FABRIZIO CORONA/ Processo, la pm ai giudice:”Restituitegli i soldi: ha pagato le tasse”. Ma la casa…

- Dario D'Angelo

Fabrizio Corona: processo, il procuratore aggiunto di Milano ha chiesto la restituzione di 1,8 milioni di euro all’imputato. Ma non la revoca della casa: c’è stata intestazione fittizia

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Fabrizio Corona, teste in favore di Sara Tommasi - Instagram

Una notizia buona e una cattiva per Fabrizio Corona. Si possono sintetizzare così le ultime notizie riguardanti il processo a carico dell’ex re dei paparazzi. Come riportato da TgCom24, il procuratore aggiunto di Milano Alessandra Dolci ha chiesto ai giudici di revocare il sequestro di circa 1,8 milioni di euro operato sui conti di Corona, su un totale di circa 2,6 sequestrati, visto che l’imputato ha in parte pagato le tasse. Lo stesso pm però – e questa è la brutta notizia – ha chiesto la confisca della casa di via de Cristoforis, già sequestrata, per cui ci sarebbe stata un’intestazione fittizia verso Marco Bonato, amico del Corona, e “facilmente aggredibile” dall’Agenzia delle Entrate. In aula, in merito alla misura di sorveglianza speciale, il magistrato non ha chiesto un aggravamento della condizione di Fabrizio. Ma come ha motivato le sue richieste la pm Dolci?

LE MOTIVAZIONI

In aula il procuratore aggiunto di Milano, Alessandra Dolci, ha detto che Fabrizio Corona nel 2008 “riteneva opportuno intestare ad altri quell’immobile (la casa di via de Cristoforis intestata a Bonato, ndr) perché aveva un’esposizione verso il Fisco considerevole e non poteva intestarlo nemmeno alla sua società Fenice srl, che non versava le imposte”. A detta del pm, Corona aveva l’abitudine di usare la cassa della sua società Fenice anche per le sue spese personali e la “provvista con cui comprò quell’immobile veniva dalla bancarotta della società”. Vi era dunque una “totale confusione tra la persona fisica Corona e quella giuridica società”. D’altro canto, per quanto riguarda i soldi (1,7 milioni) trovati in un controsoffitto della casa della storica collaboratrice Francesca Persi e oltre 800mila euro in cassette di sicurezza in Austria (per un totale di 2,6 milioni sequestrati), la Dolci ha chiesto il dissequestro – in particolare dei soldi austriaci – poiché su questi Corona ha pagato le tasse. Diverso il discorso per i soldi del controsoffitto. In questo caso il magistrato ha chiesto la confisca di soli 758mila euro, cioè l'”ammontare dell’imposta evasa sull’intera somma”. 



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