CONTROLLORE PICCHIATO E CONDANNATO/ Treviso, il capotreno pronto al ricorso: “Non sono razzista”

- Silvana Palazzo

Treviso, controllore picchiato e condannato: fece scendere dal treno passeggero senza biglietto. Ora potrebbe essere nei guai anche per abuso d’ufficio, ma lui si prepara a fare ricorso

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Lapresse

Ha fatto scendere un immigrato nigeriano dal treno perché sprovvisto di biglietto regolare, si è beccato calci e pugni ed è stato pure condannato per tentata violenza privata. Il controllore protagonista di questa vicenda è Andrea Favaretto, che ora rischia di essere indagato per abuso d’ufficio. Il caso è diventato subito politico, ma intanto l’uomo è uscito allo scoperto per raccontare la sua versione. «Oh, io non sono razzista, faccio il mio lavoro e cerco di farlo bene con tutti, italiani o stranieri che siano», si è giustificato al Corriere della Sera. «Faremo certamente ricorso ma vorrei ricordare che c’è un procedimento per lesioni anche contro il nigeriano, che però risulta irreperibile», ha aggiunto l’avvocato Jenny Fioraso che con Giorgio Azzalini difende il controllore. Il nigeriano Amaechi Festus non è più in Italia, come risulta alla polizia di frontiera di Venezia. E infatti non si è neppure costituito parte civile. Chissà se sa che la giustizia italiana gli ha dato ragione. «A me invece ha dato torto… ma ho la coscienza a posto. Adesso la devo lasciare perché sono in servizio e il treno sta partendo», ha concluso il controllore. (agg. di Silvana Palazzo)

“HO FATTO SOLO IL MIO DOVERE”

Il Corriere della Sera è riuscito ad interpellare Andrea Favaretto, il capotreno che ha subito una condanna per aver fatto scendere dal convoglio in cui era in servizio un nigeriano senza biglietto, che l’ha anche aggredito. “Mi sono beccato calci e sberle per aver fatto rispettare le regole e sono stato pure condannato. È meglio che non ci pensi.” Questo il primo commento a una vicenda che sembra paradossale per il suo svolgimento e che ha già scatenato molte reazioni: “È andata così: il collega del regionale precedente mi aveva avvertito che in stazione c’erano dei nigeriani che aveva fatto scendere. Quando ho visto a bordo il passeggero gli ho chiesto il biglietto, ma lui era sempre al cellulare e non mi dava retta. Ho così pensato di prendere il suo borsone e portarlo a terra, in modo che scendesse anche lui. Mi ha seguito arrabbiato e mi ha preso a calci e sberle facendomi cadere gli occhiali. Io ho chiamato i carabinieri per poi risalire sul treno che doveva ripartire.” (agg. di Fabio Belli)

GARDINI: “VICENDA SURREALE”

Anche Elisabetta Gardini, capogruppo di Forza Italia al Parlamento Europeo, ha commentato la vicenda del controllore picchiato e condannato per aver fatto scendere dal treno un passeggero nigeriano senza biglietto sulla tratta Belluno-Padova. «Se si viaggia in treno senza il giusto biglietto, si paga la multa o si scende alla prima fermata. Non c’è scritto da nessuna parte che queste regole valgano solo per i cittadini onesti e docili». In effetti la cronaca è piena di casi di aggressioni a controllori e capotreni: «E poiché la realtà non è conforme al politicamente corretto, autori di queste aggressioni sono molto spesso persone che non avrebbero nessun titolo per essere sul territorio italiano», aggiunge Elisabetta Gardini, che auspica un esito diverso per la sentenza d’appello. «Non la conosco nei dettagli ma la vicenda che apprendo dalla stampa ha del surreale», prosegue il capogruppo di Forza Italia al Parlamento Europeo, esprimendo anche «solidarietà a tutte le donne e gli uomini che lavorano quotidianamente sui mezzi pubblici e alle loro famiglie». (agg. di Silvana Palazzo)

CONTROLLORE CONDANNATO, PARLA ZAIA

Montano le polemiche in Veneto per la condanna di 20 giorni, pena sospesa, inflitta ad un controllore per tentata violenza privata per aver costretto il migrante a non risalire a bordo. Dopo la sentenza è intervenuto il governatore del Veneto Luca Zaia, che si è scagliato contro la legislazione italiana. «Il fatto che il viaggiatore in questione sia straniero o italiano, bianco o di colore non ha alcuna rilevanza – ha precisato -. Ha rilevanza che di fatto viaggiava senza aver pagato od obliterato correttamente il biglietto. La vera questione da affrontare sono le leggi colabrodo vigenti in questo Paese, che in una intera legislatura il Parlamento non ha saputo modificare nella direzione della difesa della legalità invece che di un malinteso garantismo per chi non rispetta le regole del vivere civile». Il controllore a sua volta ha presentato denuncia contro lo straniero, accusandolo di averlo picchiato. (agg. di Silvana Palazzo)

LA REAZIONE DI SALVINI, “VI SEMBRA NORMALE?”

