Carmine Belli/ Serena Mollicone: accusato del delitto, assolto dopo 17 mesi di carcere, “Non ero io il mostro”

- Emanuela Longo

Carmine Belli, il carrozziere di Arce accusato ingiustamente del delitto di Serena Mollicone: arrestato nel 2003 ed assolto dopo 17 mesi da incubo. La sua testimonianza a Storie Italiane.

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Carmine Belli (Storie Italiane)

Nella puntata odierna di Storie Italiane, Eleonora Daniele ha accolto per la prima volta Carmine Belli, il carrozziere di Arce che fu ingiustamente accusato dell’omicidio di Serena Mollicone per il quale passò 17 mesi in carcere prima di essere assolto. Era il 6 febbraio 2003, quasi due anni dopo il delitto della giovane studentessa 18enne, quando Carmine, all’epoca dei fatti 35enne, fu arrestato con un’accusa gravissima. A nulla servì il tentativo dell’uomo di dirsi innocente: nessuno gli credette e da quel giorno trascorse quasi un anno e mezzo in carcere, considerato il “mostro”. Solo oggi, dopo gli ultimi fatti relativi alle indagini sul delitto di Arce e che vedono altri due indagati, Carmine ha deciso di rompere il silenzio: “Spero di poter far capire di essere sempre stato innocente”. Dopo 16 anni ed una lunga battaglia del padre di Serena Mollicone, sono state indagate cinque persone: l’ex comandante della stazione dei Carabinieri di Arce con il figlio e la moglie, un appuntato ed un maresciallo, questi ultimi iscritti solo di recente nel registro degli indagati. Secondo le indagini, tutti e cinque si trovavano nella caserma di Arce il giorno dell’omicidio della 18enne. In merito ai loro nomi, Belli ha dichiarato: “Io conosco solo il maresciallo Mottola, gli altri non li ricordo…”. Poi ha preso il via il racconto, ancora oggi doloroso, di cosa accadde nel 2003, quando fu trascinato in caserma con una infamante accusa: “Ero sul posto di lavoro, erano le 14.00. Si presentarono 6-7 macchine della polizia, mi prelevarono sul posto di lavoro e mi portarono prima a casa per una perquisizione e poi alla Questura di Frosinone”.

CARMINE BELLI, ASSOLTO PER IL DELITTO DI SERENA MOLLICONE

“Ti dichiaro in arresto per l’omicidio di Serena Mollicone”: furono queste le parole che, una volta in casa, i militari pronunciarono nei confronti di Carmine Belli. Subito dopo fu condotto nel carcere di Cassino dove rimase per 17 lunghi mesi. Contro di lui vi erano numerosi elementi, indizi pesantissimi, tra cui la testimonianza di un amico che prima confermò la presenza di Belli in carrozzeria nel giorno del delitto della 18enne, salvo poi ritrattare tutto. Ed ancora, una frase choc di fatto mai pronunciata da Belli. Questo portò a far cadere l’alibi del carrozziere e la sua posizione si andò a complicare velocemente. Oggi Carmine ricorda quei 17 mesi di carcere: “Per i primi 6 mesi sono stato sorvegliato a vista, poi una guardia mi disse che la direttrice voleva parlarmi”. Gli offrirono così un posto di lavoro in carcere ed iniziarono a capire che non era lui il vero assassino di Serena Mollicone. Con il passare delle udienze del processo a carico di Belli, vennero a galla tutti i dubbi fino a quando dopo 7 ore di camera di consiglio si arrivò all’assoluzione dell’uomo in tutti e tre i gradi di giudizio. Dopo le tante bugie, oggi Carmine spera di poter riconquistare quella dignità persa per troppi anni a causa di un’accusa poi rivelatasi infondata. L’indagine sul delitto di Serena Mollicone è ancora in corso e, stando alle dichiarazioni della giornalista Angela Nicoletti intervenuta anche lei a Storie Italiane, potrebbe definirsi tale solo per la fine del prossimo mese anche alla luce di alcuni altri accertamenti importanti da completare. Anche secondo Belli, quel giorno Serena Mollicone era andata a denunciare un caso di spaccio di droga: “Forse ha sbagliato caserma”, ha commentato.



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