e il pm”. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

DELITTO ANTONELLA LETTIERI: LA SENTENZA

E’ giunta nel primo pomeriggio di oggi la sentenza di primo grado del processo con rito abbreviato a carico di Salvatore Fuscaldo, l’agricoltore 50enne di Cirò Marina accusato del delitto di Antonella Lettieri. La donna era stata uccisa l’8 marzo 2016, nel giorno della festa della festa della donna con 20 coltellate ed alcuni colpi di spranga e rinvenuta senza vita all’interno della sua abitazione. Dopo il delitto, messo alle strette dagli inquirenti i quali avevano subito dubitato di lui, Salvatore Fuscaldo vuotò il sacco confessando di essere stato lui ad uccidere la donna, commessa e sua vicina di casa. Alla base dello spietato delitto ci sarebbe stata l’estrema gelosia che l’uomo avrebbe nutrito nei confronti di Antonella, migliore amica della moglie. A suo dire, tra i due vi era una relazione segreta ma la Lettieri lo aveva minacciato di rivelare a tutti il loro segreto se solo non le avesse dato dei soldi. Di fronte alle continue richieste, secondo le dichiarazioni di Fuscaldo, avrebbe perso la testa, uccidendola. Per gli inquirenti, invece, l’omicidio sarebbe stato ampliamente premeditato. Oggi il caso di cronaca che ha sconvolto l’intera Calabria e non solo per la sua efferatezza torna al centro della trasmissione Pomeriggio 5 alla quale interverranno le sorelle di Antonella Lettieri per commentare la sentenza appena emessa a carico di Fuscaldo.

SALVATORE FUSCALDO CONDANNATO A 30 ANNI DI RECLUSIONE

E’ stato condannato a 30 anni di reclusione dal Gup di Crotone Francesca Familiari, Salvatore Fuscaldo, assassino reo confesso di Antonella Lettieri. Si è concluso pochi minuti fa il processo di primo grado con rito abbreviato a carico del 50enne. Era lo scorso novembre quando Fuscaldo nel corso dell’udienza aveva reso dichiarazioni spontanee chiedendo scusa ai familiari della vittima scatenando l’ira delle sorelle, da sempre in prima linea affinché sia fatta giustizia. “Scusa? Vogliamo giustizia”, avevano asserito in quella occasione. Proprio loro, Caterina, Rosa, Nadia, Rita e la sorella gemella di Antonella, Silvia, si erano costituite parti civili. All’assassino reo confesso la procura di Crotone aveva contestato l’omicidio aggravato dalla premeditazione e la crudeltà. Alla fine, il giudice si è espresso condannandolo alla pena massima prevista dal rito speciale che garantisce lo sconto di un terzo della pena. “Siamo rimasti soddisfatti, l’ergastolo a lui non gli si poteva dare perché gli era stato accettato il rito abbreviato”, ha commentato in collegamento con Pomeriggio 5 una delle sorelle di Antonella.



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