La condanna del giudice Raffaele Riposati al controllore Andrea Favaretto, che fece scendere dal treno un cittadino nigeriano ora espulso dall’Italia, sta facendo a dir poco discutere. Il capotreno è stato infatti condannato a 20 giorni di reclusione, pena sospesa, ma come se non bastasse gli atti sono stati trasmessi al pm affinché valuti l’ipotesi di abuso d’ufficio. Gli avvocati Jenny Fioraso e Giorgio Azzalini attendono ora le motivazioni della sentenza per presentare appello. «Non ci aspettavamo la condanna anche perché lo stesso pm aveva chiesto l’assoluzione per il capotreno per il reato di violenza privata per aver fatto scendere il nigeriano», hanno dichiarato al Corriere della Sera. E hanno riferito che il loro assistito è «stupito e addolorato per la condanna che ritiene ingiusta». Il capotreno aveva verificato il titolo di viaggio irregolare dopo che un collega aveva segnalato che il migrante era salito senza biglietto su un treno precedente. Stando alla ricostruzione dei legali del controllore, il nigeriano solo dopo essere stato fatto scendere dal secondo convoglio avrebbe obliterato il biglietto, cercando di far risultare che fosse stato convalidato prima della partenza.

Il leader della Lega Matteo Salvini ha twittato la notizia commentando «ma vi sembra normale?». Il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ha invece espresso solidarietà al controllore e ai lavoratori delle Ferrovie dello Stato,  «costretti a fronteggiare sempre più difficoltà per il solo fatto di compiere il loro dovere. Fatta questa doverosa premessa invito tutti, a cominciare dal legislatore, a chiedersi quali siano le cause reali che portano a certe situazioni». (agg. di Silvana Palazzo)

CONTROLLORE TRENITALIA PICCHIATO E CONDANNATO

Prima è stato picchiato da un passeggero nigeriano, poi è stato condannato da un giudice. Questo è quanto accaduto ad Andrea Favaretto, 51enne capotreno di Trenitalia. L’uomo è stato giudicato colpevole per violenza privata, ma è nei guai anche per abuso d’ufficio per aver fatto scendere un passeggero che non aveva mostrato un regolare biglietto di viaggio. La vicenda risale al 12 novembre 2014, quando su un treno che da Belluno viaggia in direzione Padova è presente il passeggero Anyanwu Festus Amaechi con un ticket chilometrico non regolare, non obliterato. Alla stazione di Santa Giustina il capotreno si avvicina all’uomo chiedendo di favorire il biglietto, ma il passeggero si rifiuta. Favaretto allora insiste, ma non c’è verso di vedere questo biglietto. Nasce così un diverbio e il ferroviere, come da regolamento, obbliga il passeggero, peraltro ora espulso dall’Italia, di scendere dalla carrozza. Prende gli effetti personali dell’uomo e li deposita sul binario. Per risolvere la questione e risalire sul convoglio il migrante corre subito verso la macchinetta obliteratrice, ma il capotreno lo minaccia: «Se sali, ti denuncio». Ed è qui che scatta il reato contestato, stando a quanto riportato da “la tribuna di Treviso”.

NEI GUAI ANCHE PER ABUSO D’UFFICIO?

Il giudice Riposati ha condannato Andrea Favaretto a 20 giorni di reclusione, più le spese. Inoltre, ha chiesto la trasmissione degli atti al pubblico ministero Gulli affinché valuti la possibilità di procedere anche per abuso d’ufficio. Si tratta di una vicenda molto particolare, perché il pm aveva chiesto semplicemente una sentenza di assoluzione con formula dubitativa per violenza privata e gli stessi giorni per il reato tentato. L’avvocato difensore del capotreno, Jenny Fioraso, invece puntava sull’assoluzione perché il fatto non sussiste, in subordine il non doversi procedere per particolare tenuità del fatto e in ulteriore subordine la derubricazione in esercizio arbitrario delle proprie ragioni. Inoltre, stando a quanto riportato da “la tribuna di Treviso”, il capotreno condannato ha sporto denuncia contro il passeggero nigeriano, accusandolo di essere stato picchiato e colpito alle gambe sul binario. Il processo ci sarà, ma senza Anyanwu Festus Amaechi, visto che non risulta più presente in Italia.

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