Suocera organizza omicidio del genero/ Bari, investito per i soldi assicurazione: il “no” dell’amico al piano

- Dario D'Angelo

Suocera organizza omicidio genero: Girolamo Perrone è stato investito dal di lei fratellastro. Il piano diabolico, con l’aiuto di un pregiudicato, per prendere i soldi dell’assicurazione.

carabinieri_lapresse_2017
Carabinieri (LaPresse)

Ha fatto scalpore la storia della suocera che ha organizzato l’omicidio del genero a poche ore dalla celebrazione del matrimonio con la propria figlia. A commettere il delitto materialmente è stato il fratellastro della suocera, Vito D’Addabbo, che ha utilizzato la Fiat Punto della vittima per investirlo sulla provinciale nel tratto fra Adelfia e Cassano Murge. A conferma del fatto che quello del 5 ottobre 2016 non è stato un incidente vi sarebbe il riscontro effettuato dagli inquirenti nel corso delle indagini per cui la donna, Anna Masciopinto, prima di rivolgersi al fratellastro, avrebbe interpellato un’altra persona legata alla vittima da “rapporti di frequentazione”. Non è chiaro il perché, ma il prescelto ha deciso di rifiutare di prendere parte al disegno criminoso, lasciando al trio composto dalla suocera, il fratellastro e il pregiudicato Rocco Michele Caringella di perpetrare questo terribile omicidio. (agg. di Dario D’Angelo)

SUOCERA ORGANIZZA OMICIDIO DEL GENERO

Suocera organizza l’omicidio del genero: potrebbe essere l’incipit persino di una barzelletta, se non fosse che è successo davvero e la storia ha assunto dei contorni tragici per la famiglia della vittima, il 24enne Girolamo Perrone. Tutto è avvenuto nel barese, sulla strada provinciale che collega Adelfia e Cassano Murge, in quello che ad un primo sguardo era sembrato un incidente, un tragico scherzo del destino. Sì, perché ad investire e uccidere Girolamo era stato Vito D’Addabbo, il fratellastro della suocera, Anna Masciopinto. L’obiettivo, a quanto pare, eliminare in un sol colpo quel parente indigesto, intascando i soldi dell’assicurazione. D’Addabbo, che ai carabinieri quel 5 ottobre del 2016 era apparso in “evidente stato di concitazione”, aveva raccontato che Perrone era uscito all’improvviso dai cespugli: non c’era stato modo di evitarlo. La Procura di Bari però, come riporta La Gazzetta del Mezzogiorno della versione fornita dall’investitore non si è convinta, al punto da spiegare che la presenza di D’Addabbo sul luogo dell’incidente “non era casuale ma rispondeva ad un programmato disegno criminoso” che si inserisce “in un contesto di difficoltà economica e di assoluto degrado“. In manette oltre alla suocera e al fratellastro è finita con l’accusa di omicidio volontario anche una terza persona, il pregiudicato Michele Caringella, con precedenti guarda caso per frodi alle assicurazioni. 

LA POSIZIONE DELLA MOGLIE

Uno dei dettagli che lasciano pensare alla premeditazione è quello riguardante la polizza assicurativa (Rca) stipulata da Vito Perrone pochi giorni prima di essere investito proprio con la Fiat Punto che lo metterà sotto. C’è un disegno spietato nel pensare questo omicidio: la vittima, infatti, viene uccisa un paio di giorni dopo il suo matrimonio. Già, ma la moglie che ruolo ha in questa storia? La sua posizione, come riportato da Il Corriere della Sera, è ancora al vaglio dagli inquirenti, ma se è vero che la suocera di Perrone aveva come obiettivo di spartire il risarcimento che l’assicurazione avrebbe assegnato alla vedova, non è da escludere che nei prossimi giorni le indagini possano arrivare fino a lei. Chi non ha dubbi su ciò che realmente è accaduto è la sorella di Vito Perrone, Angela:”Sono certa che sia stato tutto programmato, anche il suo matrimonio. Noi della famiglia non sapevano che si sarebbe sposato, è avvenuto tutto molto in fretta. Hanno lasciato mio fratello agonizzante e in coma su quella strada e ancora non capisco cosa ci facesse lì quella sera. Forse è stato portato con l’inganno. Quando abbiamo saputo che alla guida dell’auto c’era D’Addabbo abbiamo pensato che c’era qualcosa di strano. Abbiamo chiesto spiegazioni alla suocera ma lei diceva di non sapere nulla. Anzi ha raccontato che quella sera hanno aspettato mio fratello fino a mezzanotte preoccupati perché non era rincasato. Ma a loro non importava nulla di lui. Al suo funerale non ho visto versare una lacrima da nessuno della sua nuova famiglia e questo mi è bastato per capire che i miei sospetti erano fondati. Ora voglio che siano puniti il più duramente possibile. Mio fratello aveva una bimba di 4 anni nata da una precedente relazione che ora è rimasta senza papà. No, nessun perdono per loro“.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori