TUMORI/ Un esame del sangue anticipa di un anno la presenza della malattia: ecco come funziona

- Paolo Vites

Un nuovo tipo di esame messo appunto da ricercatori internazionali potrà permettere di scoprire la presenza di un tumore con un anno di anticipo rispetto a oggi

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Immagine di repertorio (Pixabay)

I ricercatori dell’americana Johns Hopkins University hanno portato a termine una sperimentazione che potrà essere un grosso e decisivo passo avanti nella lotta contro il tumore, anzi vari tipi di tumore. Hanno cioè evidenziato come i tumori lascino piccole tracce del loro dna mutato e diversi tipi di proteine nel sangue: per l’esattezza, come ha detto la Bbc nel rendere nota la notizia, 16 geni diversi e otto proteine che vengono rilasciate quando la malattia sta per manifestarsi. Dunque con un semplice esame del sangue sono riusciti a rilevare otto tipi di tumore. Tra i ricercatori anche uno studioso italiano, il dottor Cristian Tomasetti che ha commentato: “Questo campo della rilevazione anticipata è fondamentale e i risultati sono molto eccitanti. Io penso che potrebbe avere un enorme impatto sulla mortalità per cancro”.

Per ottenere questi risultati sono stati fatti dei test su 1005 pazienti colpiti da tumore non ancora diffuso in altri tessuti alle ovaie, al fegato, al pancreas, all’esofago, ai polmoni, al seno: nel 70% dei casi è stata rilevata la presenza del cancro e per cinque di questi otto tumori non esistono oggi diagnosi in grado di rilevarne la presenza prima che il tumore stesso si sia diffuso. Si chiama CancerSeek questo nuovo test che va utilizzato in soggetti che non hanno ancora ricevuto la diagnosi di essere colpiti dal tumore. Ci vorranno però ancora cinque anni di sperimentazioni prima di poter ufficialmente utilizzare il nuovo metodo. In pratica si utilizzeranno programmi di screening per intervenire precocemente con i trattamenti, con un anno di anticipo rispetto agli strumenti in uso attualmente: “Attraverso questo test potrebbe essere possibile identificare la forma di tumore che ha un paziente: un obiettivo che i precedenti esami del sangue del cancro non sono riusciti a raggiungere” ha spiegato il direttore dello studio, il professor Nickolas Papadopoulos.



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