“NON MI FACCIO TOCCARE DA UN NEGRO”/ Cantù, paziente rifiuta visita: Di Gregorio (PD): non rappresenta città

- Emanuela Longo

“Non mi faccio toccare da un negro”: donna rifiuta di farsi visitare da un giovane medico in servizio a Cantù. Andi Nganso ironizza sui social ma l’amarezza è tanta.

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Andi Nganso (Facebook)

Continuano a fioccare le reazioni sul rifiuto di una paziente di Cantù che ha rifiutato l’intervento di una guardia medica di colore. “Questa donna non rappresenta la destra cittadina, ma il problema è che la destra ha deciso di sdoganare i razzisti e atteggiamenti di cui un tempo ci si vergognava oggi vengono eletti a virtù.” Sono le parole del capogruppo del Partito Democratico nel Consiglio Comunale di Cantù, Filippo Di Gregorio, che ha sottolineato come da un fatto isolato, seppur deplorevole, non si possa arrivare alla condanna o a giudicare male un’intera comunità cittadina. Nel frattempo sui social si moltiplicano le reazioni di solidarietà nei confronti del medico, soprattutto per la sua reazione ironica dopo la pesante discriminazione subita, con la gente che sta mostrando grande vicinanza e comprensione. L’ironia, in alcuni casi, è la miglior medicina. (agg. di Fabio Belli)

VICESINDACO: “FATTO DEPLOREVOLE”

L’episodio di razzismo a Cantù, in provincia di Como, sta facendo discutere. Una paziente si è rifiutata di farsi visitare da un medico originario del Camerun, in Italia da 12 anni, e proprio quest’ultimo ha raccontato la vicenda. Andi Nganso, il dottore in servizio alla guardia medica, ha reagito con una buona dose d’ironia all’insulto razzista della paziente, ma poi si è sfogato su Facebook. Questa vicenda ha suscitato molte reazioni indignate, non solo sui social network, ma anche a livello politico. «Si tratta di un fatto deplorevole e spero che questa persona possa venire identificata», ha dichiarato il vicesindaco Matteo Ferrari, che ha preso le difese della città. «Siamo una comunità di cittadini seri e perbene. Una cosa simile non può accadere. Esprimo massima solidarietà al medico, alla struttura sanitaria e alle persone che investono il proprio tempo al servizio degli altri». (agg. di Silvana Palazzo)

RISPOSTA GENIALE DEL MEDICO SUBITO VIRALE

Lo sfogo di Andi Nganso è diventato subito virale. Dopo il post pubblicato su Facebook, sulla bacheca del medico – che ha raccontato di essere stato vittima di razzismo – sono apparsi moltissimi messaggi di solidarietà. Una paziente si è rifiutata di farsi visite dal giovane medico: «Non mi faccio toccare da un negro», gli ha detto. La sua denuncia ha scatenato una reazione di legittima indignazione. «Dottore, non se la prenda…non ne vale la pena per un essere così. Il problema ce l’ha quella vecchia razzista, ma per fortuna, non siamo tutti così maleducati e ignoranti», ha scritto qualcuno sulla sua bacheca. Lo sfogo è rimbalzato sulle bacheche di tutta Italia, facendolo così diventare famoso suo malgrado. Tra le tante persone che hanno commentato il post c’è anche chi gli ha chiesto scusa e lo ha ringraziato per la sua attività quotidiana. Altri invece hanno sottolineato che «l’ignoranza rimane la peggiore tra le malattie». (agg. di Silvana Palazzo)

“NON MI FACCIO TOCCARE DA UN NEGRO”, PAZIENTE RIFIUTA VISITA

In Brianza, precisamente a Cantù, una donna di mezza età si sarebbe rifiutata di farsi visitare da un giovane medico in servizio presso l’ambulatorio della guardia medica solo perché di colore. Andi Nganso, nato in Camerun ma da 12 anni in Italia, pur avendo tutte le carte in regola per poter lavorare e svolgere la sua professione, è stato protagonista di un episodio di razzismo che lo stesso ha voluto raccontare al quotidiano Corriere della Sera. “Non mi faccio toccare da un negro”, avrebbe detto la donna, trovando incompatibile il camice bianco con il colore della pelle del 30enne. E così avrebbe deciso di andare via senza quindi farsi visitare. Andi l’avrebbe presa non solo con filosofia ma addirittura con ironia tanto da scrivere sul suo profilo Facebook: “Io ti ringrazio. Ho 15 minuti per bere un caffè”. La rabbia e l’amarezza però, restano nonostante le parole di sconcerto e solidarietà giunte tramite il social. “Sono medico da due anni e capita di rendermi conto che i pazienti sono sorpresi e magari un po’ incerti davanti a un medico nero, ma una reazione tanto violenta non mi era mai capitata prima”, ha raccontato Nganso al Corriere. Il sogno di diventare un dottore lo ha sempre accompagnato, sin da quando lasciò la sua terra di origine per trasferirsi in Italia e studiare Economia. Pur coltivando la passione per il mondo della finanza e del management, il suo vero sogno restava però quello di indossare “da grande” il camice bianco. “Sono venuto in Italia per studiare Economia, ma ho abbandonato gli studi prima della laurea e mi sono iscritto a medicina”, ha rivelato.

ANDI NGANSO, L’AMAREZZA DEL GIOVANE MEDICO VITTIMA DI RAZZISMO

Medico da due anni, Andi Nganso ha già lavorato come sostituto dei medici di base in molti ambulatori e nei centri di accoglienza di Bresso e Lampedusa. Da un anno in servizio alla guardia medica di Cantù, il 30enne ha ammesso di essersi trovato spesso di fronte a reazioni di sorpresa e disappunto da parte di alcuni pazienti. “Una volta una bimba mi ha fatto notare con stupore che ero gentile mentre i suoi genitori le dicevano di non parlare con gli uomini neri”, ha raccontato. C’è poi chi con una scusa ha addirittura lasciato l’ambulatorio. “Non me la prendo. Questa volta però la reazione della paziente mi ha spiazzato”, ha però ammesso, riferendosi alla donna di mezza età ed alla sua esternazione infelice. “Non mi ha neppure detto quale fosse il suo problema di salute”, ha aggiunto. Sebbene negli anni lo stesso Andi abbia intravisto un cambiamento in positivo nell’atteggiamento delle persone, lo stesso si è reso conto di come i comportamenti cambiano in base al clima politico. “Da un po’ di tempo il clima è diventato davvero pesante”, ha commentato. Il ragazzo si è sfogato sui social dove ha trovato la solidarietà di molti utenti. “Non sono amareggiato davanti a una persona anziana stupita perché si trova davanti un dottore nero. Posso capire lo stupore, davvero. Ma se diventa razzismo o intolleranza allora questo è inaccettabile”, ha ribadito. Sul fronte della paziente, al momento non sarebbero giunte ancora le scuse. “Non l’ho più vista né sentita. Almeno per ora”, ha chiosato il giovane medico.

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