TRENO DERAGLIATO/ L’esperto: la rottura del binario, una fatalità sulla linea più controllata d’Italia

- int. Franco Guzzetti

Mentre si cerca di capire le cause dell’incidente ferroviario di Pioltello, si scatenano polemiche contro la scarsa efficienza di Trenord. L’intervista a FRANCO GUZZETTI

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Deragliato un treno nel cuneese - LaPresse

“Rabbia, dolore, ricerca spasmodica della verità sono reazioni normali e anche giustificabili dopo la tragedia di Pioltello” ha detto a ilsussidiario.net il professor Franco Guzzetti, del Dipartimento di architettura, ingegneria delle costruzioni e ambiente costruito del Politecnico di Milano, anche consulente per opere importanti come la galleria del Brennero “non è però ammissibile paragonare quanto successo a incidenti come quello di Adria in Puglia, dove si usano ancora sistemi che sulla Milano-Venezia sono stati abbandonati dagli anni 50”. Anche per Guzzetti, come già ha detto il professor Ponti al nostro giornale, il livello di sicurezza ferroviario in Italia è altissimo e quella linea in particolare, la Cremona-Milano, ha sistemi di sicurezza avanzatissimi tecnologicamente, non si possono dare colpe a Trenord e al mancato controllo delle linee ferroviarie: “Si tratta di cedimento del sistema strutturale, tutto da indagare e verificare. Dirlo è doloroso nei confronti dei parenti delle vittime, ma è stata una tragica fatalità che andrà comunque spiegata”.

Professore, è stato detto che 15 giorni fa sulla linea dove è accaduto l’incidente era passata la macchina diagnostica che non aveva riscontrato alcun problema. E’ possibile ci sia stato un errore di valutazione o che tale sistema di controllo non sia sufficiente?

La linea sulla quale è accaduto l’incidente è una delle più controllate e monitorate d’Italia. Negli ultimi anni si è investito molto sui materiali e sulle infrastrutture. Al momento è davvero difficile capire cosa sia successo. Va tenuto conto che con la possibile eccezione di Roma e forse anche di Firenze, questa è la linea più trafficata d’Italia, dove passano circa 500 convogli al giorno.

Dunque si potrebbe parlare di usura dei binari, visto che era già prevista la sostituzione del binario in questione? Il ricambio era già stato portato sul posto.

Bisogna tener conto di come funziona la manutenzione ferroviaria. Non sono interventi straordinari da attivare quando c’è qualcosa che non va, le attività di manutenzione sono programmate in modo preciso. Una ferrovia non è come quando si rompe un elettrodomestico di casa che quando non funziona lo sostituisco. E’ tutto programmato perché i tempi di intervento sono lunghi, portare un nuovo binario a fianco di quello da cambiare prevede un lavoro di preparazione, e soprattutto non si arriva mai a un livello di usura finale del binario. L’unico punto debole è la giunzione.

Trenord è da tempo oggetto di polemiche sui servizi giudicati scadenti, sui convogli che avrebbero anche vent’anni di servizio. Sono lamentele giustificate? C’entrano con l’incidente? Carrozze vecchie e fatiscenti sono poco sicure?

Assolutamente no, questo è il classico evento davanti al quale tutti dicono tutto, diventa polemica che non aiuta a fare cose positive che è quello di cui adesso c’è bisogno. Quello che è successo è una cosa grave certamente, ma io stesso sono pendolare, vengo tutti i giorni a Milano da Melzo. Negli ultimi 10 anni il servizio è nettamente migliorato, una volta sì era difficile andare a Milano. I passeggeri oggi sono in netto aumento, gli orari sono cadenzati ogni quarto d’ora o mezz’ora in modo che uno sappia come muoversi. Certo, uno vorrebbe la perfezione ma provi ad andare a Milano in automobile, è disastroso. Sono d’accordo che esistono ancora dei coinvogli vergognosi come condizioni, ma non è certo la causa di quello che è successo. E’ colpa dell’infrastruttura.

A proposito ancora di Trenord, si dice che fa scarsa manutenzione, ma la manutenzione dei binari non spetta a loro, ma allo stato, conferma?

Assolutamente sì. La linea Milano-Brescia è usata da treni di Rfi e da quelli di Trenord con una gestione del trasporto in condizioni di ottima efficenza da una decina di anni. Ma è usata anche da tanti treni merci che arrivano dall’estero che poi vengono smistati e partono per il porto di La Spezia. Tutta la gestione delle infrastrutture è a carico di Rfi.

Il sindaco di Milano ha detto che bisogna appunto agire sulle infrastrutture.

Non so cosa volesse dire, io dico che se confrontiamo il numero di persone che muoiono in incidenti stradali o sul lavoro la ferrovia è uno dei trasporti più sicuri. Quello che è capitato non deve capitare, ma ha detto bene il ministro Delrio: abbiamo un servizio ferroviario tra i migliori del mondo, ciò non toglie che si debbano fare ancora dei passi in più.

Eppure si continua a dire che si è ripetuto quello che è successo ad Adria, che il nostro sistema ferroviario è penoso.

Assurdità. Lì il sistema di trasporto non ha automatismi, si lavora senza doppio binario e con il doppio via libera da parte di due stazioni diverse, cose che sulla Milano-Venezia si è smesso di fare negli anni 50. La linea dell’incidente ha uno dei migliori sistemi di sicurezza in assoluto, con un sistema di automatismi controllati da computer. Guardando le immagini si capisce che è stato un cedimento infrastrutturale, il movimento delle carrozze lo dimostra: non è accaduto per gli scambi o per errore umano, anche gli scambi sono controllati da un computer che gestisce il percorso e dà al guidatore il tragitto per la destinazione. Quello che si può dire in questo momento è che è come se fosse crollato un ponte dove passa la ferrovia. Ha purtroppo ceduto quel pezzo di binario.

(Paolo Vites)

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