Droga dello stupro a ragazza 23enne/ Milano, video: parla la vittima, “ho urlato ‘basta’, poi il vuoto totale”

- Emanuela Longo

Droga dello stupro a ragazza 23enne: violentata sessualmente per ore da tre uomini, finiti in manette dopo le indagini partite lo scorso aprile dopo una notte da incubo a Milano.

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L'omicidio di Deborah Ballesio

La sua vita è cambiata nove mesi fa, da quella notte di aprile nella quale è stata violentata grazie alla cosiddetta “droga dello stupro”. Un incubo dal quale sta ancora uscendo concentrandosi sulla sua nuova vita. «Ho dovuto nascere di nuovo. Ricominciare a vivere. Serve tempo e sinceramente non so quanto», ha raccontato la ragazza al Corriere della Sera. Nell’intervista ha precisato di essere una ragazza che regge l’alcol, di non aver avuto problemi in passato bevendo lo stesso quantitativo ingerito quella sera. «Ma già sull’auto non mi sentivo per nulla in me… Giunti in quella casa, ricordo solo che dal momento in cui sono entrata ho avuto un vuoto totale di memoria». A distanza di giorni ha cominciato a ricordare, ma in maniera ovattata. L’hanno stuprata e hanno cercato poi di convincerla che avesse scelto di drogarsi. Uno degli aguzzini, Marco Coazzotti, ha cominciato a inviarle messaggi: «Scriveva che io sono una tossica che utilizza cocaina e che devo smetterla con quella roba… Io non ho mai preso niente…». Quando si è risvegliata a casa sua, dopo essere stata accompagnata dal ragazzo, ha cominciato a provare forti dolori. «Ho immediatamente compreso di aver subìto rapporti sessuali senza il mio consenso… Io non so quante persone abbiano attivamente partecipato…». Violentata per vendetta? Questa è l’ipotesi della ragazza, che aveva rifiutato Marco Coazzotti: «È una persona che conosco da tempo e che conosce i miei stessi amici. Credo che abbia influito il fatto che gli piaccio, anche se per me lui è solo un amico al quale non corrispondo come vorrebbe… questa cosa me l’ha ribadita la sera stessa dei fatti, mentre ci stavamo recando nel locale a bere… Marco era infastidito che mi sentissi spesso con un altro ragazzo e questo lo ha ripetuto anche quando eravamo in macchina…». (agg. di Silvana Palazzo)

DUE DEGLI ARRESTATI RECIDIVI, “PENA POTREBBE AUMENTARE”

La collaborazione dei gestori del locale nel quale la 23enne milanese sarebbe stata attirata con la scusa di bere qualcosa in compagnia di un 29enne e di altri due suoi amici, si è resa fondamentale nel corso delle indagini che nelle passate ore hanno portato all’arresto di tre uomini. La pm Letizia Mennella, che insieme al collega Gianluca Prisco della procura di Milano ha coordinato le indagini condotte dai carabinieri, ha commentato l’esito dell’operazione durata quasi un anno a Corriere.it, asserendo: “Come magistrato e come donna, è un caso che mi sarà difficile dimenticare”. Vittima di interminabili ed angoscianti ore di violenze è infatti stata una giovanissima ragazza sulla quale la droga dello stupro ha avuto effetti minori rispetto al consueto, permettendole il giorno seguente di far emergere i terribili ricordi degli abusi subiti dai tre uomini. Non solo le telecamere del pub ma anche la coincidenza di telefonate fra i tre hanno confermato anche la premeditazione. Il comandante dei Carabinieri, colonnello Paolo Abbate, ha precisato al medesimo quotidiano: “I tre erano persone ordinarie, lavoravano e l’avevano conosciuta occasionalmente”. Alla luce della posizione di due di loro, ovvero del 29enne e del 48enne, entrambi risultati recidivi per reati di violenza sessuale, la pena potrebbe essere aumentata della metà. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

LA TRAPPOLA MESSA IN ATTO

L’hanno attirata in una trappola in un locale offrendole la cosiddetta “droga dello stupro”, poi hanno abusato di lei sessualmente credendo di farla franca e contando proprio sugli effetti della sostanza che oltre a rendere inerte la vittima durante lo stupro ne cancella i ricordi. La 23enne però avrebbe perfettamente ricordato la terribile vicenda e grazie al grande coraggio ed alla voglia di giustizia ha denunciato l’accaduto alle forze dell’ordine che, attraverso l’esame del Dna sono riuscite a risalire ai responsabili, ora finiti in arresto. A darne notizia è il quotidiano Corriere.it che nel ripercorrere la vicenda che ebbe luogo la notte tra il 13 ed il 14 aprile dello scorso anno, rivela anche qualche particolare sui tre stupratori. Si tratta di tre uomini di età differente, rispettivamente di 29, 48 e 22 anni, tutti italiani. Il 29enne sarebbe colui che avrebbe teso la trappola alla giovane milanese, attirandola nel locale ed offrendole la droga dello stupro, poi avrebbero abusato di lei per ore ed in tutti i modi. I due più grandi sarebbero già stati accusati in passato di violenza sessuale e dallo scorso martedì è stata confermata anche dal gip la custodia cautelare per tutti e tre.

DROGA DELLO STUPRO: LA TRAPPOLA DEI TRE UOMINI

Quella adoperata dai responsabili del terribile caso con protagonista la giovane 23enne è una tecnica purtroppo molto diffusa a Milano ed in tutta Italia, che si basa proprio sull’impiego della cosiddetta droga dello stupro. In questo caso sarebbe stato il 29enne ad invitare la ragazza a bere qualcosa in un locale, dopo essere già usciti insieme un paio di volte. Lui si diceva molto preso dalla 23enne che però, anche l’ultima sera, aveva messo ben in chiaro la loro relazione di sola amicizia. La coppia raggiunse il locale in auto, a bordo della quale vi erano anche gli altri due amici. Quindi trascorsero la serata bevendo drink, alcuni dei quali offerti direttamente dal conoscente. Utili ai fini delle indagini sono state le immagini delle telecamere di videosorveglianza del locale che per ben tre volte immortalarono gli uomini nell’atto di versare le benzodiazepine nel bicchiere della vittima. Ormai sotto effetto della droga dello stupro la ragazza fu portata in un appartamento in Brianza dove sarebbe stata violentata sessualmente per ore. La mattina seguente, la 23enne si svegliò nuda e confusa, ricordando pochissimo della sera precedente. I tre le fecero credere di averla messa in salvo dopo tutta la cocaina che lei avrebbe assunto, quindi l’avrebbero accompagnata a casa senza proferire parola a causa del dolore alle parti intime, però, la ragazza avrebbe iniziato ad avere alcuni flash fino a ricordare in parte la terribile notte di violenza. Dopo una visita alla clinica Mangiagalli i sanitari hanno confermato gli abusi subiti. La racconta del Dna ha permesso di individuare il 29enne ed il 22enne, mentre il terzo uomo sarebbe stato incastrato dalle intercettazioni telefoniche.

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