Obsolescenza programmata/ Apple e Samsung: l’Antitrust indaga sugli smartphone rallentati

- Emanuela Longo

Obsolescenza programmata, l’Antitrust indaga su possibili pratiche commerciali scorrette messe in atto da Apple e Samsung: ecco le principali accuse ai due colossi.

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Anche in Italia l’Antitrust ha deciso di avviare un’indagine sul rallentamento degli smartphone a causa dei volontari interventi dei produttori mirati a rendere nel tempo più lente le funzioni dei dispositivi spingendo così i consumatori ad acquistarne di nuovi. Nel mirino, dunque, le presunte pratiche commerciali scorrette che vedrebbero nell’occhio del ciclone non solo il colosso di Cupertino, Apple, ma anche Samsung. Le indagini in corso, come spiega dettagliatamente Il Secolo XIX riguarderebbero proprio le due celebri aziende in seguito alle segnalazioni copiose da parte delle associazioni dei consumatori oltre che ad una pre-istruttoria svolta sulle filiali italiane delle due multinazionali. L’accusa di obsolescenza programmata, affiancata a quella per truffa a carico di Apple era già arrivata nei giorni scorsi dalla Francia ed ora anche il nostro Paese sembra voler seguire le stesse orme. Ma in cosa consiste esattamente questa cosiddetta obsolescenza programmata? Secondo le accuse sarebbe una vera e propria strategia messa in atto al fine di limitare la durata ad un periodo ben definito. E su questo punto specifico è intenzione dell’Antitrust fare chiarezza.

OBSOLESCENZA PROGRAMMATA, APPLE E SAMSUNG NEL MIRINO DELL’ANTITRUST

Nel nostro Paese non esiste una legge come quella francese secondo cui la pratica della obsolescenza programmata sarebbe da intendersi un reato. Nonostante questo, secondo l’Antitrust Apple e Samsung avrebbero messo in atto comportamenti in violazione del codice del Consumo. Due in particolare le accuse: secondo la prima entrambe le società avrebbero adottato una generale politica commerciale mirata a sfruttare le carenze di alcuni componenti degli smartphone per ridurne le relative prestazioni nel tempo inducendo così i consumatori ad acquistarne di più aggiornati. In secondo luogo, i due colossi avrebbero proposto ai propri clienti aggiornamenti del software senza però segnalare le possibili conseguenze in fatto di rallentamenti. Proprio il rallentamento degli iPhone vecchi è un problema già noto e confermato da Apple, chiamata ad intervenire tramite Tim Cook che in una recente intervista alla Abc aveva annunciato alcune novità proprio in questi primi mesi dell’anno, tutte volte ad una maggiore trasparenza.



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