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Finto infermiere molesta donna incinta/ Roma, un metodo già usato

Finto infermiera molesta donna incinta: all’ospedale Sant'Eugenio di Roma un somalo è stato bloccato dalla Polizia con l'accusa di furto e violenza sessuale aggravata

Foto Pixabay

Non è la prima volta che persone travestite da infermieri o medici si intrufolano negli ospedali per compiere abusi più o meno pesanti. Nello scorso mese di ottobre, in Sicilia, un uomo si era finto infermiere ed aveva palpeggiato un 16enne che era stato appena operato. L’uomo era un 41enne che era stato inchiodato anche dalla testimonianza del compagno di stanza del minorenne, che l’aveva visto entrare più volte nella stanza dove erano ricoverati per palpeggiarlo. E sempre in Sicilia, a Marsala, le Iene avevano documentato il caso dell’infermiere Maurizio Spanò, che anestetizzava le pazienti e che con una, mentre era priva di sensi, era riuscito addirittura a consumare un rapporto completo. Ora un caso romano col fino infermiere somalo Ali Abdella che ha tentato la fuga prima di essere bloccato dagli agenti di sicurezza nei pressi dell’ospedale Sant’Eugenio di Roma, dove si erano consumate le molestie. (agg. di Fabio Belli)

IL MOLESTATORE SARA’ SOTTOPOSTO A UNA PERIZIA PSICHIATRICA

Finto infermire molesta donna incinta: nuovi aggiornamenti sulla vicenda del 31 dicembre 2017 all’Ospedale Sant’Eugenio di Roma. Ali Abdella, somalo di trentotto anni, è stato accusato infatti di tentato stupro su una donna di quarantatre anni in sala travoglio, pronta a partorire. Una violenza evitata grazie al pronto intervento di medici ed infermieri, che hanno messo in fuga l’uomo, travestitosi da infermiere per passare inosservato. La fuga, però, è durata poco: gli agenti di sicurezza dell’ospedale lo hanno bloccato e consegnato prontamente alla polizia. Come riporta La Stampa, Ali Abdella sarà difesa dall’avvocato Alessia Giordano ed oggi, 2 gennaio 2018, è stato ascoltato in aula dai magistrati. Confermate le indiscrezioni sulla richiesta da parte della difesa della perizia psichiatrica, con il processo in programma il prossimo 10 gennaio 2018 di fronte alla quinta sezione penale di Roma, che hanno convalidato l’arresto e disposto la misura della custodia cautelare in carcere. (Agg. Massimo Balsamo)

ROMA, SOMALO TENTA STUPRO SU DONNA INCINTA

Finto infermiere molesta donna incinta in sala parto: è quanto successo due giorni fa, il 31 dicembre 2017, all’ospedale Sant’Eugenio di Roma. Secondo quanto riporta Il Giornale, un somalo di trentotto anni ha precedentemente rubato, nel reparto di lavanderia dell’ospedale, gli indumenti da infermiere e poi si è introdotto nei locali del reparto di ostetricia del noto impianto capitolina. Ali Abdella, il nome del somalo accusato, si è intrufolato nella sala travaglio, dove si è avvicinato a una donna di 43 anni che stava per partorire. Prima si è posizionato al suo fianco per chiederle delle informazioni sulle sue condizioni di salute, per poi sedersi vicino a lei accarezzandole la coscia e masturbandosi. L’iniziativa del trentottenne ha suscitato una veemente reazione nella donna partoriente che, urlando, ha causato larrivo di medici ed infermieri.

FINTO INFERMIERE MOLESTA DONNA INCINTA IN SALA PARTO

Nel reparto di sala travaglio sono immediatamente accorsi un medico e due infermieri in aiuto della donna, aggredita dal finto infermiere. Ali Abdella ha tentato di fuggire all’arrivo delle tre persone, ma è stato successivamente bloccato dagli uomini della sicurezza che lavorano all’interno dell’ospedale Sant’Eugenio di Roma, come riporta Il Giornale. Il trentottenne, in seguito, è stato consegnato alle forze di Polizia, accorse sul posto dopo la chiamata dall’ospedale. Nel corso dell’interrogatorio, l’uomo ha deciso di non fornire spiegazioni circa il suo gesto ed ha solamente affermato: “Solo Dio lo sa perché l’ho fatto”. Per il somalo, al quale è stato affidato un legale per la sua difesa, probabilmente verrà richiesta la perizia psichiatrica, mentre il processo è stato fissato per il prossimo 10 gennaio 2018. L’accusa, come sottolinea Adn Kronos, è quella di furto e di violenza sessuale aggravata: molto dipenderà sull’esito dell’esame psichiatrico, con la difesa dell’uomo che farà leva sullo stato mentale di Abdella in sede di difesa.



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