Furbetti del cartellino all’Agenzia Dogane/ Roma, 12 indagati: 209 ore di lavoro retribuite e non svolte

- Silvana Palazzo

Roma, furbetti del cartellino all’Agenzia Dogane: 12 indagati, 209 ore di lavoro retribuite e non svolte, danno di migliaia di euro all’amministrazione. Le ultime notizie sull’inchiesta

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Carabinieri (LaPresse)

Lo scandalo dei “furbetti del cartellino” travolge l’Agenzia delle Dogane di Roma 1. Dodici dipendenti sono infatti indagati per truffa aggravata e falsa intestazione. I carabinieri stanno eseguendo nei loro confronti un’ordinanza di applicazione della misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria emessa dal Tribunale di Roma. Attraverso filmati e pedinamenti è stato possibile scoprire che gli indagati uscivano per compiere commissioni private, lasciando il badge ad un collega che attestava invece l’uscita al termine dell’orario di lavoro. Le ore di lavoro retribuite ma non effettivamente svolte sono 209, per un danno di migliaia di euro. Questa pratica – sostengono gli investigatori – permetteva agli impiegati dell’Agenzia delle Dogane di Roma 1 di svolgere mansioni private e intrattenersi in esercizi pubblici, pur risultando in servizio e continuando quindi a percepire il compenso previsto dal contratto di lavoro.

ROMA, FURBETTI DEL CARTELLINO ALL’AGENZIA DOGANE: 12 INDAGATI

Risale al settembre 2016 l’inchiesta condotta dai carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Eur e della stazione Garbatella per scoprire i “furbetti del cartellino” dell’Agenzia delle Dogane di Roma 1. Stando a quanto riportato dall’Ansa, è stato possibile effettuare gli accertamenti grazie all’installazione di un sistema di videoriprese all’interno dell’Ufficio Pubblico e con diversi pedinamenti. C’era chi andava a fare la spesa, chi invece in palestra e addirittura chi svolgeva un secondo lavoro. Gli uffici dei dipendenti sono stati anche perquisiti. Le prove portate dai carabinieri, coordinati dal procuratore aggiunto di Roma Paolo Ielo e dal pm Mario Palazzi, sono granitiche. Ora devono rispondere delle accuse di truffa aggravata e falsa attestazione.



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