ATTENTATO A KABUL, AFGHANISTAN/ Esplode autobomba: più di 90 morti, talebani rivendicano attacco kamikaze

- Dario D'Angelo

Attentato a Kabul, Afghanistan: l’esplosione di un’autobomba nella Capitale ha procurato la morte di oltre 90 persone e centinaia di feriti. I talebani rivendicano l’attacco kamikaze.

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Attentato a Kabul (Foto: Lapresse)

Un attentato sanguinoso è andato in scena a Kabul, capitale dell’Afghanista, questa mattina. Un’autobomba è esplosa in pieno centro, in una zona molto frequentata vista la presenza di diverse ambasciate internazionali oltre che di un ospedale e vari negozi. Un nuovo incubo per il popolo afghano, ripiombato nel terrore dopo l’attentato di pochi giorni fa alla sede di Save the Children e all’Hotel Intercontinental. In questo momento le autorità parlano di un bilancio – destinato purtroppo ad aggravarsi – di almeno 90 morti e 115 feriti. L’esplosivo, secondo le prime ricostruzioni di queste ore, sarebbe stato trasportato nella zona in cui è poi avvenuta la deflagrazione con un’autoambulanza. Come riporta Rai News, il portavoce del ministero dell’Interno, Nasrat Rahimi, ha detto che “l’attentatore suicida ha attraversato un primo posto di controllo affermando di dover trasferire un paziente all’ospedale Jamuriate; al secondo controllo è stato riconosciuto, e si è fatto esplodere”. 

TESTIMONI, “E’ UN MASSACRO”

Dejan Panic, coordinatore di Emergency in Afghanistan, ha definito l’attentato di Kabul come “un massacro”. Pozze di sangue a cielo aperto nelle vie della Capitale, dove la popolazione è stata in un primo momento presa dal panico, e ha iniziato a scappare all’impazzata nel timore che l’esplosione non fosse l’unica. A rivendicare l’attacco, fin da subito sono stati i talebani, che in queste settimane stanno tornando ad esercitare la loro influenza in Afghanistan grazie all’apporto delle milizie dell’Isis sfuggite alla cattura in Iraq. La coalizione internazionale ha sì sconfitto l’organizzazione terroristica, privandola di fatto del proprio Stato, ma deve fare i conti con i miliziani di rientro che pur di combattere la Guerra Santa hanno cambiato bandiera. Non è da escludere che, più della gente comune, il vero obiettivo degli attentatori fosse l’Alto Consiglio per la Pace, l’ente che si occupa dei negoziati proprio con i Talebani, collocato proprio nei pressi della deflagrazione. Nelle ultime ore, cosa inusuale, diverse ambulanze erano state perquisite nel timore di un attentato, il segnale che nel Paese l’allerta era elevatissima. Purtroppo non è bastato ad individuare i terroristi e ad evitare questo spargimento di sangue. 



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