Renata Rapposelli/ La verità sul delitto nelle immagini delle telecamere della Statale 16? (Quarto Grado)

- Emanuela Longo

Renata Rapposelli, indagini in corso sulle telecamere della Statale 16: è dei Santoleri l’auto ripresa nel giorno della scomparsa della pittrice? Il caso nella puntata di Quarto Grado.

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Omicidio Renata Rapposelli, arrestati ex marito e figlio

Resta ancora avvolto nel giallo l’omicidio di Renata Rapposelli, la pittrice 64enne di Ancona scomparsa il 9 ottobre scorso e rinvenuta cadavere in un dirupo a Tolentino, in provincia di Macerata, solo un mese dopo, il 10 novembre 2017. Secondo gli inquirenti, il delitto risalirebbe proprio al giorno della sua sparizione, quando da Ancona prese il treno per raggiungere Giulianova dove vivono l’ex marito Giuseppe Santoleri ed il figlio Simone, entrambi indagati per omicidio. Dopo aver incontrato i due uomini, la donna avrebbe avuto una lite con l’ex coniuge e, secondo il racconto di quest’ultimo, l’avrebbe riaccompagnata con la sua auto fino a pochi chilometri da Loreto, prima che la donna proseguisse la strada a piedi. Ora però, proprio i movimenti del marito a bordo della sua auto sarebbero al vaglio degli investigatori che indagano al giallo. Da qui riparte la trasmissione Quarto Grado, in onda stasera con la nuova puntata e che mira a fornire nuovi dettagli ed approfondimenti a partire dall’attuale ed incessante lavoro che si starebbe concentrando sempre di più sulle registrazioni delle telecamere lungo la Statale 16. Come era già emerso nel corso della trasmissione nella passata puntata, pare che una vettura simile a quella dei Santoleri sarebbe stata ripresa proprio in quel tratto di strada ma in un orario nettamente differente rispetto a quello fornito dai due indagati nella loro versione iniziale.

Un’auto simile alla Fiat 600 bianca è infatti stata immortalata dalle telecamere tra le 17 e le 19 del 9 ottobre scorso lungo la Statale 16. Potrebbero essere proprio quelle immagini a fornire ora una verità su quanto realmente accaduto alla povera Renata? Se così fosse verrebbero meno le dichiarazioni dei due indagati che ad oggi continuano a proclamarsi innocenti rispetto alle gravi accuse. Intanto gli inquirenti proseguono il loro incessante lavoro al fine di scoprire se la targa dell’auto ripresa e quella della vettura di Giuseppe Santoleri siano coincidenti. In caso affermativo la posizione di padre e figlio andrebbe certamente a compromettersi.

RENATA RAPPOSELLI: TUTTI GLI ACCERTAMENTI RICHIESTI (QUARTO GRADO)

Oltre alle indagini sulle immagini delle telecamere, la verità sull’omicidio di Renata Rapposelli potrebbe venire a galla anche grazie ai nuovi importanti accertamenti richiesti dal pubblico ministero Andrea Laurino. Il magistrato, come riporta il settimanale Giallo, ha evidenziato la necessità di raccogliere ulteriori reperti sul cadavere della pittrice uccisa e sugli abiti che la stessa indossava al momento del ritrovamento. Questo sarebbe utile per due motivi: non solo per accertare le cause della morte, compito reso difficile per via dell’avanzato stato di decomposizione del corpo della vittima, ma anche per accertare la presenza o meno di tracce di Dna. In questo caso, se ciò dovesse risultare dagli accertamenti eseguiti, si renderà utile un confronto con il Dna dei due indagati. A finire nel mirino degli inquirenti anche i profili social (Google e Whatsapp) di Renata che potrebbero essere utili a ricostruire i suoi ultimi contatti. Come riporta il settimanale diretto da Andrea Biavardi, tuttavia, pare che gli inquirenti abbiano già per le mani elementi sufficienti ad incastrare almeno uno dei due uomini al centro del caso, ovvero l’ex marito o il figlio della stessa pittrice trovata senza vita.

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